Tutto è successo per caso. Protagonisti: Gianfranco Vissani, cuoco internazionale conosciuto in tutto il mondo (alla Rai e a Mediaset, da tanti anni, è di casa ) e “Foku”, un barbecue in pietra lavica made in Bronte, ai piedi dell’Etna, che nel giro di un anno sta ottenendo successi strepitosi.
Pochi giorni fa le storie di Gianfranco e di “Foku” si sono incrociate. Gianfranco è stato incuriosito da “Foku”, lo ha provato e poi, convinto della sua efficacia, ha deciso di allestire due eventi per i clienti che affollano il suo bellissimo ristorante in Umbria.

Gianfranco Vissani mentre parla di “Foku” al suo interlocutore in un video. Sopra: il famoso chef (foto tratta dal sito La MadiaTravelfood).
Titolo: “Foku. Brace e pietra lavica… Spazio e tempo”, in cui il cuoco, come sempre, ha tenuto in considerazione una massima diventata il suo “Vangelo”: “Cari cuochi italiani, se non torniamo alla tradizione siamo fregati. Più giro il mondo e più mi spavento quando penso che sta diventando tutto uguale”.
Ecco allora che, con il barbecue siciliano, Vissani ha preparato un pranzo a base di prodotti tradizionali, mettendo insieme le pannocchie, le cipolline di Cannara, le seppie, l’aglio nero, l’olio e il peperoncino, le nocciole viterbesi, il fegatello di maiale, il miele di acacia, le lenticchie di Castelluccio, il tartufo, la trippa, il pecorino, la mentuccia, i porcini, le carni, le patate, la pizza, l’arancia e il timo.

Uno dei due menù allestiti da Gianfranco Vissani con “Foku”
In questa storia, in verità, manca un terzo protagonista: Nicola Dell’Erba, creatore di “Foku”, artista della pietra (soprattutto quella del suo vulcano), che nella sua azienda (“Petra”) situata nella zona industriale di Bronte, ha creato questo barbecue – brevettato da un paio di anni – dell’altezza di circa 95 centimetri così architettato: una struttura circolare in pietra lavica (del diametro di 100 centimetri) dove si poggiano i cibi da cuocere (carne o pesce, ortaggi, formaggi e tanto altro). Al centro una griglia in ghisa (se si vogliono preparare delle pietanze che non necessitano della pietra). Alla base un sostegno quadrato dello stesso materiale vulcanico, dove si conserva la legna. Fra la “piastra” e il “deposito legna”, un “forno” per la carbonella che fa da cuscinetto fra i vari livelli.
Geniale? I visitatori che riempiono le fiere (soprattutto nel Nord Italia) giurano di sì, acquistano “Foku” e al suo creatore mandano messaggi di entusiasmo.
Quindi pochi giorni fa il famoso cuoco, colpito da questo utensile amovibile, ha deciso di organizzare due eventi. Il perché è presto detto. “Il vantaggio della pietra lavica – spiega Barbara Bartolini, trait d’union fra “Foku” e Vissani – è che essa ha il valore della trasmittanza, un calore più particolare rispetto alle altre forme di cottura”.
Cioè? “Sulla pietra lavica – afferma Dell’Erba – il calore viene distribuito in modo omogeneo senza bruciare il cibo. È un materiale naturale e antiaderente, è igienico perché non è poroso. Il risparmio energetico è evidente: trattiene a lungo il calore permettendo di abbassare la fiamma una volta raggiunta la temperatura. Esalta i sapori: infatti la cottura lenta preserva le caratteristiche organolettiche e i succhi dei cibi”.

Il barbecue made in Bronte visto dall’alto, con alcune pietanze in fase di cottura
“In più – prosegue Nicola – la pietra lavica, a differenze di altre pietre, a contatto col calore, non si spacca: questo consente di fare un ottimo investimento. Il cibo può essere cotto direttamente sulla pietra oppure attraverso pentole e tegami dove si possono fare zuppe o spezzatini”.
Per chi ha l’esigenza di cuocere lentamente i pezzi di taglio più consistente di manzo, di maiale e di pollo, Dell’Erba ha ideato uno spiedo che lui chiama con un nome brasiliano, “churrascheria”, un lungo spiedo metallico nel quale infilzare le carni. Uno spiedo più piccolo, invece, è stato concepito per chi ama i formaggi fusi. Insomma, roba da leccarsi i baffi. Vissani docet.
Redazione























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