Fermare l’iter – in fase avanzata – per la realizzazione degli inceneritori in Sicilia. E’ quanto chiedono Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia. Motivo: potrebbero essere rischiosi per la salute umana e per l’ambiente. E per suffragare questa tesi, esibiscono un documento formalizzato sei giorni fa dall’Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Palermo.
“Con una nota inviata il primo ottobre all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e all’Ufficio Speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti della Regione Siciliana – si legge -, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo ha formalizzato nuove osservazioni sul progetto dell’inceneritore di Bellolampo, avanzando diversi dubbi sulla Valutazione d’impatto sanitario (VIS) che, in gran parte, sono gli stessi avanzati il giorno prima (30 settembre) da Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia”.
E’ il comunicato diffuso da queste associazioni per sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica il pericolo cui verrebbe sottoposta la popolazione palermitana e della provincia se dovesse entrare in funzione l’impianto di incenerimento di Palermo (contrada Bellolampo; l’altro è previsto nella zona industriale di Catania) che, secondo il governatore della Sicilia, Renato Schifani, risolverà i problemi dei rifiuti nell’Isola. Secondo i sodalizi, attraverso il parere dell’Asp, un impianto del genere – una volta entrato in funzione – potrebbe essere altamente inquinante.
L’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, si legge nella nota, “nelle sue osservazioni, afferma chiaramente che è necessario approfondire diversi aspetti ai fini di una più completa valutazione dell’esposizione della popolazione e dei potenziali effetti sanitari associati al progetto”.
In estrema sintesi, affermano le associazioni, l’Asp dice che “non è sufficiente calcolare l’esposizione agli inquinanti dell’intera popolazione palermitana, ma va effettuata una valutazione più complessiva e dettagliata, calcolando a quanti inquinanti sarà esposta la popolazione delle aree limitrofe all’impianto”.
“Non solo – seguita la denuncia -: va fatta una valutazione del potenziale impatto sulle fasce più sensibili, come bambini, anziani e donne in gravidanza. L’analisi delle emissioni atmosferiche dovrà essere estesa a suolo, acque superficiali e sotterranee, tenendo conto della presenza di aree agricole, pascoli e attività zootecniche. Dovrà essere valutata la possibile deposizione degli inquinanti e il loro eventuale trasferimento nelle produzioni agricole e zootecniche, nonché la conseguente esposizione della popolazione attraverso la catena alimentare”.
Inoltre, l’Asp chiede sia fatto “un monitoraggio ante operam (prima della costruzione dell’impianto, ndr.) degli attuali livelli di inquinamento, al fine di poter valutare in modo concreto se e quanto, con l’inceneritore, l’inquinamento sarà aumentato”.
La valutazione preliminare – si legge nel documento – servirebbe anche a valutare l’attuale esposizione agli inquinanti della popolazione di un’area, come quella metropolitana di Palermo, già oggi esposta agli effetti di un traffico veicolare estremamente pesante e congestionato. “I due fattori di inquinamento – scrivono – andrebbero a sommarsi con effetti potenzialmente devastanti sulla popolazione palermitana”.
“Il fatto che le richieste avanzate dall’Asp – si legge ancora – siano praticamente identiche a quelle fatte il giorno prima dalle associazioni conferma che la battaglia di Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia non è affatto ideologica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma sostanziale”.
Per questo motivo le associazioni “tornano a chiedere che i progetti vengano fermati, al fine di poter svolgere valutazioni tecniche più approfondite e accurate visto che, come conferma ormai persino l’Asp, i documenti depositati fino a questo momento sono assolutamente insufficienti per formulare la Vis”.
“Alla luce dei severi rilievi espressi dalle autorità sanitarie e ambientali – dichiarano i rappresentanti delle associazioni – non comprendiamo come il Presidente della Regione non abbia ancora avviato un’inchiesta pubblica per garantire trasparenza e partecipazione alle comunità locali. Chiediamo ufficialmente ai Comuni di Palermo e di Catania di farsi promotori istituzionali di questa richiesta di trasparenza”.
Redazione























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