Uno Sportello d’ascolto che “sente” il disagio di tutti. Dalle donne agli uomini, dagli studenti agli anziani. Senza barriere e senza schemi. Non solo con le orecchie, ma soprattutto col cuore. E’ il fine che si prefigge la Fidapa di Belpasso (Catania) con l’apertura dello Sportello d’ascolto Fidapa For You (inaugurazione Martedì 6 ottobre, alle 17,30, in via XVIII Traversa 23/E). Barbara Crupi è la presidente della Fidapa di Belpasso.

Come nasce l’idea di aprire uno Sportello d’ascolto in un paese di quasi 30 mila abitanti alle pendici dell’Etna?

“Da una mia esperienza personale. Avevo collaborato con i consultori privati di ispirazione cristiana (CfcItalia) per più di 20 anni, come counselor professionale e mediatore familiare, poi come direttore e, infine, come presidente della federazione regionale siciliana. Sono stati anni intensi di formazione umana e professionale che mi hanno permesso di comprendere quanto ci sia bisogno di ascoltare chi non si sente ascoltato, di vedere chi non si sente visto, all’interno di un percorso teso al raggiungimento del benessere personale e della propria autodeterminazione. Sento il bisogno, in questo momento, di ricordare una persona che da giovanissima mi inserì in questo contesto: don Luigi Luggisi, fine direttore spirituale e grande intellettuale, fondatore del Consultorio ‘Il Cammino’ di Paternò. Senza di lui, oggi, non sarei qui a parlare del Centro di Ascolto. Arrivata a Belpasso, sempre con lo spirito del volontariato e della solidarietà, ho iniziato ad accogliere e supportare delle persone che mi venivano inviate da parroci, amici, insegnanti. A un certo punto ho capito che da sola non potevo rispondere a tutte le richieste di consulenza. Così, da iscritta alla Fidapa di Belpasso, proposi la realizzazione di un Centro di Ascolto alle socie che sin da subito accolsero con entusiasmo il progetto”.

La locandina che pubblicizza il progetto “Fidapa For You”, lo Sportello d’ascolto che sarà inaugurato a Belpasso (Catania) Martedì 6 Ottobre 2026. Sopra: foto di gruppo delle socie della Fidapa di Belpasso

“Da quanto tempo lavorate a questo progetto?

“Da circa quattro anni. Per un’idea così impegnativa non bastano i buoni propositi e i volontari. Occorrono risorse umane ed economiche. Le prime le abbiamo raggiunte grazie a delle professioniste di altissimo livello che con la loro generosità hanno aderito al progetto. Le seconde sono state più difficili da reperire, ma ce l’abbiamo fatta. Un importante supporto ci è stato dato dalla Presidente distrettuale Ina Di Figlia, sensibile alle problematiche sociali, che, nel suo biennio, ha voluto inserire un progetto sul tema ‘Volontariato e Solidarietà’ (con referente la dottoressa Maria Elena Bianco) fornendoci quella spinta coraggiosa che ci ha permesso di giungere all’apertura del Centro”.

Perché l’iniziativa è aperta a tutti, e non solo alle donne?

“Il disagio all’interno delle famiglie, delle relazioni, del lavoro, non riguarda mai una sola persona. L’accesso alle sole donne creerebbe un’inutile barriera, mentre il coinvolgimento di un’intera comunità (famiglie, anziani, giovani, singoli individui) aiuta a diffondere la cultura del rispetto e del sostegno reciproco. Il nostro scopo non è quello di erogare un servizio assistenziale, ma quello di promuovere la persona e la sua dignità avviando un progetto di riscatto personale ‘senza distinzione di etnia, di lingua, di religione e di opinione politica’, come afferma l’art.3 dello Statuto della Fidapa”.

Cos’è l’ascolto?

“Non è solo sentire con le orecchie. Occorre ascoltare con il cuore ciò che sente l’altro, stargli vicino emotivamente, farlo sentire compreso, accolto, accettato incondizionatamente, senza pregiudizi. In questo ‘spazio a due’, la persona inizia a prendere consapevolezza di sé, del mondo che lo circonda: così possono avvenire i miracoli più grandi: i cambiamenti. E ogni cambiamento produce gioia, sia nella persona sia in chi l’ha accompagnata. Un lavoro nascosto, che non si vede, delicato, faticoso e, a volte, doloroso, ma è quello più entusiasmante del mondo: ‘Essere con l’altro’, mentre ritrova la propria strada. Significa camminare al suo passo, senza spingerlo né tirarlo, offrendo la presenza silenziosa di chi non giudica, ma sostiene. Significa essere uno specchio limpido e sicuro in cui l’altro possa guardarsi senza paura, scoprendo che anche le proprie fragilità meritano rispetto. È l’arte sottile e profonda della relazione autentica: un incontro tra due anime dove la solitudine si scioglie e lascia il posto alla speranza”.

Un progetto del genere presuppone un notevole disagio sociale. Quali sono secondo lei?

“Il disagio sociale di oggi è stato ben descritto dal sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman quando parlò della ‘società liquida’ dei nostri tempi. Una società in cui mancano i punti di riferimento ’solidi’, come istituzioni forti, principi del bene comune, modelli di adulti affidabili, diventa una società liquida, cioè incerta, smarrita, disorientata. L’individuo non sa più chi è. I legami sono stati sostituiti dalle connessioni creando profonde solitudini emotive, anzi direi un vero e proprio analfabetismo emotivo. La tentazione qual è? Bauman risponde: la retrotopia, cioè un’utopia che si rivolge al passato idealizzandolo, ritenendolo l’unico momento in cui l’individuo ha potuto godere di un certo benessere economico e sociale. Il punto è che non si possono risolvere i problemi del mondo reale di oggi rifugiandosi in fatue illusioni o inutili nostalgie. Questo fa male, soprattutto ai ragazzi, che vivendo in un clima di paura e di ansia, vengono privati di quella speranza verso il futuro che da sempre caratterizza le giovani generazioni. Occorre accogliere le nuove sfide del nostro tempo. Penso all’intelligenza artificiale, alle dipendenze tecnologiche, alle violenze dilaganti tra i più giovani, agli immigrati, ai femminicidi, ai temi etici sul fine vita. Tanto per citarne alcuni. Tutto questo si inserisce perfettamente all’interno del Centro di Ascolto e Consulenza Fidapa For You, che non è soltanto un produttore di servizi. È anche un costruttore di cultura che cerca di innestare cambiamenti sociali attraverso momenti di formazione e prevenzione come conferenze, seminari, corsi, workshop. Perché le battaglie sono sempre culturali e la Fidapa le conosce molto bene perché è nata come un movimento di opinione”.

Dato che le vostre iniziative riguardano il territorio di Belpasso, può fare una radiografia delle criticità locali legate alla vostra iniziativa?

“Il territorio di Belpasso è frammentato in frazioni popolose che spesso, lontane dal centro storico, portano le persone a vivere in uno stato di isolamento forzato che li ostacola nell’accesso ai servizi psicosociali. Molti cittadini vivono una profonda crisi economica, familiare, psicologica e socio educativa. Il grave disagio economico delle famiglie è testimoniato dalle richieste di contributi di solidarietà alimentare come la Carta Dedicata a Te e sussidi per la locazione ed esenzioni. Inoltre, c’è una fascia crescente di popolazione che non rientra nei parametri per ricevere sussidi pubblici, ma che non riesce ad arrivare a fine mese. Così, spesso, succede che le tensioni economiche all’interno dei nuclei familiari si riflettono sui minori, manifestandosi in abbandono scolastico, ansia da prestazione e conflittualità genitoriale. A livello trasversale, sono aumentate le separazioni, sono stati segnalati diversi maltrattamenti in famiglia e violenze domestiche. Nel nostro territorio non vi sono spazi adeguati di aggregazione giovanile e culturale: questo spinge molti verso forme di apatia, ritiro sociale o forme di dipendenza (da sostanze, da alcol, da gioco d’azzardo). Vi è una forte emergenza educativa che impone una seria riflessione e una efficace formazione per genitori e educatori. All’interno di queste criticità, il nostro Centro di Ascolto si inserisce erogando servizi gratuiti come consulenze psicologiche, pedagogiche, legali, di counseling e mediazione familiare; corsi nelle scuole, nelle parrocchie, in enti e associazioni sull’educazione all’affettività, sul bullismo e cyberbullismo, sulla prevenzione delle dipendenze e sulla comunicazione efficace; un gruppo di auto mutuo aiuto sull’elaborazione del lutto per genitori. Grazie al Gruppo Postpartum, gestito dalle dottoresse Ivana Genovese, Valentina Spina e Stefania Stella si avvieranno una serie di corsi pre e post parto a sostegno dei neo genitori e, in particolare, delle mamme che attraversano un momento importante e delicato della propria vita. All’interno laboratori creativi e attività di benessere saranno realizzati dall’artista Elisa Caudullo. A Belpasso vi sono numerose associazioni, con straordinarie proposte e nobili scopi. Spesso però le iniziative vengono svolte individualmente. Urge conoscersi e lavorare insieme per costruire non solo reti di ‘cura’ della persona, ma anche reti di ‘protezione e tenerezza’ dalle cui maglie è difficile sfuggire per cadere nel vuoto della solitudine, della disperazione e della tragedia”.

Chi sono le donne che hanno promosso questo progetto?

“”Questo lavoro non nasce da donne che hanno ‘tempo che avanza. Per una donna professionista, il tempo non avanza mai. Il Centro di Ascolto e Consulenza Fidapa For You è stato realizzato perché la solidarietà e il Bene Comune fanno parte della nostra architettura esistenziale, non sono un arredamento opzionale. È bello per me far sapere che ben 20 socie Fidapa hanno svolto un corso di formazione per svolgere il lavoro di segreteria e la prima accoglienza dell’utente acquisendo competenze sulla comunicazione verbale e non verbale, sull’ascolto attivo e sulla tutela della privacy. L’equipe dei professionisti è basata su un modello di presa in carico multidisciplinare e integrata, infatti, ogni mese, si riuniscono per confrontarsi sulle consulenze in corso ed avere il supporto di un supervisore esperto. Questa modalità di lavoro garantisce alta professionalità e segna una netta distinzione rispetto all’attività che un singolo professionista svolge all’interno del suo studio privato”.

L’equipe è formata dalle psicoterapeutiche Tiziana Gurrieri, Cristina Gresta e Cristina Uccellatore, dalla pedagogista Stefania Stella, dall’assistente sociale Cettina Guglielmino, dalle avvocate Barbara Fiorito e Anna Smedila. Coordinatrice la stessa Barbara Crupi, counselor professionale e mediatore familiare.

Orari di ricevimento: mercoledì dalle 9,30 alle 12,30 e venerdì dalle 16,30 alle 19,30 presso la sede di via XVIII Traversa 23/E. Si può prenotare attraverso il numero 329 4724554.

Redazione