“Stamattina ho visto con i miei occhi lo smarrimento delle persone bloccate, disorientate, senza sapere cosa fare e dove andare. È inaccettabile che in una situazione di emergenza come questa i passeggeri siano lasciati soli, senza informazioni chiare e senza un piano di gestione visibile ed efficace”.

Lo dice la senatrice Daniela Ternullo, vicecapogruppo di Forza Italia al Senato, commentando la nuova chiusura dell’Aeroporto di Catania, sospeso fino alla mezzanotte di oggi a causa dell’intensa attività eruttiva dell’Etna, con una nube di cenere vulcanica alta 4 chilometri e l’avviso “Vona” di colore rosso, il massimo grado di allerta per l’aviazione emesso dall’Ingv di Catania.

Sull’argomento abbiamo registrato la dichiarazione della senatrice di Fi e del deputato Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia.

COSA DICE FORZA ITALIA. “L’Etna è un fenomeno naturale che non possiamo controllare — prosegue la senatrice -. Ma possiamo e dobbiamo controllare come lo gestiamo. Chiedo con urgenza che vengano chiarite pubblicamente e in tempo reale le modalità di monitoraggio dell’aeroporto, i protocolli di comunicazione verso i passeggeri e la catena di comando operativa in caso di chiusura. Le persone hanno il diritto di sapere cosa succede, in anticipo, non di scoprirlo quando sono già in aeroporto”.

“Chiedo che la SAC, ENAC e le autorità competenti si coordinino immediatamente per definire e rendere pubblico un piano strategico strutturato per la gestione delle emergenze legate all’attività vulcanica – conclude Ternullo. Non possiamo continuare ad affrontare queste situazioni in modo improvvisato. L’aeroporto di Catania è un’infrastruttura strategica per tutta la Sicilia orientale e il suo malfunzionamento ha ricadute enormi su cittadini, turisti e imprese. Ci aspettiamo risposte rapide e concrete”.

COSA DICE IL PD. “Voli cancellati, prenotazioni pagate e perse, appuntamenti di lavoro e vacanze all’estero saltate, turisti in arrivo abbandonati e siciliani che rientrano sull’Isola senza alcun tipo di riferimento e assistenza. Ancora una volta Fontanarossa chiuso per una banale eruzione e la vita di migliaia di famiglie da 3 giorni è nuovamente stravolta. Ma dal governo – nazionale e regionale – solo chiacchiere e nessun tipo di intervento. Nonostante, appena 7 giorni fa, il governo nazionale, rispondendo in aula alla nostra interpellanza urgente, aveva fornito rassicurazione su sedicenti iniziative relative a piani operativi e sistemi di coordinamento. Non è cambiato nulla e questo non è tollerabile, nel 2026 per la Sicilia e per un aeroporto, come quello di Catania, quinto in Italia per traffico passeggeri ma ultimo per i collegamenti infrastrutturali con le altre aerostazioni siciliane come Comiso, Palermo e Trapani”.

Così Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia e capogruppo Dem in commissione Trasporti alla Camera, di fronte ai nuovi e continui disagi sopportati dai passeggeri per la chiusura dello scalo etneo per l’eruzione dell’Etna.

“Il governo si era impegnato ad attivare una procedura specifica – prosegue – per evitare il ripetersi di episodi, come quelli di questa estate. Ma ancora sono ancora attuali, evidenti e specifiche le violazioni delle compagnie aeree rispetto al regolamento europeo 261/2004 che prevede l’onere di occuparsi dei passeggeri nel caso in cui, alla partenza, venga cambiato l’aeroporto di destinazione (in pratica: se un volo per Catania atterra a Palermo tocca alla compagnia trasferire i passeggeri da Palermo e Catania; ma anche per i cambiamenti in partenza)”.

“Ma il problema – prosegue Barbagallo – riguarda, complessivamente, anche l’aeroporto di Comiso dove Ita, la compagnia di stato, non effettua ancora l’accettazione dei bagagli. E dove, sempre a Comiso, continuano a non esserci servizi di assistenza adeguati al flusso di passeggeri che aumenta vertiginosamente quanto chiude Fontanarossa: Al Pio La Torre ci sono – aggiunge – passeggeri che attendono anche 40 minuti a bordo dell’aereo in attesa dei pullman. Ma in questo tempo e di fronte ai disagi né Mit né Sac, né Regione, né governo hanno trovato il tempo di sedersi attorno ad un tavolo e predisporre un piano operativo che riguardi trasporti, treni, pullman, assistenza a famiglie, anziani e persone con disabilità. Infine non è stata fornita nessuna assistenza alla popolazione interessata: né una bottiglietta d’acqua, né un panino, né servizi di trasporto pubblico adeguati con passeggeri in partenza da Catania invitati a recarsi a Trapani poche ore prima. Salvini – conclude – faccia il ministro dei Trasporti. Se non è in grado, com’è di tutta evidenza, si ritiri in Padania”.

Nella foto: l’aeroporto Fontanarossa di Catania

Redazione