Essere sull’orlo del precipizio senza saperlo. Essere a un passo da una delle basi americane più potenti del mondo ed assistere sbigottiti ai discorsi folli dei governanti locali e nazionali – dalla famiglia nel bosco al cambio degli assessori – che si trastullano con mille incredibili argomenti mentre noi, poveri sudditi dell’impero, popolo che si addormenta alle “ninne nanne” del potere, vediamo le immagini delle centosessantacinque bambine uccise in Iran, e delle migliaia di bambini trucidati dalla bombe e dalla fame di Gaza, per quest’ennesima guerra scatenata “da quer matto che comanna” che domani uscirà con un bel discorso “per quel popolo cojone risparmiato dar cannone”.
Essere sull’orlo del precipizio e ripetere spesso, per associazione di idee, una bellissima poesia, “Ninna nanna de la guera”, che il poeta romano Trilussa scrisse nel 1914, all’inizio della prima guerra mondiale (ai giorni nostri mirabilmente recitata da Gigi Proietti e musicata da Claudio Baglioni) ed avere la conferma di quanto la nostra memoria sia labile, di quanto un breve lasso di tempo sia sufficiente per cancellare le storture e le devastazioni delle guerre più devastanti della storia.
Essere sull’orlo del precipizio e sentire certi discorsi dai giovani che mai mi sarei sognato di sentire, il ritorno della leva obbligatoria, perché la guerra ci coinvolgerà tutti: magari non sarà così, ma è un comune sentire, un passa parola, una consapevolezza che niente sarà più come prima (almeno fino a quando comanderà “er matto” di cui sopra), che gli equilibri sono saltati e che quindi può succedere di tutto.
Essere sull’orlo del precipizio e non rendersi conto che Cipro, dove per rappresaglia è stato lanciato un missile iraniano, è a un tiro di schioppo da noi, poiché l’escalation riguarda tutti gli avamposti americani presenti nel Mediterraneo, e anche se la vendetta non arriverà dal cielo, arriverà col terrorismo al quale si aggrapperanno i popoli bombardati che hanno perso tutto, persino la dignità.
Essere sull’orlo del precipizio e sentire dai nostri governanti frasi come “Per ora non c’è nessuna richiesta di utilizzo delle nostre basi, solo spostamenti standard”, sì certo, normale amministrazione aerea, peccato che fino allo scorso gennaio il traffico di aerei militari e di droni in partenza da Sigonella era “abituale”, e da febbraio si è intensificato, guarda caso verso il Medio Oriente. Sì signor ministro, sì signora capa del governo, soltanto coincidenze, ma intanto a Sigonella ultimamente fra il personale circolano queste parole d’ordine: “Rimanete vigili”, “Nessuna minaccia specifica e credibile”, “Allerta invariata”, “Attenzione a grandi raduni inattesi”, “Seguite AtHoc e i canali ufficiali”. Che può non voler dire niente, ma che può voler dire tutto.
La “ninna nanna” continua e intanto Trilussa torna sempre alla mente: “La guera è un gran giro de quatrini che prepara le risorse per i ladri delle borse”. E poi: “Senza l’ombra d’un rimorso sai che ber discorso ce faranno tutti insieme sulla pace e sul lavoro per quel popolo cojone risparmiato dar cannone”.
Nella foto: Iran, i funerali delle 165 ragazze di un collegio femminile uccise da un bombardamento Usa (immagine di Vanity Fair)
Luciano Mirone























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