9 luglio 1913. La bellissima pittrice ventitreenne Ginevra Bacciarello viene trovata esanime nella casa di Acireale (Catania), sita in via Currò, dove vive da un anno. Un colpo di pistola le ha trapassato il cuore. Il corpo, composto e avvolto in un lungo vestito bianco, è chiuso fino al collo, come lei abitualmente usa coprirsi.

Viene trovata distesa sul letto e coperta di fiori. Accanto un breve messaggio: “La luna e le stelle accoglieranno l’anima di Ginevra Bacciarello”. La città viene attraversata da un fremito di stupore e da tante domande: un omicidio, un suicidio, e in ogni caso, perché? I carabinieri non danno alcun peso alla vicenda, né alcuna risposta: nessun fascicolo risulta su questo strano decesso. Né il marito, né il padre si preoccupano di fare aprire delle indagini sulla morte. Di lei rimane una vita da artista spezzata, che ha pagato a caro prezzo la propria voglia di libertà. Tutto viene avvolto nel mistero, anche se il ricordo non svanisce, anzi, con gli anni viene alimentato e diventa mito.

Ginevra Bacciarello nel giorno del suo matrimonio. Sopra: un altro ritratto fotografico di inizio ‘900

Di Ginevra Bacciarello resta una bellissima pittura presso l’eremo di Sant’Anna, vicino Valverde, “La venere dei cipressi”; un libro di Vincenzo Costanzo, “Ginevra Bacciarello. Una vita, una morte, un mistero” (1991), e l’impegno recente dell’autrice di questo articolo, che tre anni fa si è prodigata per farle intitolare uno slargo antistante alla Chiesa dell’Indirizzo, e oggi ha realizzato un progetto inviando la biografia dell’artista – assieme all’assessorato alla Cultura di Acireale – al Ministero delle pari opportunità. Il quale, alla fine del 2025, ha dato il via alla seconda edizione de “L’Italia delle donne“ introducendo anche nuovi e diversi ambienti nei quali le donne italiane si sono distinte a partire dall’XI secolo e fino al 31 dicembre 2018.

L’insegna che indica lo “slargo Ginevra Bacciarello” ad Acireale. L’iniziativa è stata promossa nel 2023 dalla giornalista e scrittrice Mariella Di Mauro, autrice anche di un progetto inoltrato recentemente al ministro alle Pari opportunità per ricordare le donne che nei secoli passati si soni distinte per il loro coraggio e la loro emancipazione    

Un progetto attuato grazie alla strategia nazionale per la parità di genere che prevede la diffusione di modelli femminili positivi  italiani o stranieri appartenente ai seguenti ambiti: donne imprenditrici, donne dello sport, donne delle arti.

Il ministero delle Pari opportunità ,con questo progetto, ha voluto inserire nella storia d’Italia figure di grande valore che hanno contribuito allo sviluppo del territorio in cui hanno vissuto e che spesso sono rimaste nell’ombra. Questa idea intende così gettare una nuova luce sul contributo femminile nella storia del nostro paese.

Ma chi era Ginevra Bacciarello? Diplomata presso l’Istituto di Belle arti di Roma, nel 1910 conosce lo scultore acese Luciano Condorelli. Nel 1912 decidono, pare all’improvviso, di sposarsi e partono subito dopo la cerimonia per Acireale. È un momento in cui la città siciliana è attraversata da un notevole fermento artistico: vi operano Giuseppe Sciuti, Primo Panciroli, Saru Spina, Sebastiano Politi, Michele La Spina e tanti altri.

Fin dal suo arrivo, la vita dell’artista non è facile. Non piace alla suocera, tanto che è costretta a dormire in una stanza in affitto, la sua arte non viene vista di buon occhio: non perché  non fosse brava (tutt’altro), ma perché è una donna. Anche quando va a vivere assieme al marito, la vita non è facile, anche se insieme cercano di movimentare la vita artistica locale creando un’associazione dove Ginevra è l’unica donna.

Passa poco più di un anno dal suo arrivo. I tradimenti del marito pare che fossero frequenti. Quel 9 luglio del 1913 nella Riviera dei limoni c’è un caldo asfissiante. Ginevra viene trovata morta con quel colpo di pistola al cuore. Tutto sembra essere finito lì. La verità giudiziaria parla di suicidio, ma il suicidio non viene provato. Passano gli anni e piano piano una verità storica e culturale si fa strada: un libro, doversi articoli e una serie di iniziative portano il suo nome. Ginevra diventa il simbolo di tutte le donne che combattono per ottenere il loro spazio e la propria autonomia. Attendiamo trepidanti la risposta del ministero.

Mariella Di Mauro