L’Unione sindacale di base (Usb) prende posizione a favore dei 300 lavoratori dell’Opera diocesana assistenza (Oda) di Catania che da dodici mesi non percepiscono lo stipendio e chiede ai vertici dell’ente e all’arcivescovo, mons. Luigi Renna (dato che l’Oda fa parte della chiesa catanese), quali sono i piani economici per salvare le spettanze e il futuro dei dipendenti dell’Oda.
“Si susseguono – scrive l’Usb – con un ritmo incessante, comunicati stampa, promesse, dichiarazioni, omissioni, collaborazionismo-capitolazionismo di stampo sindacale, notizie fantasiose, crociate per la difesa dell’indefendibile, rivendicazioni di vertenze mai seguite e di lotte mai fatte, latitanze istituzionali, lavate di mani e lavate di faccia. Tutto questo a danno delle lavoratrici e dei lavoratori della Fondazione ODA Catania che a giorni si ritroveranno al dodicesimo mese senza stipendio”.
“Nel frattempo – svela il sindacato – l’Oda ha affittato il ramo sanitario alla S. O. SERVIZI SANITARI INTEGRATI S.R.L., azienda che non si caricherà sul proprio conto in banca il pagamento degli stipendi arretrati spettanti ai 300 dipendenti e non pagati dall’ODA. Non paghera’ gli arretrati non per la cattiva influenza subita praticando il CdA dell’ODA ma perche’ e’ la condizione posta dalla S. O. alla stessa ODA per firmare il relativo contratto d’affitto”.
“Quindi – prosegue il sindacato di via Caltanissetta – è la Fondazione Opera Diocesiana Assistenza Catania che dovra’, anzi dovrebbe – con il CdA dell’ODA presieduto dal commissario-presidente avvocato Adolfo Landi il condizionale e’ d’obbligo- pagare gli stipendi arretrati, la stessa che ‘vanta’ ben 80 MILIONI DI EURO DI DEBITI”.
“Oltretutto – spiega l’Usb – non ci sono solo gli stipendi arretrati, ci sono anche le ingiunzioni delle lavoratrici e dei lavoratori che non ricevendo lo stipendio si sono licenziati per giusta causa e che chiedono il pagamento di quanto dovuto, dalle mensilita’ al Tfr”.
“A questo punto – conclude l’Unione sindacale di base -, sarebbe cosa buona e giusta se il presidente Landi e l’ arcivescovo monsignor Luigi Renna dicessero chiaramente come l’ODA intende pagare gli stipendi arretrati e, di conseguenza, tenere in piedi la struttura aziendale che riceve finanziamenti dalla Regione Siciliana e dall’Asp di Catania”.
Nella foto: una delle tante proteste dell’Oda, da 12 mesi senza stipendi
Redazione























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