Sono un cittadino di destra che ultimamente ha firmato l’appello affinché Israele non sganciasse bombe sui bambini inermi di Gaza. È un mio sacrosanto diritto o qualcuno me lo vuole impedire? Dove sta scritto che una persona con una cultura di destra non possa apporre il proprio autografo su un appello  sacrosanto?

Poiché nei giorni scorsi “Il Giornale” dell’editore Angelucci (deputato leghista distintosi per il suo assenteismo in Parlamento) ha tirato fuori questo “straordinario scoop”, ovvero che la Gip di Milano Tiziana Landoni, siccome ha firmato lo stesso appello che ho firmato io, sarebbe automaticamente “di sinistra” e quindi – in quanto tale – sarebbe stata indotta a scarcerare (“Non sono ravvisabili gravi indizi di colpevolezza”) il giovane Youssef Siher (italiano e marocchino di seconda generazione), che invece, secondo la Procura, sarebbe stato colpevole di “istigazione per delinquere aggravata dalle finalità terroristiche” per gli atti di violenza compiuti durante i cortei del 18 ottobre, io uomo di destra, contesto questo teorema, perché ritengo che un appello per salvare la popolazione di Gaza vada oltre le categorie “destra”-“sinistra”, anzi penso che l’articolo del “Giornale” sia un modo surrettizio per delegittimare un magistrato che – a prescindere dalla sua decisione, condivisibile o meno – ha applicato una legge dello Stato, quindi emanata dal Parlamento, quindi dalla politica, quindi dai cittadini.

Sono di destra, me ne vanto e sono anche un cristiano: se mi va di firmare un documento che parla di pace lo faccio liberamente e rifiuto categoricamente questo modo di cercare di condizionare l’opinione pubblica con affermazioni così arbitrarie.

Se dovesse essere valido l’assunto proposto dalla testata di Angelucci, dovremmo scagliarci anche contro Gesù Cristo che predicava l’amore in antitesi alla violenza perpetrata dall’esercito romano. Non lo facciamo perché cadrebbe rovinosamente il mito Dio Patria e Famiglia col quale ci gonfiamo il petto, andrebbe in frantumi l’alibi della messa cui non manchiamo ogni domenica, eccetera eccetera eccetera.

Meglio scagliarsi contro una magistrata che ha fatto un’azione legittima, a meno che qualcuno non dimostri il contrario. Ma fino a quando sarà possibile firmare per la pace, io uomo di destra, mi sentirò libero di stare dalla parte dei delle popolazioni che subiscono E non voglio etichette da chicchessia.

Luciano Mirone

P.S.: questo articolo è una provocazione. Nient’altro che una provocazione. L’autore non è affatto un uomo di destra, si definisce un progressista ed è in crisi con la sinistra più cialtrona. Ma desidera tanto potersi confrontare con persone di destra, di sinistra, né di destra né di sinistra, purché siano libere, ragionino con la loro testa e rifiutino i dogmi imposti da qualsiasi ideologia.

Nella foto: l’interno del Palazzo di giustizia di Milano