Da ventun anni la Festa del Cinema di Roma rappresenta un appuntamento fisso per tantissime persone, sia per i cultori del grande schermo, sia per chi ama perdersi nei colori e nelle emozioni di questa bellissima kermesse di oltre una settimana (che quest’anno si è articolata dal 13 al 25 ottobre).
Vivere “la Festa” significa conoscerne i ritmi, il fermento delle proiezioni alle otto di mattina, ancor prima della colazione, sapersi muovere tra le sale conoscendole ormai bene, con la speranza di assistere all’”opera perfetta” in mezzo a quel via vai continuo di gente.
In questa ventunesima edizione, però, è sembrato che mancasse qualcosa che impediva di percepire quel mix perfetto tra affetto e disincanto. Roma ha sicuramente un problema oggettivo di base dal punto di vista strutturale: è immensa, dispersiva. Oltre a questo, essendo la capitale, ci si aspetta sempre il massimo, anche in ambito cinematografico.
Negli anni la manifestazione, per crescere, è stata costretta a dislocarsi nel suo tessuto urbano, passando dall’Auditorio alla Casa del cinema al Teatro Olimpico a diverse sale cinematografiche della città: un gesto, sicuramente, che fa capire come il Festival voglia accogliere e coinvolgere maggiormente i propri abitanti.
Ma lontano dal suo centro è vera Festa? Ne percepisci l’anima più autentica, come può avvenire a Venezia o a Cannes, dove ogni spazio pulsa per dieci giorni di fila?

Il “red carpet” sono sfilati i divi presenti alla Festa del Cinema di Roma. Sopra: il manifesto della 21^ edizione appena conclusa
Non si può dire che siano mancati i grandi nomi o le opere pregevoli. Il red carpet romano ha visto sfilare icone internazionali del calibro di Javier Barden e Julian Moore, mentre per quanto riguarda la selezione dei film, sono stati presenti titoli d’impatto e eventi attesi come La Bolla Negra dei registi Javier Calvo e Javier Ambrossi (che uscirà in Italia nel prossimo gennaio), oltre, naturalmente, al vincitore come miglior film, I See Buildings Fall Like Lightning del regista Clio Barnard, che racconta la realtà dei sobborghi inglesi che si nascondono dietro la scintillante Londra.
La Festa del Cinema di Roma resta comunque una bella passerella autunnale, anche se quest’anno – a nostro parere – si è sentita la distanza con la vetrina internazionale. Per fare il definitivo salto di qualità e reggere il confronto con i giganti europei, forse, serve qualcosa in più, sicuramente risorse adeguate e il coraggio di ritrovare un’identità precisa senza perdersi nella vastità della Città Eterna.
Mariafrancesca Balsamo























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