“Sessantasei mila quattrocentosessantacinque Euro liquidati dallo Stato a un professionista condannato in via definitiva per associazione mafiosa, un parco annunciato quasi trent’anni fa e mai realizzato e adesso anche l’area immediatamente a ridosso del faro chiusa al pubblico. Senza spiegazioni ufficiali da parte dell’Agenzia del Demanio”. Lo denunciano i parlamentari del M5S, Luigi Sunseri e Ketty Damante, che hanno presentato interrogazioni rispettivamente all’Assemblea regionale siciliana e al Senato.

Succede a Capo Zafferano, tra Bagheria e Santa Flavia, uno dei luoghi più suggestivi del litorale palermitano, che da settimane, secondo gli esponenti 5S, “vede interdetta al pubblico l’area limitrofa ad una  delle sue attrazioni migliori, il faro ottocentesco, chiusa senza che siano state fornite spiegazioni ufficiali da parte dell’Agenzia del Demanio”.

«Con decreto del 28 ottobre 2017 – dichiara il deputato regionale Sunseri – l’Agenzia del Demanio ha quantificato in 66.465 euro l’indennizzo spettante a Salvatore Scardina (e al fratello) per l’acquisizione dei terreni in parte dei quali doveva sorgere il parco tra Monte Catalfano e Capo Zafferano, previsto dal Comune di Santa Flavia sin dal 1997 e mai realizzato. Il decreto è arrivato ad appena un mese dalla condanna in primo grado di Scardina a 12 anni di reclusione per lo stesso reato, nell’ambito del processo Panta Rei. Con la mia interrogazione all’Assemblea regionale siciliana chiedo che fine ha fatto il progetto del parco e il perché della chiusura dell’area prossima al faro».

«Perché – chiede  Ketty Damante – l’Agenzia del Demanio ha liquidato quella somma senza verificare la posizione patrimoniale del beneficiario? Al ministro dell’Interno chiedo se la Direzione investigativa antimafia abbia mai valutato la confisca di prevenzione sui terreni che, secondo quanto riportato dalla stampa, la famiglia Scardina conserverebbe ancora attorno al faro».

«Non ci interessa solo il singolo pagamento – dichiarano congiuntamente Sunseri e Damante – ci interessa capire perché, in trent’anni, nessuno abbia mai completato quel parco, e perché lo Stato continui a trattare come un proprietario qualunque chi ha precedenti penali per associazione mafiosa».

«Voglio anche sapere – conclude Sunseri – se il governo regionale intenda riattivare, ai sensi della legge regionale n. 98 del 1981, l’iter per la realizzazione del parco e con quali tempi, se e quali risorse, anche di provenienza europea o nazionale (PNRR, FESR, FSC), siano state in passato destinate o possano oggi essere individuate per il restauro del faro di Capo Zafferano e per la realizzazione del progetto del parco».

Nella foto: uno scorcio di Capo Zafferano, vicino Palermo (immagine La Repubblica)

Redazione