Caro carburante. La Cgil di Catania lancia l’allarme e non esclude manifestazioni di protesta imminenti nell’ambito di una situazione di agitazione che si sta delineando sia in Italia che all’estero: “Il lavoro non può diventare un costo insostenibile”, afferma il sindacato di via Crociferi.

“Il caro carburante – si legge nella nota della Cgil – pesa sempre di più sulla vita quotidiana di lavoratori, pensionati e famiglie e sta diventando una voce insostenibile nei bilanci di chi è costretto a spostarsi ogni giorno. A Catania e nel suo territorio il problema è ancora più evidente: per migliaia di lavoratori l’auto non è una scelta, ma una necessità, anche per le carenze di un sistema di trasporto pubblico che non riesce a garantire collegamenti sufficienti ed efficienti”.

“Agli aumenti dei generi alimentari – prosegue il sindacato – e delle altre spese essenziali si aggiunge così il costo necessario semplicemente per raggiungere il posto di lavoro. Una situazione sulla quale la Cgil di Catania vuole richiamare l’attenzione della Prefettura, affinché l’allarme che arriva dal territorio venga rappresentato al Governo nazionale. Il sindacato chiede interventi immediati e, insieme alle categorie della Cgil, è pronto a promuovere una mobilitazione del territorio in assenza di risposte concrete”.

“In Sicilia il peso del caro carburante è ancora più forte – dichiara il segretario generale della Cgil etnea Carmelo De Caudo – perché migliaia di persone sono costrette a utilizzare ogni giorno l’automobile per raggiungere il posto di lavoro. Pensiamo a chi ha un contratto part-time, percepisce uno stipendio già insufficiente e deve percorrere decine di chilometri ogni giorno: una quota sempre maggiore del salario finisce soltanto per consentirgli di andare a lavorare. Il lavoro non può diventare un costo insostenibile”.

La Cgil del capoluogo etneo “avvierà il confronto con le proprie categorie e con le strutture territoriali per definire le iniziative da mettere in campo e costruire una mobilitazione unitaria, capace di dare voce al disagio di lavoratori, pensionati e famiglie e di sollecitare risposte immediate da parte del Governo”.

Redazione