Un’accusa pesantissima contro l’ex amico ed ex presidente del Nucleo di valutazione Giuseppe Aiello (oggi, secondo lui, “nuovo leader dell’opposizione”), col quale ha condiviso tante cose: dalle vacanze alle “strategie politiche”, dal trasformismo alle rotture con ex sindaci ed attuali deputati regionali, fino ai più misteriosi segreti di Palazzo. Ma Carlo Caputo, sindaco di Belpasso (Catania), spara a zero anche contro l’opposizione oggi rappresentata da un altro ex amicissimo: il deputato del suo stesso partito (Fratelli d’Italia), Giuseppe Zitelli.
Oggetto del contendere: gli interessi legati alle farmacie. Che oggi si presentano sottoforma di diritto di prelazione della farmacia comunale che la nuova maggioranza – con una mozione votata l’altra sera in Consiglio – ha fatto saltare dal centro commerciale Etnapolis (previsioni di guadagno: un milione dopo un anno, tre dopo cinque) per spostarla fuori dalla struttura, ma nella stessa zona, con l’intenzione di darla in gestione ai privati.
Parole di fuoco ed epiteti che questo giornale omette per evitare querele, segno che la frattura è insanabile. Lo spunto: un nostro recente articolo dal titolo: “Sulla farmacia comunale, il sindaco vuoti il sacco”. Mica solo sugli ultimi avvenimenti. Su tutto. Specialmente sulla misteriosa perdita dell’altra farmacia comunale, anno 2017, da ubicare nella parte sud della città (quartiere Sant’Antonio), sulla quale Caputo ha responsabilità particolarmente gravi. Ma questo, il sindaco, afferma di non ricordarlo, facendo un po’ di confusione (se voluta o casuale giudichi il lettore). Così come sembra annaspare su altri particolari che hanno lo stesso tema. Ma sulla situazione attuale le sue idee sono chiarissime.
Sì, perché questo nome, farmacia, a Belpasso ha un significato particolare. E dei sinonimi come potere, tradimenti, complicità e danaro. E però il lettore non deve giudicare male: nessuna analogia con la vicina Tremestieri Etneo, dove, secondo la magistratura, va aggiunta la parola mafia. Qui, da sempre (sgombriamo il campo da equivoci), il protagonista è persona perbene (al massimo “politicamente inaffidabile”, tutt’al più ambiguo o amante delle beghe e delle trame di Palazzo), che, occupando cariche istituzionali, cade facilmente in conflitto d’interessi. Insomma, in questa intervista, il sindaco dà l’impressione di voler vuotare il sacco, ma solo a metà.
Caputo, lei accusa l’ex presidente del Nucleo di valutazione, Giuseppe Aiello, di aver cercato di interferire negli uffici comunali per questioni legate alla farmacia. Solo negli uffici o anche presso il sindaco? Facciamo questa domanda perché questa storia si trascina dagli anni Novanta. Eppure lei, pur sapendolo, nel 2023, ha nominato Aiello – suo grande amico ed elettore – addirittura presidente del Nucleo di valutazione.
“Allora mica sapevo che avremmo dovuto localizzare la nuova sede farmaceutica. Allora il tema non c’era. Il tema me lo pongo quando arriva il problema. Perché qua non si suda. Fin quando si bevono i cocktail e si parla in amicizia bene, ma quando mi si chiede di fare altro, non ci sto”.
Perché ha nominato Aiello presidente del Nucleo?
“Aiello faceva parte della coalizione”.
Sì, ma non lo sapeva che storicamente lui cerca di tutelare i suoi interessi?
“Non pensavo che si potesse arrivare ad immaginare che Carlo Caputo potesse prestarsi a non dare un servizio pubblico a Belpasso e a mettere la farmacia dove conviene ai farmacisti. Se lui ed altri hanno avuto questa idea, si sono sbagliati. Infatti ho finito di bere i cocktail con lui”.
Pochi giorni fa, attraverso un comunicato stampa, lei ha parlato di “pressioni” ed “ingerenze” che l’opposizione starebbe subendo da parte di Aiello per questa questione. Ora può dire gentilmente se le pressioni e le ingerenze sono state fatte anche nei suoi confronti?
“A me è stato chiesto di mettere la farmacia lontana dal centro urbano e ho detto di no. Un anno fa. Da lì è iniziata la rottura”.
Un anno fa?
“Certo. Il bailamme politico inizia con questa questione. Non posso passare per uno che fa il cameriere dei farmacisti”.
Cosa è successo?
“Mi è stato prospettato di destinare la sede della decima farmacia lontana dal centro urbano”.
Da chi?
“Da due, tre farmacisti”.
Con quale motivazione?
“Che Belpasso è ben servita, è satura, e che non c’è un’esigenza di creare un’ulteriore concorrenza nei loro confronti. Le sentenze del Tar dicono che il principio della concorrenza non è un problema del Comune, è un servizio pubblico. I farmacisti hanno il diritto legittimo di difendersi, ma l’interesse pubblico è un altro”.
Quale criterio ha adottato?
“Ho detto all’ufficio di tener conto dei criteri oggettivi, cioè di guardare l’incremento demografico della nuova popolazione. Dallo studio esce fuori un quadro che localizza questo incremento nella zona nord-ovest del centro urbano. Quando leggo sui Social che il sindaco sta localizzando la decima farmacia per ripicca, mi chiedo: ripicca verso chi? La ripicca la fanno i privati che fanno politica in Consiglio comunale e anche fuori, che vogliono togliere un interesse pubblico alla città”.
La zona nord-ovest comprende anche il tratto di via Fiume, dove lei nel 2013 aveva promesso un parco e dove adesso, invece, sorgeranno delle palazzine che distano dalla farmacia Aiello qualche centinaio di metri.
“La localizzazione non individua un’area circoscritta di 200 metri”.
Sì, ma comunque in uno spazio di pochi metri da una farmacia che opera da tanti anni, potrebbe nascerne una nuova.
“La legge dice che all’interno del centro urbano una farmacia deve essere distante 200 metri da un’altra. In quel tratto di via Fiume, sarebbe troppo vicino”.
Quindi lei esclude una ubicazione in quella strada?
“Quella è stata un’area contesa a causa di un fallimento. In ogni caso, escudo quell’area perché mi sembra sotto i 200 metri dalla farmacia Aiello, ma non la via Fiume, che parte molto più su. La decima farmacia, ripeto, sarà localizzata nella parte nord-ovest, che comprende anche la via Fiume”.
Questo potrebbe dare ugualmente fastidio?
“Certo. Ho ricevuto la richiesta di un incontro ufficiale col sindaco da parte delle farmacie. Tre di queste hanno fatto ricorso al Tar contro la delibera del Consiglio comunale dello scorso gennaio che parla della localizzazione della decima sede. E questo è un fatto ufficiale. L’altro è ci sono delle incompatibilità: c’è un consigliere comunale che ha stretti congiunti con due farmacie ricorrenti, una consigliera comunale che è dipendente da una farmacia, e un presidente del Nucleo di valutazione che viene rimosso perché alcuni comportamenti sono stati valutati di influenza verso l’individuazione della farmacia per fare altre cose”.
Le incomprensioni con Aiello sono nate solo su questo?
“Sì”.
Oggi lei parla di pressioni e di ingerenze. Ma nel 2017 (quando Belpasso, per una serie di banalissimi motivi, perse il diritto di prelazione sull’istituzione della farmacia comunale nel centro abitato acquisito dalla precedente giunta Papale) queste pressioni e ingerenze non ci furono? Allora lei era sindaco, la Regione siciliana diverse volte le chiedeva di confermare quel diritto e lei puntualmente non rispondeva, fino a quando Palermo, davanti ai suoi silenzi, decise di revocarla definitivamente. Ci furono interrogazioni parlamentari, manifesti di protesta in tutta la città, ma lei se ne uscì scaricando le responsabilità su un funzionario comunale e sulla Regione. Tante volte questa redazione la cercò per un’intervista, niente da fare. Bocche cucite anche da parte rappresentanti della sua giunta.
“Non ricordo quella vicenda, ma allora si perse la farmacia comunale, che poi diventò privata, ma quello non intacca le altre farmacie, che hanno più danno ad avere un concorrente privato che ad averne uno pubblico, il quale può essere più distratto, mentre il privato può essere più ferrato”.
Partiamo da un punto. Se dà fastidio l’apertura di una farmacia comunale (per i cittadini molto più conveniente di quella privata, a cominciare dal prezzo scontato dei farmaci) in un centro commerciale a quattro chilometri da Belpasso, figuriamoci all’interno del centro abitato. Dato che lei oggi parla di pressioni e di ingerenze, chi ci vieta di pensare che nel 2017 non ci siano state?
“Al tempo non ho avuto queste pressioni. Comunque, una farmacia comunale dà meno fastidio ai privati, perché tutto dipende dalla gestione. Per il privato il fastidio è avere una sede farmaceutica in più”.
Allora non fu fatta una forzatura?
“Assolutamente no”.
Sicuro?
“Ripeto: non ricordo quale fu il problema. Comunque, nel 2017 non ho avuto alcuna pressione, né per farla comunale, né per farla privata: il fastidio sarebbe stato uguale”.
Quindi le pressioni si sono concentrate solo oggi?
“Al tempo non ci sono stati ricorsi da parte delle farmacie”.
Non ci sono stati casualmente o perché ci si è sentiti garantiti dalla politica che col silenzio ha messo a posto la pratica?
“Lei dice questo perché parte dall’assunto che una farmacia comunale avrebbe dato più fastidio di una farmacia privata”.
No. Chiediamo solo se allora ci furono pressioni.
“Confermo il no. Avrei avuto la stessa reazione di oggi”.
Oggi cosa non va bene della proposta dell’opposizione?
“Tutto. A cominciare dal fatto che hanno tolto la farmacia comunale da Etnapolis, la vogliono spostare in un sito ricadente nella stessa area, la vogliono lasciare comunale, ma da far gestire ai privati”.
Loro contestano che la gestione – secondo la delibera votata nel 2020 – sarebbe andata alla società Etnambiente, che negli ultimi tempi è molto attaccata dall’opposizione per certi bandi ritenuti anomali.
“Sì, ma almeno Etnambiente è pubblica”.
Non le sembra insufficiente la cifra di 250 mila Euro, che lei ha messo a disposizione in extremis, per la realizzazione della farmacia ad Etnapolis?
“La farmacia non si apre dall’oggi al domani. Oggi mettiamo quella somma, domani ne mettiamo un’altra e la facciamo. La verità è che stanno provando a difendere un interesse privato. Se guardiamo il tabellone delle votazioni, notiamo che c’è stata una consigliera comunale che si è astenuta, è stata l’ultima a votare. Si vede. Non vorrei che avesse controllato la situazione per assicurarsi che la mozione passasse. Eppure un decreto legislativo dice che in caso di incompatibilità, non si può partecipare al voto. Un altro consigliere comunale (assieme all’ex presidente del Nucleo di valutazione), appartenente ad una famiglia di farmacisti (che guarda caso ha presentato ricorso al Tar contro l’istituzione della farmacia nel centro abitato di Belpasso) ha partecipato ad una riunione fra il sindaco e i farmacisti. Eppure i due non erano stati invitati. Questa è un’influenza bella e buona. Qui c’è il verbale. E qui c’è il carteggio che ho mandato al responsabile anticorruzione e che vorrei spedire alla Procura della Repubblica: da qui si evince perché ho proceduto alla rimozione del presidente del Nucleo. Aiello si rivolge ad un funzionario (il sindaco chiede di omettere i nomi perché si tratta di atti riservati, ndr.)proponendogli per iscritto un piano per la decima farmacia, poi va da un secondo funzionario: ‘Ti posso dare informalmente un piano che individua la decima sede farmaceutica?’. Aiello non può andare nella doppia veste di farmacista e di presidente del Nucleo di valutazione (figura che stabilisce le indennità di premio dei dipendenti comunali) da due dirigenti del Comune che devono istruire la delibera della farmacia senza che il sindaco ne sappia niente. E se i due funzionari avessero localizzato la farmacia dove diceva Aiello?”.
La farmacia ad Etnapolis è stata votata nel Consiglio comunale nel 2020. Perché da allora non si è dato seguito?
“Non ci sono stati i soldi. E comunque, di questo, posso parlare dal periodo in cui sono stato rieletto sindaco: giugno 2023. Nel 2023 il bilancio lo approviamo a novembre, nei mesi sono passati non ho avuto il tempo di programmare le risorse. Nel 2024 le risorse per gli investimenti se ne sono andate per alcune opere. Nel 2025 molti investimenti se ne sono andati con la chiesa di Piano Tavola (oltre 400 mila Euro, ndr)”.
Ci sbagliamo se diciamo che nel suo ultimo programma la farmacia comunale non era inserita?
“Non ricordo”.
Evidentemente l’introito di un milione di Euro entro il primo anno e di tre entro cinque anni (somme che avrebbero aggiustato i conti al Comune), non era in cima ai suoi pensieri.
“Non è vero”.
Se non ricorda di avere inserito la farmacia nel suo programma, evidentemente, non era fra i suoi fiori all’occhiello.
“Non era sicuramente l’obiettivo del Comune di Belpasso, ma è sempre stato un tema primario. Non c’erano i soldi. Ora possiamo farla”.
Perché, secondo lei, l’opposizione non vuole la farmacia comunale ad Etnapolis?
“Per non fare realizzare la decima farmacia nel centro urbano. Perché bisogna sopprimere quella di Etnapolis? E perché la maggior parte delle persone che fino a sei mesi fa parlavano in termini entusiastici della farmacia comunale ad Etnapolis, adesso si stanno rimangiando tutto?”.
Perché?
“Perché sono cambiati gli interessi in campo. Adesso si evita l’apertura della farmacia comunale di Etnapolis per fare in modo di individuare la nuova sede farmaceutica in quell’area e non aprirla nel centro urbano. Loro vogliono farla nell’area gravitante, sempre in contrada Valcorrente. Ma quella contrada non dispone di locali adatti: ci sono delle case abusive (non tutte), ma non esistono locali a destinazione commerciale. Immaginiamo una farmacia all’interno di strade e stradine dove manca un bar o una bottega. Il discorso non regge”.
Nella foto: il sindaco di Belpasso (Catania), Carlo Caputo
Luciano Mirone























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