Se ieri il terremoto politico avvertito a Palazzo di città è stato di forte intensità, un’altra scossa, stasera, potrebbe scuotere seriamente il primo piano dello stesso edificio di Belpasso (Catania), dove sono ubicate l’aula consiliare e la stanza del sindaco Carlo Caputo. Alle 19, infatti, il Consiglio comunale della cittadina etnea dovrebbe decidere se istituire l’osteggiata “Commissione d’inchiesta speciale di indagine su lavori pubblici ed appalti”.

Si tratta di una mozione presentata dall’opposizione (primo firmatario il consigliere Salvo Licandri, a seguire Carmelo Carciotto, Mario Pulvirenti, Andrea Paparo, Max Parasiliti e Stefano Toscano) finalizzata a far luce su certe presunte anomalie negli appalti del Pnrr (33 milioni per una trentina di lavori pubblici) su cui, in seguito ad un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Catania dall’avvocato Enzo Guarnera, presidente dell’Associazione Antimafia e legalità, sarebbe scattata un’indagine da parte della magistratura etnea.

Il consigliere comunale di Belpasso (Catania) Salvo Licandri, primo firmatario della Commissione d’inchiesta sull’istituzione della Commissione comunale d’inchiesta sugli appalti del Pnrr. Sopra: il sindaco della cittadina etnea Carlo Caputo

Questo giornale ha approfondito la vicenda con una inchiesta a puntate. Nelle prime due attraverso un’intervista al legale catanese, nella terza – questa – attraverso un approfondimento della mozione presentata dall’opposizione.

Quindi non solo la magistratura, ma anche una parte politica, su questi appalti vuol vederci chiaro. Ecco perché diverse settimane fa la stessa minoranza ha presentato la mozione che, secondo quanto ha denunciato ieri in un post su Facebook il presidente del Consiglio comunale Andrea Magrì, ha trovato un “muro” nello stesso sindaco, che ha chiesto all’altra componente della maggioranza (quella che fa capo al deputato di Fratelli d’Italia Giuseppe Zitelli) che sostiene (o meglio, sosteneva) la Giunta Caputo di respingerla.

Una richiesta, stando sempre alle parole di Magrì, rimandata al mittente, che avrebbe portato alla rottura definitiva i due gruppi che in questi anni di legislatura hanno sostenuto il mandato del primo cittadino.

Per dovere di cronaca, bisogna aggiungere che ieri sera siamo stati contattati dal presidente del Consiglio comunale, il quale ha precisato di non ritenersi d’accordo con la seconda parte del titolo dell’articolo che abbiamo pubblicato ieri sera: “Belpasso (Ct), rottura ufficiale fra Caputo e Zitelli. Alla base gli appalti del Pnrr?”. Nel senso che, secondo Andrea Magrì, la rottura fra il sindaco e il deputato parte da molto più lontano e sarebbe maturata “anche” per altre ragioni. Quella della Commissione d’inchiesta semmai – interpretiamo noi – potrebbe essere stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

In ogni caso, la denuncia della carica più autorevole del civico consesso di Belpasso lascia dedurre alcune cose: 1) che il gruppo Zitelli voterà la mozione, che a questo punto – tentativi di veti a parte – potrebbe essere approvata; 2) che sugli appalti del Pnrr, anche lo stesso gruppo vuol vederci chiaro, malgrado la presenza dell’assessore ai Lavori pubblici nella procedura degli stessi; 3) che Caputo non ha più una maggioranza e da questo momento in poi ogni decisione non dipenderà da lui, ma dagli “zitelliani” e dall’opposizione, a maggior ragione se si pensa che a rinforzare il gruppo Zitelli – secondo quanto ci ha riferito tramite un messaggio wa lo stesso sindaco – c’è il recente ingresso della consigliera Fiorella Vadalà, ex fedelissima di Caputo, che si aggiunge ai consiglieri Andrea Magrì, Mary D’Urso e Salvo Pappalardo. In tutto, quindi, dieci consiglieri su sedici, oggi, sono contro Caputo.

Una situazione complessa, su cui spicca, al netto delle diatribe politiche, la mozione di questa sera che potrebbe avere risvolti “pesanti” sul futuro dell’Amministrazione Caputo. Basta leggere il contenuto del testo: “Il settore dei lavori pubblici e degli appalti costituisce area a elevato rischio corruttivo, secondo i Piani nazionali anticorruzione adottati da Autorità nazionale anticorruzione. Il Comune di Belpasso è interessato da numerosi appalti pubblici soprattutto grazie ai fondi relativi al Pnrr”.

E poi: “Appare necessario verificare in concreto le misure di prevenzione della corruzione adottate dall’ente al fine di garantire la massima trasparenza nella gestione degli appalti pubblici, l’efficacia dei controlli nella fase esecutiva dei contratti, comprese le possibile cause di rallentamenti nell’esecuzione di opere pubbliche, se esistono criticità organizzative, procedurali ed eventuali strumenti aggiuntivi  finalizzati a rafforzare trasparenza, correttezza e buona gestione”.

E infine: se c’è stata la “tempestiva attivazione da parte dell’Amministrazione comunale di ogni possibile misura volta a garantire il corretto utilizzo delle risorse pubbliche”.

3^ Puntata. Continua.

Luciano Mirone