La nuova Democrazia cristiana orfana del suo fondatore Totò Cuffaro (attualmente alle prese con guai giudiziari che vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione) si “tinge” di Sicilia. Non che prima non lo fosse, ma esprimere una folta delegazione di siciliani all’interno del gruppo dirigente nazionale, vuol dire che la caratterizzazione maggiore del partito  – che sabato e ieri all’hotel Ergife di Roma ha celebrato il XXI Congresso nazionale – affonda ancora le sue radici nell’Isola.

“Sicilianismo” a parte, bisogna dire che questo Congresso sancisce la rottura con i “cuffariani” che nelle scorse settimane ha eletto – come segretario nazionale, la massima carica del partito – il deputato all’Assemblea regionale siciliana Carmelo Pace. Un’elezione ritenuta “illegittima” dagli “anti cuffariani”, che hanno presentato un ricorso, tuttora pendente, davanti al giudice.

Ma torniamo al Congresso di ieri e dell’altro ieri: la vice segreteria nazionale vicaria, la segreteria organizzativa, la segreteria amministrativa, le due vice presidenze del Consiglio nazionale e gli organi di garanzia provengono dalla Sicilia.

Basta leggere il messaggio del nuovo gruppo dirigente: “La Sicilia è tornata al centro della vita dello scudocrociato. L’assise ha eletto il nuovo Consiglio nazionale e attribuito gli incarichi di vertice, molti dei quali affidati ad esponenti siciliani”.

Giuseppe “Pippo” Enea è il a vice segretario nazionale vicario. Accanto a lui è stata eletta Vice segretario nazionale Anna Maria Aiello. Vice presidenti del Consiglio nazionale: Matilde Falcone e Domenico Scilipoti Isgrò.

Il tavolo dove siede una parte del nuovo gruppo dirigente della Democrazia cristiana del dopo Cuffaro. Sopra: la platea del Congresso democristiano 

All’isola vanno inoltre le due leve operative del partito: Giuseppe Di Mulo è il nuovo segretario organizzativo nazionale e Maurilio Guccione il segretario amministrativo nazionale.

Siciliani sono anche i componenti dei due organi di garanzia: Nunzio Spanò entra nella Commissione nazionale dei probiviri, uno degli organismi più delicati del partito, Ali Listi Maman nella Commissione nazionale di garanzia statutaria.

“Questo è il congresso di un partito che vuole ripartire con forza, coraggio e trasparenza”, dice il nuovo segretario organizzativo nazionale Giuseppe Di Mulo.

“Tre parole – prosegue la nota – che fissano il metodo della nuova stagione. La forza è quella di una classe dirigente rinnovata e radicata nei territori. Il coraggio è quello di rimettere in campo lo scudocrociato come proposta politica autonoma. La trasparenza riguarda la vita interna del partito: regole chiare, organi di garanzia operativi, rapporto diretto con iscritti e militanti. La sfida ora è tradurre questi principi in struttura: sezioni attive, tesseramento, presenza nei comuni”.

Ampia anche la rappresentanza nel Consiglio nazionale del partito: dei 60 componenti eletti, 15 sono siciliani: Giuseppe Enea, Salvatore Giuffrida, Giuseppe Di Mulo, Antonino Costanzo, Antonino Luigi Saitta, Romj Cocitti, Milena Salerno, Sebastiano Mandolfo, Anna Maria Aiello, Matilde Falcone, Ali Listi Maman, Maurilio Guccione, Giuseppina Zarcone, Agostino Vitale e Domenico Scilipoti Isgrò.

“Non è un risultato casuale – spiega il comunicato -. È il frutto della riorganizzazione portata avanti in questi mesi sotto la guida dell’On. Salvo Giuffrida, commissario regionale, anch’egli eletto nel Consiglio Nazionale. Un lavoro fatto di presenza sui territori, di ascolto e di ricostruzione, che oggi trova riconoscimento nella più alta sede del partito”.

“Per il territorio etneo – si legge nel documento – la soddisfazione è doppia. Oltre a Giuseppe Di Mulo,  coordinatore della DC di Bronte, nel contesto nazionale c’è anche Nunzio Spanò,  altro rappresentante della cittadina etnea, che farà parte della Commissione dei probiviri, chiamata a vigilare sul rispetto del codice etico. Una piccola comunità dell’entroterra siciliano porta così due suoi rappresentanti nella struttura nazionale del partito”.

“Restiamo aperti alla collaborazione con qualsiasi militante che si riconosca nei principi della Democrazia Cristiana – afferma il neo vice segretario nazionale Vicario, Pippo Enea -. Non pretendiamo nulla: chiediamo soltanto di essere al servizio dei siciliani, per il bene e il benessere comune. Mi piace ricordare le parole di un caro amico: in politica non bisogna agire con i sentimenti, men che mai operare con i risentimenti. Oggi la Sicilia ha portato a livello nazionale una squadra di persone fattive e costruttive, pronte a lavorare per il bene comune”.

“Il Congresso – spiega ancora la nota – ha voluto rilanciare la Democrazia Cristiana come forza di centro, popolare e autonoma, fondata sui valori della solidarietà, della libertà e della centralità della persona. Ora spetta al nuovo gruppo dirigente tradurre in azione politica le linee approvate dall’assise. Le priorità sono le comunità locali, i giovani e le sfide economiche e sociali del Mezzogiorno”.

“A tutti gli eletti – conclude il documento – vanno gli auguri di buon lavoro. La loro elezione è un impegno di servizio verso gli iscritti, i militanti e i cittadini che continuano a guardare alla Democrazia Cristiana come a un punto di riferimento credibile”.

Redazione