Si è conclusa l’assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, convocata per esaminare e discutere del Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, che con voto unanime ha dato il via libera alla successiva fase della progettazione esecutiva. Così una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Lo dice l’Ansa con questo flash di poco fa, confermando ciò che gli ambientalisti avevano anticipato nei giorni scorsi: l’approvazione del progetto, ma a loro avviso, con una serie di rilievi sulle “criticità” emerse. In attesa di vedere quali sono, bisogna registrare il parere espresso dall’amministratore delegato della Stretto di Messina (la società che ha progettato l’opera), Pietro Ciucci, e gli esponenti siciliani della Lega, partito del ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.
IL PARERE DI CIUCCI. “Accolgo con piacere il parere tecnico per il ponte sullo Stretto di Messina espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che fa seguito a una lunga e approfondita istruttoria che ha riguardato l’intero progetto definitivo dell’Opera, seguendo in maniera estensiva le previsioni del Decreto Legge 32/2026. Adesso esamineremo con i nostri tecnici e progettisti le osservazioni che accompagnano il parere, per dare pronta risposta tecnica e consentire al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di trasmettere al Dipe (Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri) la documentazione del progetto per l’iscrizione all’Ordine del Giorno del Cipess per la prevista nuova delibera”.
“Ringrazio – seguita Ciucci – il presidente Massimo Sessa e l’intero Consiglio Superiore per il grande impegno profuso nell’attività di esame che ha riguardato in modo progressivo e specialistico tutti i principali aspetti ingegneristici dell’opera. Stretto di Messina ha assicurato la massima e doverosa collaborazione insieme ai progettisti del Contraente generale Eurolink, a Parsons Transportation Group quale Project Manager Consultant, all’Expert Panel, organo a supporto della Stretto di Messina per le attività tecnico-specialistiche”.
IL PARERE DELLA LEGA. “Per troppo tempo la Sicilia ha pagato il prezzo della propria insularità. Ogni anno di ritardo nelle grandi infrastrutture ha significato minori opportunità di crescita, maggiori costi per cittadini e imprese e un progressivo arretramento della competitività dell’Isola. È per questo che il Ponte sullo Stretto rappresenta una scelta strategica non soltanto per la Sicilia e la Calabria, ma per l’intero Paese”. Lo affermano i deputati della Lega all’Assemblea Regionale Siciliana, Salvo Geraci, Vincenzo Figuccia, Pippo Laccoto, Mimmo Turano e Luca Sammartino.
“Le stime elaborate negli anni sul costo dell’insularità – aggiungono – indicano un impatto economico di circa 6,5 miliardi di euro l’anno. Se si considera che nel 2013 il percorso verso la realizzazione del Ponte venne nuovamente interrotto, si comprende quanto il rinvio dell’opera abbia inciso sul potenziale di sviluppo della Sicilia nel decennio successivo. Non si tratta soltanto di numeri, ma di occasioni perse per famiglie, imprese, lavoratori e giovani costretti a lasciare la propria terra. Il Ponte – proseguono i parlamentari della Lega – si inserisce nel corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, uno degli assi strategici della rete TEN-T dell’Unione Europea, destinato a collegare il Nord e il Sud del continente.”
“Mentre gli altri collegamenti mancanti lungo questo corridoio – affermano – sono stati realizzati o sono in fase avanzata di costruzione, è arrivato il momento che anche la Sicilia possa disporre di un’infrastruttura moderna e stabile che la renda pienamente integrata nei grandi flussi europei di persone e merci. Il Governo nazionale ha inoltre programmato investimenti senza precedenti nelle reti ferroviarie e stradali di Sicilia e Calabria, con opere che, entro il 2030, ridisegneranno il sistema dei trasporti del Mezzogiorno. Il Ponte – concludono i deputati regionali della Lega – non è un intervento isolato, ma il tassello centrale di una strategia infrastrutturale complessiva che punta a rendere più efficienti i collegamenti, ridurre i tempi di percorrenza, favorire nuovi investimenti e creare occupazione. L’opera infrastrutturale rappresenta una straordinaria opportunità per costruire un futuro in cui i giovani possano scegliere di restare o di tornare nella propria terra, trovando lavoro, prospettive e qualità della vita”.
Redazione























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