Critiche feroci dell’opposizione di centro sinistra all’Assemblea regionale siciliana alla gestione dell’aeroporto “Vincenzo Bellini”-Fontanarossa di Catania da parte della Sac, la Società aeroporto Catania, dopo i gravi disagi causati dall’emissione di sabbia dell’Etna. Queste le note del M5S e del Pd pervenute in redazione.
LA POSIZIONE DEL M5S. “I continui disagi che stanno interessando lo scalo aeroportuale etneo ci fanno dire che non è più possibile andare avanti così. I vertici di SAC devono essere defenestrati. Serve una vera discontinuità nella gestione dell’aeroporto di Catania. L’Etna è un vulcano attivo. Non stiamo parlando di un evento completamente imprevedibile. È proprio per questo che servono prevenzione, piani di emergenza efficaci, organizzazione e capacità di reazione. Non possiamo assistere ogni volta alla stessa improvvisazione”.
Lo afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana.
“Siamo davanti all’ennesima emergenza che diventa un’odissea per migliaia di cittadini e viaggiatori. Le conseguenze della cenere dell’Etna – continua Schillaci – si trasformano in un dramma senza una gestione adeguata dell’emergenza. La rabbia dei cittadini è comprensibile e, francamente, anche sacrosanta. Ma non basta intervenire sulla governance di SAC. Il governo regionale deve assumersi le proprie responsabilità e fare finalmente scelte strategiche sul sistema dei trasporti siciliano. L’aeroporto di Palermo ha dimostrato di poter sostenere una parte importante del traffico generato dalle difficoltà di Catania – sottolinea Schillaci – ma non possiamo pensare di risolvere un problema creandone un altro e finendo per mettere in difficoltà anche lo scalo palermitano”.
“La Sicilia – conclude Schillaci – ha bisogno di un vero sistema aeroportuale integrato, capace di affrontare le emergenze senza scaricarne il peso sui cittadini. Per questo – conclude – bisogna potenziare le strade, rafforzare la rete ferroviaria e garantire collegamenti rapidi ed efficienti tra gli aeroporti e i principali centri dell’Isola. È semplicemente inaccettabile che un passeggero possa essere dirottato su Palermo e poi sentirsi dire, in sostanza, ‘adesso si arrangi’, perché non esistono collegamenti adeguati con Catania”.
LA POSIZIONE DEL PD. Sulla stessa posizione il Pd siciliano. “Persone che dormono sul nastro bagagli, mamme con i bimbi piccoli sui gradini, turisti spaesati dispersi sulle aiuole esterne. Immagini come queste, assieme a quelle spettacolari sulla nuova eruzione, inondano i social e i tg di tutto il mondo. Ma è grazie all’incompetenza che un fenomeno prevedibile – quale è l’eruzione del vulcano più attivo d’Europa – diventa un evento invece catastrofico senza precedenti”.
Non usa giri di parole il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che con più atti ispettivi, già nelle settimane scorse, ha sollevato la questione del controllo del cda di Sac. E che oggi torna a ribadire il concetto – e una nuova interrogazione al governo – alla luce della chiusura dello scalo catanese determinato dall’eruzione dell’Etna.
Il fenomeno, secondo Barbagallo, “congestiona l’intero sistema aeroportuale siciliano, crea disagi insostenibili ai passeggeri, alle famiglie, ai bambini, alle persone con disabilità abbandonate nelle aerostazioni senza assistenza e generi di primo conforto. Una disorganizzazione che fa proliferare le speculazioni incontrollate, con navette da e per Catania a 700 euro. E, cosa da non trascurare, oltre al danno economico anche quello di immagine della Sicilia agli occhi del mondo”.
“Tutto questo – seguita il segretario del Pd Sicilia- è ascrivibile, lo ribadiamo, all’incompetenza e all’inadeguatezza della società che gestisce l’aeroporto Vincenzo Bellini e quello di Comiso, ovvero la Sac, dei suoi amministratori e di coloro che questa gestione ‘abusiva’ hanno sostenuto e continuano ad avallare, in primis la Regione siciliana, del silente governatore Renato Schifani”.
Sull’eruzione dell’Etna, afferma ancora Barbagallo, “non è stato predisposto per tempo alcun piano per la gestione e l’assistenza delle migliaia di persone sia nello scalo etneo sia in quello di Comiso”. E su questo, il responsabile principale del Pd nell’Isola, chiama anche in ballo il sistema di protezione civile regionale e lo stesso governo siciliano.
“Chiarito che se a Comiso – aggiunge Barbagallo – ci sono soltanto 6 piazzole di stallo e mezza aerostazione chiusa, anche questa è una gravissima responsabilità della Sac, che non ha alcuna visione e prospettiva e non ha attivato alcun tipo di investimento sullo scalo ragusano dove alcune compagnie, vedi Ita e Ryanair, non sono neanche accreditate per il ritiro bagagli. Ma in casi come questi, prevedibilissimi ripeto, è necessario attivare un sistema di collegamento con le navette tra i vari aeroporti siciliani, garantire i viaggiatori, anche per scoraggiare becere speculazioni. La Sac non è in grado di farlo e per questo i suoi amministratori devono andare a casa. Ma colpisce ancora una volta – continua – lo scarso livello di tempestività con cui la Regione si è attivata. Dicono che hanno messo a disposizione navette e treni speciali. Ma non se ne è accorto nessuno, devono essere ancora in vacanza”.
Nella foto: la folla di passeggeri rimasta bloccata all’aeroporto di Catania per la cancellazione di molti voli causata dall’emissione della sabbia dell’Etna
Redazione























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