C’è un luogo del mito dove la storia puoi apprenderla attraverso le scene rappresentate in mezzo ai boschi con emozioni mai vissute neanche attraverso la lettura dei libri. Zafferana Etna, versante Est dell’Etna. Qui, secondo il poeta Omero, il gigante Polifemo aveva la sua casa, una enorme spelonca dove curava l’ovile e produceva il formaggio. Qui Ulisse si rifugiò assieme ai suoi compagni mentre peregrinava nel Mediterraneo dopo la distruzione di Troia. Qui fece ubriacare il gigante. Qui lo accecò con un tronco appuntito e rovente che conficcò nell’unico occhio che aveva: al centro della fronte. Qui scappò inseguito dal ciclope, che per vendetta scagliò invano contro la sua imbarcazione quegli enormi massi -i faraglioni – che caratterizzano il mare di Acitrezza.
Qui intere scolaresche, ma anche comitive di adulti, trascorrono intere giornate all’aria aperta per vivere il palpitante itinerario culturale “I Miti dell’Etna”, un percorso che intreccia arte, natura e mitologia, all’interno del Parco dei Miti. A parte le gite infrasettimanali delle scuole, ogni domenica famiglie e comitive possono visitare – su prenotazione – questo luogo incantevole, chiamando al numero 347 0415868. È possibile accedere al Parco anche per festeggiare compleanni, ricorrenze varie, con speciali osservazioni dal telescopio.

La presentazione ufficiale dell’itinerario culturale “I Miti dell’Etna” all’interno del “Parco dei Miti” di Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Sopra: il “cavallo di Troia” riprodotto dagli scultori catanesi Aldo Correnti e Marcello Sciuto, con una scolaresca in visita
Una guida esperta – affermano gli organizzatori – accompagnerà gli ospiti lungo il sentiero tra suoni e racconti per vivere la mitologia non solo con gli occhi, ma con tutti i sensi.
Storie e leggende di alcuni millenni orsono fatte rivivere come se si svolgessero adesso, come se si verificassero dal vivo, grazie alle sculture dei maestri catanesi Aldo Correnti e Marcello Sciuto.
Ma torniamo alla storia “dal vivo”, prima dell’inganno perpetrato contro Polifemo.
Dopo decenni di guerra, i greci vogliono espugnare Troia, ma i troiani resistono. A un certo punto, il più furbo, il più scaltro dei greci, Ulisse, capisce che il suo esercito, con la forza, non ce la farà mai. E’ necessaria l’astuzia. Fa costruire un gigantesco cavallo di legno nella cui pancia si nascondono gli uomini più forti: “I greci se ne sono andati, il cavallo è un riconoscimento al grande valore degli abitanti di Troia”. La voce partì nella notte e si diffuse fra i troiani. “Se ne sono andati, se ne sono andati… Beviamo alla vittoria. Facciamo entrare il cavallo dentro le mura della città”. Il resto lo conosciamo. I greci uscirono dal quadrupede ed espugnarono Troia.

Un blocco di pietra lavica che raffigura la testa del gigante Polifemo
Ed è esattamente quello in cui ci si immerge al Parco dei Miti, all’interno del grande cavallo di legno, nel quale i ragazzi possono prendere posto, come se fossero i guerrieri antichi in procinto di conquistare la città inespugnata.
Il tutto all’interno del paesaggio lavico modellato dalla colata del 1992. Un percorso che si sviluppa tra rocce vulcaniche, scorci suggestivi e ambientazioni naturali, che diventano palcoscenico grazie alle 20 installazioni artistiche ispirate alle leggende e ai personaggi mitologici legati all’Etna.
Le opere di Correnti e Sciuto raccontano visivamente episodi epici: dalla Grotta di Polifemo alla Fucina di Efesto, dal mito di Aci e Galatea alla figura del filosofo Empedocle, il Labirinto del Minotauro, la nave di Ulisse e il Monte Olimpo, fino alla mano di Tifeo che emerge simbolicamente dalla lava, offrendo un’esperienza completa che unisce gioco, sapere e natura, tra le querce di un bosco fresco e accogliente.

La mano di Tifeo che emerge simbolicamente dalla lava
Ogni tappa accompagnata da una mappa interattiva, arricchita da contenuti audio, video e testi curati da Ettore Barbagallo, ideatore del progetto e direttore del Parco, per un’esperienza “immersiva” che rende viva e attuale la mitologia classica. L’Etna, che da sempre affascina per la sua potenza naturale, trova così una nuova chiave di lettura culturale e simbolica, capace di parlare a bambini, adulti, turisti, scuole e studiosi. Un tempo terra sacra abitata da dei e creature leggendarie, oggi teatro di un’iniziativa artistica unica in Sicilia, che celebra il dialogo tra storia e contemporaneità, tra territorio e immaginazione.

Il minotauro
Il Parco dei Miti si conferma così un centro culturale d’avanguardia, che ospita anche un teatro coperto con tecnologia “Live-motion”, grazie alla quale personaggi come Polifemo prendono vita e interagiscono con il pubblico, rendendo gli spettacoli coinvolgenti e indimenticabili.
“I Miti dell’Etna” rappresenta una nuova frontiera del turismo esperienziale e culturale sull’Etna, “un’occasione unica – sottolinea Barbagallo, che è anche presidente dell’Associazione Amici della Terra Sicilia – per scoprire cosa si nasconde oltre i crateri: un patrimonio immateriale fatto di storie, di simboli e di leggende che raccontano le radici della Sicilia”.

Il teatro coperto con tecnologia “Live-motion”, all’interno del “Parco dei Miti”, mentre gli spettatori interagiscono con i personaggi della mitologia
“La mitologia classica- conclude Barbagallo – da Omero ai miti locali. non è solo un retaggio scolastico, ma un linguaggio universale che continua a parlare ai cuori e alle menti. L’Etna, con la sua forza primordiale e il suo paesaggio unico al mondo, ne è il custode ideale. Qui, i miti non si studiano: si attraversano, si vivono, si toccano con mano”.
Redazione























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