Aveva solo quindici anni Carmelo Quagliata quando fu trucidato dai tedeschi a Calatabiano, in provincia di Catania. Era il 12 agosto 1943. Oggi, a chiusura dell’anno scolastico, per iniziativa di Ida Bonfiglio, attivista delle Agende Rosse (intervistata in un articolo a parte), da anni impegnata a mantenere viva la memoria, Carmelo viene ricordato attraverso delle Borse di studio presso l’Istituto Comprensivo “Macherione-Galilei” di Calatabiano e Piedimonte Etneo.
Nell’auditorium, gremito in ogni ordine di posto, la tradizionale festa di fine anno si è intrecciata con il dovere della memoria, ricordando la tragica figura di Carmelo. Alla cerimonia era presente anche la signora Mariella Grimaldi, nipote di Carmelo, a testimonianza di un legame familiare e cittadino che il tempo non ha scalfito. Presente anche il sindaco di Piedimonte Etneo, Ignazio Puglisi.
Giunta alla sua quinta edizione, la borsa di studio intitolata a Carmelo Quagliata è stata consegnata a due alunni che si sono particolarmente distinti nelle materie scientifiche e nella matematica, discipline in cui eccelleva lo stesso Carmelo, all’epoca studente modello del Liceo “Michele Amari” di Giarre.
I vincitori di quest’anno sono: Benedetta Gueli (classe III C di Calatabiano) e Teoman Carnabuci (classe III D di Piedimonte).
“Onorare la memoria di Carmelo è doveroso”, ha dichiarato Ida Bonfiglio, ricordando anche la battaglia per l’intitolazione di una via al ragazzo, una promessa finora mai mantenuta dalle diverse amministrazioni comunali. “Al contempo, dobbiamo onorare tutti i bambini e i ragazzi che continuano ad essere uccisi nel mondo senza un motivo che non sia l’odio e la gratuità del male”.

I vincitori della Borsa di studio Benedetta Gueli (classe III C di Calatabiano) e Teoman Carnabuci (classe III D di Piedimonte Etneo), assieme a Ida Bonfiglio, ideatrice dei riconoscimenti (a destra), alla preside Lucia Rigano (al centro) e a Mariella Grimaldi, nipote di Carmelo Quagliata. Sopra: una foto di gruppo scattata dopo la manifestazione
La storia di Carmelo Quagliata, ricostruita pure dagli storici della Seconda Guerra Mondiale (come il professor Rosario Mangiameli per l’Atlante delle Stragi nazi-fasciste), è uno spaccato doloroso della ritirata delle SS della divisione “Goering” dalla Valle dell’Alcantara.
Figlio del capostazione Angelo Quagliata e di Maria Teresa Pagano, Carmelo fu catturato dai tedeschi mentre era sceso in paese per controllare la casa di famiglia ed evitare i saccheggi dei soldati. Fu costretto a scavare la propria fossa in un frutteto di Contrada Trefilippi e lì ucciso con un colpo alla testa. Il corpo fu rinvenuto solo il 27 agosto dall’Arciprete Giuseppe Crapio e dal padrino del ragazzo, il professor Carmelo Pero.
Quello di Carmelo non fu l’unico sangue innocente versato in quei giorni a Calatabiano. Il 12 agosto 1943 le SS trucidarono, in contrada Chiarello, anche l’intera famiglia Musumeci di Fiumefreddo di Sicilia: il padre Giuseppe, la madre Anna Vitale e il figlioletto Santo, di soli 13 anni.
Prima del momento solenne delle premiazioni, la Dirigente Scolastica, Lucia Antonina Rigano, ha dato il via ai festeggiamenti sottolineando il valore di una “festa conclusiva di questo intenso ed emozionante anno scolastico”.
Lo spettacolo, scandito da scroscianti e frequenti applausi del pubblico, ha visto alternarsi sul palco i bambini della Scuola dell’Infanzia, della Scuola Primaria e i ragazzi della Scuola Secondaria di I grado in performance brillanti che hanno premiato l’immenso lavoro e la fatica delle insegnanti.
L’evento è stato anche l’occasione per mostrare sul territorio la ricca offerta formativa del “Macherione-Galilei”, attraverso la restituzione finale di numerosi progetti didattici: i progetti internazionali Erasmus+ ed eTwinning, i percorsi del Piano PN Agenda Sud e del Piano Scuola Estate dedicati alle culture e alle tradizioni siciliane, le attività sulla legalità, con il protagonismo del Consiglio Comunale dei Ragazzi, i laboratori di Educazione Ambientale e cittadinanza attiva.
Una giornata in cui la scuola ha saputo guardare al futuro dei suoi studenti, tenendo però ben salde le radici nella memoria storica del proprio territorio.
Giuseppe Fumia























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