Se Efesto forgiava armi divine e oggetti di grande bellezza nelle sue mitiche officine nelle viscere dell’Etna, un figlio dello stesso vulcano forgia oggi – alle falde di quella montagna – la pietra lavica per produrre un nuovo barbecue dell’altezza di 95 centimetri, di forma arrotondata, che sta spopolando nei mercati nazionali e internazionali per l’originalità, la praticità e la capacità di cuocere sulla pietra o sull’acciaio (o la ghisa) le carni, le salsicce, le verdure, il pesce e i formaggi.

Il contatto dei cibi con il calore della pietra lavica. Sopra: un primo piano di “Focus”
Un’invenzione made in Bronte, provincia di Catania, Sicilia, che Nicola Dell’Erba, artista e artigiano della pietra, ha ideato da poco, con la collaborazione dei suoi grafici, con i quali, nello studio all’interno della sua azienda, “Petra”, ha curato il design.
Il nuovo barbecue si chiama “Foku”, parola siciliana che da queste parti evoca l’antica fucina del dio greco ma anche termini come generosità, convivialità e calore, in questo caso molto appropriati per la capacità di cuocere il cibo come si faceva un tempo, direttamente sulla pietra ardente (con straordinaria capacità di distribuire il calore e favorire la cottura) o sulla griglia di metallo (con metodi e procedure diversi).
“Tutto è nato per caso – dice Dell’Erba – . Dovevo allestire il vecchio barbecue che avevo in giardino e a quel punto è scattato il flash”. Un fatto frequente per uno come lui, dato che da un momento all’altro è capace di avere dei “flash” che anticipano un’invenzione.

Nicola Dell’Erba, artista della pietra lavica ed ideatore di “Focus”, ultima invenzione di una lunga serie
“Perché non realizzare un prodotto che possa accontentare i palati più raffinati attraverso l’installazione di una speciale tipologia di pietra lavica opportunamente levigata e contemporaneamente inserire la tradizionale griglia d’acciaio o di ghisa?”. Insomma, “Foku” è una fusione tra tradizione e innovazione, tra antico e moderno, fra la natura del vulcano e l’idea dell’uomo.
Si tratta di una nuova concezione di barbecue. Non più una forma quadrata o rettangolare dell’oggetto (che, per esigenze di spazio, ha sempre costretto quel paio di “volontari” ad arrostire i cibi ed il resto della comitiva a “guardare”), ma uno strumento di forma arrotondata (Nicola parla di “forma arcaica che si ispira all’antica Grecia”) che dà la possibilità ad ognuno di cuocere direttamente il cibo preferito sulla pietra che sull’acciaio, a fuoco ‘indiretto’ o ‘diretto’, stando davanti al focolare, gustando ogni momento della convivialità e discutendo amabilmente col resto della comitiva”.

“Se Efesto forgiava armi divine e oggetti di grande bellezza nelle sue mitiche officine nelle viscere dell’Etna, un figlio dello stesso vulcano forgia oggi, alle falde di quella montagna, la pietra lavica per produrre un nuovo barbecue”
Un modo nuovo per favorire l’aggregazione e per cucinare secondo i propri gusti. L’invenzione è stata brevettata, presentata al Salone dell’artigianato di Milano e da quel momento sono “piovute” le richieste. Adesso l’azienda si accinge a partire per Venezia per presentare “Foku” dal 2 al 5ottobre alla Fiera dell’artigianato, con il contributo della Regione Veneto.
Geniale? Stando al successo immediato, possiamo ritenere di sì: “I risultati – aggiunge Dell’Erba –stanno andando oltre le più rosee previsioni. Sui Social abbiamo ottenuto migliaia di followers, l’entusiasmo è alle stelle”.
Mentre le macchine installate al’interno del capannone sono intente a tagliare, a levigare e a picchettare la pietra, Nicola osserva con entusiasmo i “pezzi” realizzati e sistemati nello slargo antistante.

“Focus” collocato nel giardino di una villa
“Sotto la pietra e la griglia – afferma l’inventore di “Foku” – è stata piazzata una ‘conca’ (di acciaio cortex) che raccoglie la brace o il fuoco vivo. Fino a qualche tempo fa veniva realizzata da una ditta olandese, adesso viene fatta in loco”.
“Abbiamo pensato – prosegue Del’Erba – anche ad uno spiedino da collocare in cima (qualora dovesse esserci l’esigenza di cuocere del pollame, della cacciagione o delle carni particolari) o un leggero ‘treppiedi’ (se ci si vuole togliere lo sfizio di fondere il formaggio da spalmare sul pane tostato)”.

Il barbecue collocato nel giardino di un’altra dimora
La struttura è amovibile e smontabile, sia per adattarla alle esigenze personali, sia per pulirla ed effettuare la manutenzione, sia per trasportarla facilmente da un luogo all’altro. Possiede un contenitore di legna (anche questo in pietra lavica) che fa anche da piedistallo. “Si tratta di un prodotto siciliano e brontese al cento per cento. Lo dico con orgoglio”.
Redazione























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