Sul Piano urbanistico generale (Pug) chiedono che il sindaco di Belpasso (Catania) Carlo Caputo “apra alla partecipazione di cittadini e associazioni”. E sin da ora si dichiarano “pronti a collaborare per evitare nuovi disastri”. Prendono una posizione sul Parco delle Torrette e contraddicono Caputo in merito alla sua realizzazione.

Il Movimento 5 Stelle del comune etneo lancia il guanto di sfida al primo cittadino su un argomento (l’ex Piano regolatore, Prg) che a Belpasso è da sempre considerato tabù per gli enormi interessi che ruotano attorno ad esso: “Dopo essere stata costretta a revocare la procedura di revisione del Prg avviata nel 2017 – afferma il movimento pentstellato – ci auguriamo che la maggioranza consiliare legata al Sindaco capisca che da sola non andrà da nessuna parte”.

Danilo Rossetti, coordinatore del Movimento 5 Stelle di Belpasso. Sopra: il municipio della cittadina etnea

Danilo Rossetti, coordinatore del gruppo territoriale del M5S di Belpasso, propone a Caputo una “collaborazione costruttiva perché a Belpasso sia evitato un altro fallimento”. E ribadisce: “L’Amministrazione comunale apra ai contributi dei cittadini e delle associazioni per la redazione del nuovo Piano urbanistico generale”.

“La delibera di Giunta 170 del 2022 (sindaco Daniele Motta, predecessore di Caputo,  ma dello stesso partito politico di centrodestra, ndr.), che ha formalmente riavviato il Pug – si legge nella nota del M5S – non tiene nel minimo conto la partecipazione pubblica, tradendo sia la legge regionale istitutiva del Pug che il relativo decreto attuativo. Quella delibera deve essere emendata e il Consiglio comunale si era impegnato a farlo: a quando gli atti conseguenti?”.

E giù una raffica di proposte: “C’è da rimettere mano sulle periferie: le promesse elettorali tradite sui piani di recupero dei villaggi devono essere compatibili con le esigenze dei cittadini del centro urbano. Sul verde – afferma Rossetti – lo diciamo subito: non è vero che per fare il Parco delle Torrette occorra espropriare terreni”. Poi una frase sibillina di difficile interpretazione (almeno per noi): “Chi lo dice (cioè il sindaco, ndr.) dovrebbe osservare bene i propri ranghi, le zone a verde possono essere tutelate diversamente”.

E inoltre: “C’è da riprogrammare il centro storico, elaborare il piano del traffico, riscrivere il Piano commerciale (Puc), c’è da collegare TUTTO il paese alla metropolitana, non solo la ‘preferita’ Piano Tavola” (in quest’ultimo caso, il riferimento al deputato Giuseppe Zitelli, residente nella popolosa frazione di Belpasso, appare abbastanza evidente, ndr.).

“C’è da rinegoziare i rapporti con l’Irsap (zona industriale) e con Etnapolis”, è scritto ancora nel documento. “La politica che ha quasi invariabilmente governato Belpasso dal 2002 a oggi – si legge – ha fallito su tutti i punti sopra esposti: è arrivato il momento di non ricadere negli errori del passato. Per farlo occorre agire insieme: maggioranza, opposizioni e società civile. Il M5S, pur rimanendo all’opposizione di questo sindaco e della sua maggioranza, è pronto a dare il proprio contributo”.

Infine un appunto tecnico sullo Schema di massima del vecchio Piano regolatore approvato nel 2017 (tempi del Caputo I, un anno prima che si insediasse Motta): “Quello Schema di massima prevedeva una cubatura edilizia per 199 mila abitanti e una superficie a verde per 28 mila. Non è più la piattaforma adeguata da cui partire. Caputo e la sua maggioranza lo capiranno?”.

Redazione