Approda in Parlamento la grave situazione di crisi del comparto agrumicolo in Sicilia. Ed in particolare quella relativa a Paternò (Catania), dove ci sono oltre 500 lavoratori stranieri impiegati nel settore agricolo per la raccolta stagionale, ma circa 150 di questi trovano alloggio all’interno della baraccopoli “Ciappe Bianche” in condizioni igienico sanitarie allarmanti e sottoposti a insostenibili forme di caporalato.

Per questa ragione il segretario regionale del PD Sicilia e deputato alla Camera, Anthony Barbagallo, ha presentato una interrogazione assieme agli altri deputati Dem siciliani, rivolta ai ministri dell’Interno e del Lavoro, per sapere “quali iniziative urgenti, il Governo intenda assumere – si legge nell’atto ispettivo – al fine di garantire ai lavoratori stranieri di Paternò adeguate condizioni di vita e lavoro tutto nel rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro e contrasto al caporalato”.

Analogo provvedimento è stato presentato a Palazzo Madama, dalla senatrice Dem Annamaria Furlan con i senatori PD siciliani. 

La situazione a Paternò infatti è definita allarmante. Lo scorso 4 febbraio – si fa presente nell’interrogazione – un lavoratore marocchino irregolare è stato ucciso da un connazionale, pare per questioni di debiti di lavoro ed entrambi vivevano nella baraccopoli di “Ciappe Bianche”.

Baraccopoli per la quale è stata disposta un’ordinanza di sgombero dal sindaco. In seguito a questo provvedimento si sono verificati ripetuti episodi di violenza. Ultimo dei quali l’accoltellamento di un nordafricano, pochi giorni or sono, vittima di una spedizione punitiva finalizzata a liberare l’immobile da lui occupato.

Nella foto: la baraccopoli di Paternò (Catania) dove nei giorni scorsi è stato ucciso un marocchino

Redazione