Si spacca il centrodestra siciliano sul disegno di legge “salva corrotti” (così definito dall’opposizione), presentato dalla stessa coalizione, ma non votato compattamente in Aula, al punto che oggi il deputato regionale della Lega, Vincenzo Figuccia, questore dell’Ars, attacca soprattutto Fratelli d’Italia attraverso un comunicato pacato nei toni, ma duro nei contenuti. 

“Personalmente – dice Figuccia – sono contrario al voto segreto, ma la votazione dell’altro giorno rappresenta proprio una delle rare fattispecie: ed è utile perché ciascun deputato possa votare secondo coscienza”. Fin qui un discorso di carattere generale che fa da preludio al resto.

“C’è stato un voto trasversale e molti hanno ritenuto opportuno votare contro una norma che non hanno condiviso”.

Il primo affondo il deputato leghista lo fa lanciando un messaggio ad incertam personam: “Alcuni l’hanno anche definita una sfida alla magistratura”, afferma Figuccia. 

Il secondo è questo: “Immaginate il giudice che si vede recapitare una norma fatta ad hoc dal legislatore una settimana prima di emettere giudizio per cambiare le sorti del diretto interessato”.

Il terzo è più esplicito e tira in ballo in partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Eviterei la caccia a regie occulte e complotti – conclude il deputatto della Lega – e guarderei oltre che al voto secondo coscienza, anche alle correnti interne a tutti i partiti di maggioranza e opposizione, ivi compresi Fratelli d’Italia”. 

Nella foto: Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana

Redazione