Un terremoto. E’ il caso di dirlo. Che riguarda i risarcimenti post sisma, che vede come epicentro un funzionario del Comune di Aci Sant’Antonio (Catania) e un geometra esterno, ma che rischia di travolgere l’ex sindaco e l’ex vice sindaco.  

Secondo i magistrati di Catania, i primi due avrebbero falsificato degli atti per ottenere l’erogazione dei risarcimenti post sisma solo per “gli amici”. Entrambi avrebbero lavorato in tandem per fare in modo che i finanziamenti venissero dirottati in certe direzioni piuttosto che in altre. Per questo i reati che la Procura della Repubblica di Catania ha ipotizzato nei loro confronti sono corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

“In particolare – scrivono i magistrati – emergeva che il funzionario comunale R.M. (queste le iniziali), attraverso il compimento di atti contrari ai suoi doveri d’ufficio, avrebbe fatto ottenere a privati cittadini, che alla medesima si erano affidati, l’indebita elargizione del contributo statale stanziato per il pronto ripristino delle abitazioni danneggiate dal sisma, ottenendo in cambio una remunerazione economica, consistente in una quota del compenso corrisposto al tecnico di parte, geometra A.P. (queste le iniziali dell’altra persona), di cui la stessa si sarebbe avvalsa, quale suo prestanome, e con il quale avrebbe operato in correità”.

“A ciò si aggiunga – proseguono i magistrati – che la stessa funzionaria comunale, attraverso il compimento di artifizi e raggiri e con il contributo offerto da pubblici amministratori, funzionari comunali e dal titolare dell’impresa affidataria dei lavori, sarebbe stata destinataria dell’indebita corresponsione di contributi per il ripristino della propria abitazione”.

Tutto è avvenuto nei giorni scorsi (ma la notizia è stata ufficializzata oggi), quando su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, personale della dipendente Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Carabinieri – ha dato esecuzione a due misure interdittive, emesse dalla Quinta Sezione Penale del Tribunale di Catania, nei confronti del geometra R.M., funzionario del Comune di Aci Sant’Antonio, nonché coordinatrice dell’ufficio sisma e responsabile unica del procedimento per l’approvazione e liquidazione delle domande di contributo presentate ai sensi degli artt. 6 e 7 dell’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile, nonché del geometra A.P., libero professionista.

I destinatari dei suddetti provvedimenti sono stati rispettivamente sottoposti alla misura cautelare interdittiva della sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di dieci mesi e alla misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale per la durata di sei mesi, essendo emersi nei loro confronti, all’esito dell’attività investigativa espletata, “gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati ipotizzati”.

Le indagini, coordinate e dirette dalla Procura catanese e condotte dai Carabinieri “traevano origine – scrivono i magistrati – dalle denunce presentate da due imprenditori nei confronti del sindaco pro tempore del Comune di Aci Sant’Antonio, S.O.C., e del predetto funzionario comunale, in servizio presso il Terzo Settore lavori Pubblici–Protezione Civile, accusati di supposte condotte corruttive e di illeciti nella gestione e affidamento di lavori pubblici, nonché nell’assegnazione di contributi stanziati dall’Ente comunale in favore di privati e associazioni”.

La complessa attività d’indagine, iniziata nel 2019 e protrattasi sino al 2023, compiuta attraverso intercettazioni telefoniche e tra presenti, acquisizione di documentazione, perquisizioni e sequestri, sommarie informazioni testimoniali, ispezioni presso alcune abitazioni destinatarie dei contributi e consulenze tecniche, consentiva di portare alla luce “un trasversale sistema illecito nella gestione dei contributi per la ricostruzione post–sisma nel quale risultavano pesantemente coinvolti, a vario titolo, pubblici amministratori, funzionari comunali, privati cittadini richiedenti il contributo per il pronto ripristino delle abitazioni danneggiate dall’evento tellurico, nonché tecnici di parte”.

“In esito agli accertamenti espletati – seguita la Procura – emergevano elementi di reità anche nei confronti dell’ex sindaco S.O.C. (soggetto attuatore per i primi interventi di protezione civile in conseguenza dell’evento tellurico) e dell’ex vice-sindaco G.S., i quali si sarebbero resi responsabili di condotte fraudolente finalizzate a far ottenere l’indebito contributo in favore di privati i cui immobili non possedevano i prescritti requisiti previsti dalla Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 566/2018”.

Gli approfondimenti investigativi hanno permesso, inoltre, di accertare “plurime falsificazioni dei verbali di giunta e delle relative delibere adottate”, in quanto i membri della giunta comunale di Aci Sant’Antonio, in concorso con il segretario comunale, nel corso dell’anno 2019 “avrebbero attestato, non conformemente al vero, la presenza di alcuni di loro a sedute alle quali in realtà non avevano partecipato, trovandosi in altre località per impegni personali”.

Nel contesto della medesima indagine sono stati accertati, infine, a carico di funzionari comunali e di taluni titolari di imprese affidatarie di lavori pubblici, “diversi illeciti commessi nei lavori di ripristino del manto stradale, a seguito di condotte fraudolente poste in essere ai danni dell’ente comunale, nonché un connesso traffico illecito di rifiuti derivante dall’omesso conferimento in discarica del fresato di asfalto (rifiuto speciale non pericoloso) proveniente dai lavori di scarifica del manto stradale; fresato d’asfalto che sarebbe stato indebitamente conferito ad esclusivo vantaggio di un’impresa locale riconducibile alla funzionaria R.M. operante nel settore della movimentazione terra, in violazione delle norme in materia ambientale”.

Agli indagati, che nel complesso sono 42 (quarantadue), è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso in data 16.02.2024.

Nella foto: i Carabinieri di Aci Sant’Antonio (Catania)

Redazione