“La stessa maggioranza che ha votato in commissione il disegno di legge ‘salva ineleggibili’ ha smentito se stessa andando in frantumi  sul voto  per l’inversione dell’ordine del giorno che avrebbe consentito di esaminare  la norma”. 

Opposizione all’attacco all’Assemblea regionale siciliana contro la maggioranza di centrodestra che ha presentato il ddl “salva ineleggibili” (come viene definito dalle dichiarazioni dei capigruppo Michele Catanzaro del Pd, Antonio De Luca del Movimento Cinque Stelle e Matteo Sciotto di Sud Chiama Nord.

“Un vero e proprio corto circuito – dicono i parlamentari regionali – che ha evidenziato le crepe tra i partiti di governo. A questo punto anche la legge per il ritorno alle province appare in salita”. 

Poco dopo è arrivato in redazione il commento del segretario siciliano del Pd Anthony Barbagallo: “Non c’è alcun rispetto – dice Barbagallo – per il Parlamento più antico d’Europa. La norma salva ineleggibili è una vergogna, una proposta indecente che rappresenta un affronto intollerabile su cui non è possibile fare finta di nulla. Fratelli d’Italia, se ce ne fosse bisogno, ha gettato la maschera e dimostra quale idea abbia delle istituzioni che intende piegare a suo uso e consumo per conservare lo scranno in spregio della buona politica, del buon senso e dei siciliani”. 

“Per altro – aggiunge Barbagallo – si discute di una norma che riguarda soggetti che hanno conseguito già una condanna in primo grado e per cui si vorrebbe aggirare la giustizia con norme ad personam, a proprio uso e consumo”. 

Nella foto: l’Aula del Parlamento siciliano

Redazione