Oggi pomeriggio presso l’auditorium San Vito di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) commemorazione del giornalista de “La Sicilia” Beppe Alfano a 31 anni dal suo assassinio mafioso. Titolo dell’incontro: “La mafia barcellonese a 31 anni dall’omicidio di Beppe Alfano: la lotta per la verità sul delitto e sui depistaggi continua”. Interverranno la figlia del cronista Sonia Alfano, l’avvocato Fabio Repici, Beppe Lumia, Pino Galluzzo, Fabio Granata, Giulia Sarti, Fabrizio Ferrandelli e il giornalista Nuccio Anselmo.

La locandina dell’incontro di oggi sulla commemorazione del giornalista de La Sicilia, Beppe Alfano, a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), a 31 anni dall’assassinio mafioso. Sopra: il cronista durante una trasmissione radiofonica

Presenti per Assostampa Sicilia, il segretario provincia di Messina Sergio Magazzù e il vicepresidente del consiglio regionale dell’associazione Attilio Borda Bossana.

“Vorrei avervi tutti al nostro fianco – scrive in un post social Sonia Alfano – perché dopo tanti anni sarà per noi e per mio padre, una giornata molto intensa ed importante. Ci auguriamo che i cittadini barcellonesi siano in tanti a voler ricordare il sacrificio di mio padre”.

Sulla locandina dell’evento la famiglia ha voluto inserire la foto scattata pochi minuti dopo l’omicidio all’interno dall’auto condotta dal giornalista.

“Questa immagine – seguita Sonia Alfano – ci è stata sbattuta in faccia in tutta la sua crudeltà, esattamente poche ore dopo la sua morte, e per tutti gli anni a venire. Quest’anno invece sono io a condividerla, perché per me significa tanto, e significa anche che sono pronta a riprendere le mie battaglie, esattamente da dove avevo lasciato”.

L’amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha ricordato stamani il 31esimo anniversario con una cerimonia davanti alla stele di via Marconi, nel punto in cui venne trucidato per mano della famiglia mafiosa barcellonese.

“Come ogni anno – si legge in una nota del sindaco Pinuccio Calabrò – questa Amministrazione organizzerà, una breve cerimonia commemorativa che vedrà coinvolte tutte le Autorità Civili e Militari, le Associazioni, gli Organi di Stampa ed una delegazione degli studenti di tutti gli istituti presenti nel territorio barcellonese”.

Alle 10.30 è previsto il ritrovo delle autorità in via Marconi presso la stele dedicata al giornalista ucciso per la deposizione della corona ed un momento di preghiera. I familiari di Beppe Alfano hanno organizzato nel pomeriggio dell’8 gennaio prima una messa in suffragio nel Duomo di Santa Maria Assunta alle 15.30 ed a seguire l’incontro dibattito presso l’auditorium San Vito.

“Ci siamo – seguita Sonia Alfano -, come ogni 8 gennaio aspetto le 22:15. Come ogni anno rivivo ogni singolo istante di quei giorni che precedono il giorno dell’omicidio di mio padre. Dapprima i ricordi, poi la paura, finché lo scandire del tempo si sofferma maledettamente sulle ultime ore di vita vissute con lui. E prendono il posto i ricordi di ciò che abbiamo fatto quel giorno, cosa abbiamo mangiato, cosa ci siamo detti. Ricordo il suo sguardo smarrito e deluso, come di chi non capisce perchè non venga creduto circa le minacce subite. Rimbomba nella mia testa la sua voce mentre mi dice che lo hanno minacciato giurandogli che lui ‘al 20 gennaio non ci sarebbe arrivato’… Cominciano, come da 31 anni a questa parte, a rincorrersi i rimorsi e i sensi di colpa”.

“Se gli avessi impedito di uscire, di andare incontro al suo destino?”, si chiede la figlia del giornaoistta ucciso. “Se lo avessi accompagnato io a prendere mamma alla stazione, avrei potuto difenderlo…”. Ma come avrei potuto evitargli le tre pallottole che quella sera hanno interrotto la sua vita per sempre, e condannato noi ad una vita vissuta altrettanto per sempre con le emozioni a metà? Io non ho potuto fare nulla, se non battermi per ridargli dignità, per ottenere giustizia e per far si che la sua morte non sia vana. Il dovere ovvio di una figlia verso un padre, anche se molto limitato rispetto a ciò che lui avrebbe fatto per me. E allora, poiché sì diventa forti soprattutto soffrendo, nonostante in queste ore nella mia testa si alternino solo ed esclusivamente le immagini del suo viso bellissimo devastato dai proiettili, la relazione autoptica con l’analitica descrizione della sua sofferenza, io oggi tra le lacrime che sanno non finire mai e scorrere come un oceano nell’anima, voglio rinnovare il mio giuramento a mio padre: nessuno, e sottolineo nessuno, avrà più tregua; ti giuro che la mia vita sarà lo strumento per rendere unica la tua memoria e vivrai più forte e nitido che mai, in me. Avrai giustizia, papà”.

Redazione