In merito allo stupro perpetrato nei giorni scorsi da un gruppo giovani di Palermo nei confronti di una ragazza, riceviamo dal sindacato Sinalp questo intervento che pubblichiamo.

Il risultato di una società malata, allo sbando, l’annullamento dei valori fondanti della famiglia, l’annullamento delle regole, la certezza che comunque poi finisce tutto bene, ha portato alla atroce violenza che l’ennesima ragazza ha subito dal branco, e questa volta l’atroce condizione di violenza è avvenuta a Palermo, città che fino ad oggi, rispetto alle altre grandi città, aveva vissuto meno questa agghiacciante condizione.

Tutte le grandi città sempre più spesso si vedono costrette a fare i conti con questo genere di violenza disumana ed aggressiva perpetrata da branchi di giovani, spesso anche minorenni, che pascolano la sera per le vie e le piazze di una pseudo “movida” che porta solo violenza e degrado, umano, sociale ed economico.

Il Segretario Regionale Sinalp Dr. Andrea Monteleone e la responsabile della Rete Regionale Zeromolestie Sinalp Natascia Pisana assieme alla responsabile territoriale Loredana Berritta, hanno voluto dare la loro solidarietà all’ennesima ragazza che ha subito questa inaudita violenza.

Violenza che è continuata nelle ore successive all’avvenuto stupro, nelle frasi espresse tramite chat e messaggi social che questi “animali” continuavano a scambiarsi tra di loro.

Violenza che è continuata con le parole di una madre, una donna, che, convinta di essere nel giusto, tenta di trovare una scusante al vergognoso e disumano gesto compiuto dal suo “pargolo” contro una ragazza indifesa ed in balia del branco.

Violenza che è continuata addosso a questa ragazza,  alla mercè di questo branco di animali, quando anche la magistratura ha adottato provvedimenti “minimi”, mandando il “quasi maggiorenne” in una comunità di recupero invece che in carcere.

Bisogna avere il coraggio di tornare al rispetto delle regole, al rispetto della legge, e chi trasgredisce deve essere punito,  ed in maniera esemplare quando ci troviamo davanti a queste atroci violenze.

Basta con l’imposizione di una società priva di valori, con famiglie indottrinate ideologicamente e convinte che tutto gli è dovuto, che tutto gli è permesso e che hanno diritto all’impunità dei loro gesti.

In questi ambienti, ormai privi dei valori fondanti della nostra Nazione, crescono i nostri ragazzi, vivendo la loro gioventù come un crescendo di pretese e diritti ed  annullando ogni condizione di responsabilità, il tutto avallata da genitori ormai alla deriva sociale e culturale, genitori, anche benestanti economicamente, che non sanno più gestire i propri figli e non sanno più dire no.

Siamo in una piena emergenza sociale che richiede interventi decisi senza stare ad ascoltare pseudo esperti  che con le loro idee hanno di fatto smantellato tutti quei valori che prima rispecchiavano la nostra vita sociale. 

Da tempo come SINALP e come Rete Regionale antiviolenza ZEROMOLESTIE SINALP dichiariamo che la scuola, la famiglia, ma anche la certezza della pena sono i principali accusati di questa deriva sociale che rischia di diventare irrecuperabile.

Invitiamo la politica a dare vita ad un vero e proprio confronto sui temi famiglia, scuola e certezza della pena, per porre fine a questa inaudita violenza.

Redazione