A San Cataldo (Caltanissetta), in due diverse aree nella immediata periferia, i residenti hanno segnalato l’avvelenamento, tra atroci sofferenze, dei propri animali d’affezione e di “cani di quartiere” accuditi dai volontari sul territorio. Ad oggi sono almeno due gli animali per i quali è stata accertata la morte. Quasi certamente si tratta delle nefaste conseguenze dell’azione di ignoti criminali che hanno diffuso esche e bocconi avvelenati confezionati artigianalmente con sostanze alimentari appetibili dai cani e dagli altri animali vaganti.

A darne notizia, il WWF Sicilia Centrale, che secondo quando scrive in una nota, “si è prontamente attivato dando disposizioni alla proprie Guardie zoofile volontarie di intensificare i controlli e l’attività di monitoraggio al fine di raccogliere ogni elemento utile per indagare sul grave fenomeno e prevenire altre morti”.

“In particolare – si legge – , in collaborazione con la Polizia Municipale di San Cataldo si è provveduto ed avvisare la popolazione del rischio: nelle principali vie di comunicazione dei quartieri interessati, infatti, le Guardie WWF hanno apposto alcuni cartelli che avvisano la cittadinanza della “sospetta presenza di esche avvelenate potenzialmente nocive per gli animali”.

“Non è la prima volta, purtroppo, che a San Cataldo si registrano simili gesti criminali. Già nel 2013 e nel 2017 furono rinvenuti diversi animali morti a causa dell’ingestione di sostanze tossiche – dichiara il Presidente del WWF Sicilia Centrale, Ennio Bonfanti, che è anche il coordinatore provinciale delle Guardie zoofile -. Nonostante il fatto che questo irresponsabile, inutile e barbaro uso del veleno contro animali domestici e fauna selvatica possa determinare un grave impatto sulla salute pubblica e sulla biodiversità, in pochi collaborano con le Autorità per scoprire e denunciare i responsabili”.

A tal proposito, il WWF Sicilia Centrale ricorda che la fabbricazione, detenzione, uso e distribuzione di esche e bocconi avvelenati costituisce un grave illecito punito con pesanti sanzioni penali. La legge sulla caccia n. 157/1992 (artt. 21 e 31, ammenda fino a 1.549 euro) ed il Testo Unico delle Leggi Sanitarie (art.146, reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda fino a 516,46 euro) vietano espressamente di diffondere veleni. Ai sensi della legge n.189/2004 contro il maltrattamento, inoltre, per il delitto di uccisione di animali è prevista la reclusione da quattro mesi a due anni; per il delitto di maltrattamento è prevista la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa fino a 30.000 euro.

“Facciamo appello ai cittadini – prosegue Bonfanti – affinché i cittadini ci aiutino ad individuare i criminali che stanno spargendo questi bocconi avvelenati. In caso di individui o auto sospette che spargono polpette od altri alimenti, occorre chiamare immediatamente le Forze di Polizia e, ove possibile, filmare col proprio telefono cellulare la scena alla quale si assiste; chiunque volesse aiutarci con informazioni e segnalazioni, nella massima riservatezza, può contattare le Guardie WWF all’indirizzo di posta elettronica guardiewwf.caltanissetta@gmailcom”.

“Ai sensi dell’Ordinanza del Ministero della Salute – spiega il WWF – concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati, inoltre, il proprietario o il detentore dell’animale, deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati o che abbia manifestato una sintomatologia riferibile ad avvelenamento, deve subito segnalare l’episodio ad un medico veterinario di fiducia, che emette la diagnosi di sospetto avvelenamento, corredata da referto anamnestico. Lo stesso veterinario deve darne immediata comunicazione al Sindaco, al Servizio veterinario dell’Azienda sanitaria locale e all’Istituto zooprofilattico sperimentale, usando gli appositi moduli contenuti  nell’Ordinanza”.

Nella foto: i cani avvelenati a San Cataldo

Redazione