Un milione 600 mila euro di fondi del Pnrr per il comune di Santo Stefano Quisquina (Ag) per la rigenerazione urbana dei borghi sotto i 5mila abitanti, grazie al bando del del Ministero della Cultura. E altri 2 milioni arriveranno da destinare ai privati.

Il progetto “Terra di Cieli, Acqua e Pietre” mette al centro dello sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale la comunità.

“Una comunità che sappia attirare e accogliere degnamente un turismo di qualità, che sia consapevole del valore del proprio patrimonio e competente nel trasformarlo in sviluppo sostenibile – spiega il sindaco Francesco Cacciatore -. I nostri ragazzi non devono più andarsene ma avere la possibilità di costruire qui una professione che permetta loro di realizzare talenti e sogni e dobbiamo fare in modo che coloro che sono andati via possano tornare. Per noi è un’opportunità da cogliere – aggiunge – vogliamo poter fare un salto in avanti. Cieli, acqua e pietre sono elementi identitari di Santo Stefano Quisquina che caratterizzano il territorio”.

A partire dall’acqua, elemento di ricchezza, come le pietre che sostengono i muri delle case, dell’Eremo di Santa Rosalia e del Teatro di Andromeda, immerso nella natura selvaggia dei Monti Sicani e sospeso a circa 900 metri di altezza, costruito dal pastore artista Lorenzo Reina.

In questi anni, l’amministrazione locale ha lavorato su segmenti turistici precisi, in particolare il turismo relazionale ed esperienziale facendo leva su siti che hanno attirato numerosi visitatori: il patrimonio naturale e ambientale con la Riserva naturale orientata Monte Cammarata, la valorizzazione e la promozione delle eccellenze agroalimentari.

Ma anche il turismo religioso con l’Eremo di Santa Rosalia, immerso in un secolare querceto, costruito a protezione della prima grotta in cui visse la Santuzza, che rappresenta il punto di inizio dell’ “Itinerarium Rosaliae”, un sentiero lungo 160 km. che collega i due principali santuari, quello della Quisquina con quello di Monte Pellegrino a Palermo.

“Puntiamo alla ristrutturazione dell’ex mattatoio per trasformarlo in spazio espositivo e luogo di prima accoglienza dei turisti all’ingresso del paese – dice il sindaco Cacciatore – ma anche alla riqualificazione dell’antico lavatoio comunale e alla tracciatura di itinerari naturalistici che colleghino il borgo con la natura che lo circonda; inoltre la ristrutturazione della legnaia dell’Eremo da adibire a spazio per eventi ed esposizione opere d’arte, infine il rilancio tramite una cooperativa di comunità dell’Albergo diffuso Quisquina.

Ma vogliamo arricchire le strutture ricettive del borgo per portare turisti nelle diverse stagioni dell’anno, un turismo informale tra buon cibo e natura”, conclude Cacciatore.

Nella foto: panorama di Santo Stefano Quisquina (Agrigento)

Ansa