Si è tenuta martedì 8 giugno la partecipatissima conferenza stampa di presentazione del disegno di legge 773/2020 su “accoglienza ed inclusione in Sicilia”, organizzata dalla rete associativa regionale “L’Isola che c’è”. Quello che segue, il resoconto dei partecipanti della “rete”. 

Il Disegno di Legge, che, ricordiamo, è frutto di un intenso lavoro coordinato tra deputati regionali di diversi partiti e realtà della società civile, è stato sinteticamente presentato – nei contenuti, valori e metodi – dai rappresentanti della rete “Isola che c’è”, per lasciare poi spazio agli interventi di deputati e rappresentanti delle realtà associative nazionali che ne hanno supportato il percorso di scrittura.

Francesco Piro e Hassan Maamri (L’Isola che c’è) lo hanno definito “un salto di qualità che la Sicilia deve compiere come centro culturale e promotore di cooperazione tra Paesi diversi nel Mediterraneo ed una conquista nel campo dei diritti e dell’integrazione per tutti i cittadini”.

Nella foto: alcuni partecipanti alla conferenza stampa sul disegno di legge “inclusione e accoglienza” attualmente all’esame dell’Assemblea regionale siciliana   

Per la rete associativa erano presenti anche Alfio Foti, Marianna Nicolosi – con i loro interventi di esposizione introduttiva del disegno di legge-, Carmelo Caruso e David Mascali, per il coordinamento e la moderazione degli interventi.

Gli esponenti politici della I Commissione presente all’Assemblea regionale siciliana l’hanno definito un concreto esempio di “buona politica” che ha visto lavorare insieme istituzioni e cittadini per un obiettivo comune di civiltà, senza guardare alle sigle ed ai colori politici.

“È un percorso che ha messo il «noi» davanti alle divergenze”, ha affermato l’on. Nuccio di Paola (Movimento Cinque Stelle) primo firmatario del DDL, il quale si è anche detto fiducioso che l’iter di approvazione proseguirà spedito grazie alla ampia condivisione politica riscontrata. Fiducia che si trasforma, nelle parole del presidente della commissione, Stefano Pellegrino (Forza Italia), in impegno ad accelerare le procedure di approvazione, poiché, afferma il presidente, “l’importanza di questa legge risiede nel non avere una sola paternità, in virtù della capacità di aggregazione delle realtà associative proponenti”.

Anche Giuseppe Lupo (Partito Democratico), tra i deputati in prima linea sin dal primo momento nel processo di analisi della legge in Commissione, sottolinea “il valore del metodo partecipativo che ha consentito di coinvolgere e far collaborare in rete forze anche molto eterogenee”.

Sono intervenuti anche gli onorevoli Claudio Fava (Cento Passi per la Sicilia), Nicola D’Agostino (Italia Viva), Margherita La Rocca Ruvolo (Forza Italia) e Sergio Tancredi (Attiva Sicilia), i quali hanno evidenziato l’importanza di programmare per non affrontare più l’accoglienza con metodi emergenziali, dell’importanza del ruolo di responsabilità da restituire all’istituzione regionale sul tema e dell’impegno da parte di tutte le forze politiche a portare a termine in tempi brevi l’iter legislativo.

Il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè, ha assicurato “massima priorità al disegno di legge per sottoporlo rapidamente all’Aula una volta licenziato dalla Commissione dopo l’analisi dei 4 emendamenti depositati (cosa che dovrebbe avvenire già la prossima settimana)”.

Infine hanno preso parola le organizzazioni regionali e nazionali che hanno accompagnato e sostenuto la costruzione di questa proposta. Per l’Anci sono intervenuti Leoluca Orlando, soddisfatto del “coinvolgimento di Anci nella fase progettuale del percorso partecipato per una legge che riconosce i diritti di tutti”, e Mario Alvano il quale ha plaudito alla novità “nel metodo e nel merito di un processo il cui risultato non era scontato e che mette al centro la persona ed il valore dell’inclusione”.

Per la CGIL Domenica Argurio si è soffermata sull’attenzione che il DDL riserva al contrasto al caporalato ed alla formazione, mentre per Fausto Melluso (ARCI) ed Emiliano Abramo (Comunità Rete regionale L’isola che c’è – lisolachecesicilia@gmail.com Sant’Egidio) ringraziano la rete “L’Isola che c’è” per l’avvio e la conduzione del processo partecipativo per la scrittura di una legge così importante per la Sicilia e per il Mediterraneo.

Infine Margherita Gabriele (UNHCR Italia) evidenzia l’importanza di considerare nel disegno di legge la “regolamentazione e la promozione dell’accesso ai servizi ed alla formazione e della tutela della salute, guardando ai migranti come soggetti attivi di cambiamento”.

L’Isola che c’è