La Procura di Catania fa luce sul “gravissimo caso di lupara bianca” (come viene definito dagli inquirenti) di Vincenzo Timonieri, 25 anni,  avvenuto a Catania il 12 febbraio scorso, ritenuto “contiguo al gruppo mafioso Nizza della famiglia di Cosa Nostra Santapaola Ercolano”, del quale i familiari avevano denunciato la scomparsa nei giorni successivi.

Vincenzo Timonieri, la vittima della “lupara bianca”

“Le indagini – si legge nella nota degli investigatori – hanno consentito di ricostruire gli accadimenti e di definire le responsabilità personali”.

Questo il comunicato emesso  dalla Procura della Repubblica del capoluogo etneo:

“Le prime risultanze investigative avevano consentito di inquadrare l’evento nell’ambito di possibili conflittualità interne al citato sodalizio criminale, nonostante i tentativi degli indagati di simulare la propria vicinanza alla famiglia della vittima, tentando di far ricadere le responsabilità in capo ad altre organizzazioni criminali in contrasto con il loro gruppo.

La serrata attività di indagine, che aveva portato anche a riscontrare il passaggio al gruppo “Nizza” dei fratelli SANFILIPPO Michael Agatino (già detenuto dall’aprile 2020 a seguito del cruento scontro a fuoco verificatosi l’8 agosto 2020 tra le consorterie di tipo mafioso dei “Cursoti Milanesi” e dei “Cappello”) e SANFILIPPO Antonino Marco, entrambi appartenenti ai “Cursoti Milanesi”, è proseguita senza soluzione di continuità giovandosi, tra l’altro, della collaborazione con la giustizia avviata dai predetti fratelli. Il contenuto delle dichiarazioni dei collaboratori è stato di fondamentale importanza, in quanto entrambi si sono assunti la responsabilità dell’esecuzione materiale dell’omicidio.

In un’indagine complessa e articolata come quella in esame, condotta mediante attività investigativa tradizionale e tecnica, le dichiarazioni dei collaboratori hanno consentito di ricostruire in maniera puntuale l’antefatto della vicenda e il ruolo dei due indagati, i quali, al fine di impadronirsi del canale di approvvigionamento di sostanze stupefacenti gestito autonomamente dalla vittima, hanno pianificato e organizzato l’omicidio di TIMONIERI Vincenzo, ordinandone l’esecuzione ai due SANFILIPPO. Secondo quanto emerso dalle indagini, TIMONIERI era stato convinto, prima dell’agguato, a disfarsi dell’arma che di solito portava con sé per evitare possibili controlli delle Forze dell’Ordine; nei pressi dell’abitazione di PRIVITERA, era stato quindi fatto salire su un’autovettura per recarsi a recuperare delle armi (sul mezzo vi erano i fratelli SANFILIPPO e – solo per il tratto iniziale – anche NIZZA Natale, successivamente disceso con un pretesto). Nel corso del tragitto, mentre il veicolo transitava sulla SS114 in direzione Vaccarizzo (CT), il TIMONIERI è stato ucciso mediante l’esplosione improvvisa di alcuni colpi di arma da fuoco alla nuca ed al capo.

Natale Nizza, uno degli arrestati

Salvatore Sam Privitera, l’altro arrestato

In particolare, le dichiarazioni di SANFILIPPO Michael Agatino hanno consentito di rinvenire il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, che era stato occultato insieme al fratello all’interno di una buca nel terreno ricoperta da materiale sabbioso in località Vaccarizzo (CT).

Fondamentali, inoltre, si sono rivelate le risultanze degli accertamenti medico-legali che hanno riscontrato la veridicità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia in merito alle modalità esecutive dell’omicidio.

Uno dei due destinatari del provvedimento, PRIVITERA Salvatore Sam, è stato catturato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catania, coadiuvati da quelli del Comando Provinciale di Venezia, mentre si trovava a bordo di una nave da crociera proveniente da Croazia e Grecia, in sosta presso il porto turistico della città lagunare, durante la prima tappa in territorio nazionale.

Inoltre, durante le perquisizioni operate nelle abitazioni di pertinenza di NIZZA Natale, i militari hanno rinvenuto e sequestrato:

–       kg 1,3 di marijuana e gr. 140 di hashish, detenuti ai fini di spaccio dal catanese Mario NACETO di anni 29, anch’egli affiliato al gruppo dei “Nizza”, nella circostanza arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio mentre tentava la fuga sui tetti dell’immobile di via Naumachia condiviso con il fermato;

–       22 cartucce cal.7,65, nonché la somma in contanti di oltre 29.000 euro detenuti dal NIZZA, il quale aveva tentato di disfarsi del denaro lanciandolo dal balcone all’interno di un cortile in stato di abbandono in concomitanza con l’irruzione dei militari.

I Giudici per le Indagini preliminari presso i Tribunali di Catania e di Venezia, concordando con le risultanze investigative, hanno convalidato il fermo di indiziati di delitto e disposto la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti degli stessi, i quali, dopo le formalità di rito, saranno trattenuti presso le strutture penitenziarie dei citati capoluoghi”.

Questi i contenuti del decreto di fermo:

“Nell’ambito di ampie e complesse indagini coordinate, sin dal verificarsi dell’evento, dalla Procura della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia – i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania sono stati delegati all’esecuzione di un decreto di fermo di indiziati di delitto nei confronti dei seguenti soggetti:

1)    NIZZA Natale, nato a Catania il 12 novembre 1996

2)    PRIVITERA Salvatore Sam, nato a Catania il 23 maggio 1997

Sottoposti ad indagini:

A)   per il delitto di cui agli artt. 61 n. 5, 110, 575, 577 n. 3, c.p. per avere, in concorso tra loro e con SANFILIPPO Michael Agatino e SANFILIPPO Antonino Marco, cagionato la morte di TIMONIERI Vincenzo esplodendo al suo indirizzo tre colpi di pistola cal.9×21 che attingevano il TIMONIERI alla nuca e al capo determinandone il decesso. Condotta materialmente eseguita da SANFILIPPO Michael Agatino che faceva fuoco mentre SANFILIPPO Antonino Marco conduceva l’autovettura con a bordo la vittima e l’esecutore materiale, e con il ruolo di mandanti ed organizzatori dell’omicidio in capo al NIZZA e al PRIVITERA.

Con l’aggravante di avere agito con premeditazione.

Con l’aggravante di avere agito profittando di circostanze di tempo (ora notturna o comunque serale) e di luogo (in zona isolata, non illuminata, all’interno di autovettura in movimento che limita la possibilità di movimento e di fuga e colpendo la vittima alle spalle senza che la stessa si avvedesse di nulla), tali da ostacolare la privata difesa.

Con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p. per aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività della associazione mafiosa denominata Cosa Nostra catanese, clan SANTAPAOLA, famiglia NIZZA.

In territorio di Catania, contrada Vaccarizzo il 12 febbraio 2021

B)   per il delitto p. e p. dagli artt. 61 n. 2, 110 e 411 c.p.  perché, in concorso tra loro e con SANFILIPPO Michael Agatino e SANFILIPPO Antonino Marco, sottraevano il cadavere di TIMONIERI Vincenzo sotterrandolo. Condotta materialmente eseguita da SANFILIPPO Michael Agatino e SANFILIPPO Antonino Marco ma concordata con NIZZA e PRIVITERA.

Con l’aggravante di avere agito al fine di conseguire l’impunità dal delitto di omicidio in danno di TIMONIERI. 

Con l’aggravante di cui all’art. 416 bis.1 c.p. per aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata Cosa Nostra catanese, clan SANTAPAOLA, famiglia NIZZA.

Con la recidiva nel quinquennio per NIZZA.

In territorio di Catania, contrada Vaccarizzo il 12 febbraio 2021″.

Redazione