“Un incontro con l’amaro in bocca”. E’ duro il comunicato del Coordinamento “Salviamo i Boschi” sull’incontro di ieri con la Commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, alla quale lo stesso Coordinamento aveva fatto richiesta di audizione “per aprire un dialogo costruttivo sulla questione incendi in Sicilia”. Ne è uscita fuori una riunione che, secondo il collettivo della associazioni impegnato da anni in una una campagna per evitare gli incendi nell’Isola, non lascia presagire nulla di buono per l’estate del 2021, che, secondo il Coordinamento, “potrebbe essere peggiore di quella del 2020”, che sul piano degli attentati alla natura è stata devastante.    

“Nonostante una mobilitazione che va avanti ormai da anni – si legge nella nota del Coordinamento – , nonostante la raccolta di ben 43.000 firme di cittadini indignati, nonostante un flash mob di proporzioni gigantesche con oltre 100 associazioni da tutta l’isola programmato per domani 7 maggio, nonostante la richiesta dello scorso dicembre di incontro con il Presidente di Regione, alla quale è seguito soltanto un silenzio assordante, nonostante tutto ciò, la politica regionale dimostra ancora una sostanziale sottovalutazione del fenomeno degli incendi e, cosa ancor più grave, si mostra sorda di fronte alle richieste della società che pur dovrebbe rappresentare”.

“Il Coordinamento – è scritto – ha iniziato un dialogo che si spera possa essere costruttivo con la Commissione Territorio e Ambiente, riportando in quella sede le stesse richieste, racchiuse in 20 punti, già inviate al Presidente di Regione Musumeci”.

“Quella che doveva essere l’audizione di un Coordinamento regionale che conta ormai ben 54 associazioni della società civile, si è però subito trasformata nell’audizione del Dirigente generale del Corpo forestale e dello stesso Assessore Cordaro, come d’altronde riporta anche la stessa dicitura dell’ordine del giorno della Commissione, pubblicato nel sito web dell’ARS”.

“La Presidente di Commissione, l’on. Savarino – seguita il comunicato – ha quindi dato subito parola al Dirigente della Forestale, impedendo di fatto alla portavoce del Coordinamento, Mariangela Galante, di fare il suo intervento, per enorme slittamento dei tempi previsti, in ragione di impegni lavorativi della stessa che erano d’altronde già stati preannunciati”.

“Oltre a ciò – denuncia il Coorinamento – , ha abbandonando la Commissione immediatamente dopo l’audizione del dirigente, senza ascoltare le posizioni dei nostri rappresentanti. Un comportamento che mostra poca considerazione delle istanze della società civile e che, a nostro parere, svilisce il ruolo stesso della Presidenza della Commissione”.

“L’intervento iniziale del Dirigente Generale del CFRS, dott. Giovanni Salerno, lontano dal sortire l’effetto, forse sperato, di rassicurazione di fronte all’inefficienza degli interventi messi in atto finora, ha invece messo subito in evidenza i problemi atavici in cui si trova il Corpo Forestale e il territorio siciliano: mancanza di uomini in campo, personale in età avanzata e mancanza di nuove assunzioni, mancanza di mezzi e strumenti adeguati, moderni ed efficienti, dovuto al blocco dei fondi e alla lentezza della macchina burocratico-amministrativa”.

“Le proposte e le azioni messe in campo per la stagione 2021 dal Corpo Forestale – prosegue la nota – risentono della mancanza, a monte, di una vera volontà politica che miri a costruire una politica di tutela del territorio integrata e moderna, che cambi l’approccio evidentemente fallimentare attuato finora”.

“Per stessa ammissione del Dirigente forestale, anche quest’anno – come d’altronde ogni anno – la stagione di pulizia dei viali parafuoco partirà in ritardo, a causa dei tempi di approvazione del bilancio regionale, contravvenendo alla legge che prevede il termine della pulizia entro il 15 giugno”.

“Il dott. Salerno prosegue ammettendo che, a fronte della richiesta di assunzione di almeno 200 posti di Guardia Forestale, ne saranno messi a concorso appena 46, e che le strategie di quest’anno sono riconducibili a delle semplici convenzioni con associazioni agricole e associazioni di volontari, per svolgere la funzione di ‘Sentinelle del territorio”.

“Su questo punto – dice ancora il documento – , il timore del Coordinamento è che il coinvolgimento di volontari e relative associazioni, sia un modo per continuare a non intervenire in maniera sostanziale ed organica attraverso gli organi preposti che pur ci sono”.

“L’unica vera novità messa in campo dalla Forestale riguarda l’uso di droni, ma puntare sui droni e sulla formazione di ‘50/60 persone’ – i cui corsi di formazione però devono ancora iniziare – non ci sembra per nulla un’idea efficiente, ma soltanto fintamente ‘moderna’. Troppo poco dopo un’estate tragica come quella del 2020 e la distruzione di 35.000 ettari di superficie di bosco e di interfaccia!”.

“ Non si parla – denuncia il Coordinamento – di interventi strategici, il contingente a disposizione della Forestale rimane invariato e anche i fondi per l’ammodernamento sono gli stessi due milioni di euro di fondi europei di cui si parla da tempo, che dovrebbero coprire tutte le spese, ma sui quali manca ancora una progettazione unitaria”.

“Insomma, nessun cambio di passo, nessuna misura di contrasto efficace, nessuna volontà politica di reale ascolto delle istanze della società civile e di dialogo sulle proposte effettive di cui il Coordinamento si fa portatore. Lo stesso tono dell’intervento era di rassegnazione e di consapevole ammissione di inadeguatezza”.

“Quindi – spiega il collettivo della associazioni – aspettiamoci un’altra stagione di incendi perché non c’è nessun segnale di cambiamento. Pur mostrando timidi segnali di apertura, la politica regionale, in sostanza, mostra indifferenza o scarsa consapevolezza del fenomeno e non è capace di andare oltre le parole”.

“Non si è dimostrata capace di reale negoziazione per una soluzione adeguata e una programmazione di lungo periodo che consenta di superare le carenze strutturali e andare oltre l’ottica dell’emergenza. I rappresentanti del Coordinamento (Rubino, Gruppuso, Pellegrino, Cuda) hanno ribadito la necessità di una riforma profonda della politica forestale orientata a polifunzionalità dei boschi, congrua assunzione di giovani dirigenti con competenze specifiche, ammodernamento di mezzi e strutture, efficienza delle procedure, assunzioni qualificate, rafforzamento dei presidi di controllo e investigazione, programmazione pluriennale delle attività e dei relativi costi che consenta di superare l’abituale ritardo nell’approvazione del bilancio, uso mirato di nuove tecnologie, applicazione delle norme su redazione e aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco e relative ordinanze di vincoli e di divieto al pascolo, gestione pubblica dei Canadair e degli elicotteri per lo spegnimento degli incendi”.

“Siamo consapevoli – conclude la nota – della difficoltà del momento, ma rimaniamo convinti della necessità di un intervento immediato ed organico per contrastare questo fenomeno così devastante per l’ambiente e anche per l’economia dell’Isola. Continueremo la nostra campagna di mobilitazione a partire dal Flash Mob “Faciemu Scruscio” di domani, davanti il palazzo della Presidenza della Regione”.

Nella foto: un incendio in Sicilia

Redazione