Da una parte il vice ministro alla Salute Pierpaolo Sileri, dall’altra il consulente dello stesso ministero, Walter Ricciardi. Il primo, a proposito del Covid, afferma: “Stiamo riaprendo perché si sono create le condizioni per farlo”. Il secondo, l’esatto contrario. Leggere per credere. 

Cominciamo da Sileri, il quale,  a proposito delle riaperture, dice: “Sono decisioni – dichiara a Libero – che non c’entrano nulla con la sorte del governo. Stiamo facendo un passo secondo la gamba. La situazione non è stabilizzata, ma ci sono elementi che mi fanno dire che abbiamo scavallato”. 

Il vice ministro Pierpaolo Sileri

“Entro marzo avremo vaccinato quasi tutti gli ottantenni, che costituiscono la stragrande maggioranza dei decessi da virus. Se metti in sicurezza le categorie più fragili, automaticamente si svuotano gli ospedali ed è più facile assistere i malati. In più, come dimostra l’andamento dell’epidemia nelle province di Bergamo e Brescia, – ha continuato Sileri – in certe zone sta maturando una certa protezione di gregge. Infine bisogna fare i complimenti agli italiani, che hanno imparato a convivere con il virus e a difendersi da esso: portano la mascherina, non si assembrano, si lavano le mani. Se possiamo permetterci qualche riapertura è perché è cresciuto il capitale civico degli italiani”.

Tornare a vivere normalmente? “Spero da giugno. I vaccini sono essenziali. Guardi Israele, dove la profilassi di massa ha praticamente azzerato i decessi. – ha detto ancora Sileri – La terza ondata ci sarà sicuramente, perché le riaperture comportano un inevitabile aumento dei contagi. Ma penso che non sarà come la seconda e che riusciremo a controllarla senza dover ricorrere a nuove improvvise chiusure, proprio perché le persone fragili non si ammaleranno. Io è dal 5 ottobre che dico che ristoranti e bar possono riaprire in sicurezza. Anche i cinema e i teatri, con meno posti e distanziamento potrebbero farlo. Ovviamente sempre nel rispetto delle regole e sempre pronti ad un passo indietro se necessario”.

“La gestione della pandemia è una mediazione tra la politica e la sanità. Quando spingo per le aperture prevale in me il medico, che conoscendo il virus ne ha meno paura dei politici. Contrariamente a quanto si crede, il governo ha spinto per la chiusura più dei medici. – ha aggiunto Sileri – Parlare di dittatura sanitaria è una scemenza. Sicuramente la scienza ha avuto un ruolo preminente nella terapia, ma chiusure e vaccinazione sono state gestite dalla politica. Il potere esecutivo non è nelle mani dell’Istituto Superiore di Sanità né del Comitato Tecnico Scientifico”.

Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica

Questo quanto dichiara Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, e docente di Igiene all’università Cattolica: “Dopo le ultime immagini di assembramenti, ribadisco i rischi di un ‘liberi tutti’. “La tendenza dell’epidemia è al peggioramento”, avverte l’esperto parlando ad ‘Agorà’ su Rai3.

Guardando all’Italia a colori, “le Regioni o le aree geografiche che hanno avuto una zona rossa stanno vedendo una diminuzione dei casi, le Regioni arancioni sono stabili o in lieve diminuzione, le Regioni gialle sono in peggioramento”.
Mentre si avvicina il 15 febbraio, data in cui scadrà il divieto di spostamento fra le Regioni, si allunga anche lo spettro delle varianti di Sars-CoV-2: “La preoccupazione è che queste varianti, che sono molto più contagiose, alterino questo equilibrio in senso peggiorativo. Su questo – ribadisce Ricciardi – io sono abbastanza preoccupato”.

Redazione