La riabilitazione politica di Berlusconi appartiene ai corsi e ricorsi storici dei quali parlava il filosofo Giovan Battista Vico. Cominciò D’Alema, continuarono altri, adesso completano il solito PD e, udite! udite!, anche il M5S con Fico e Di Maio.

Ho poco da commentare, anche perché sono una persona educata e non mi piacciono le espressioni volgari. Di una cosa, però, sono certo. Con chi ha fondato il suo partito assieme ad un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha pagato Cosa Nostra per anni, è stato condannato per frode fiscale a 4 anni di carcere, ha organizzato “cene eleganti” anche con minorenni, ed altro ancora, con costui non prenderei neppure un caffè al bar.

Figuriamoci chiedergli un sostegno politico, pur se occasionale e limitato. Lo so, scopro l’acqua calda, ma l’intransigenza, la coerenza e l’onestà non sono nel DNA della nostra classe politica.

Nella foto: Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, fondatori di Forza Italia 

Enzo Guarnera