Lo striscione degli artisti dice più di mille parole: “Io lavoro come tutti gli altri!”. C’era emozione – si legge nel comunicato stampa della Cgil – ma anche tanta energia stamattina in piazza Università, a Catania, dove centinaia di artisti catanesi si sono riuniti per il flash mob organizzato dalla SLC CGIL di Catania; presente anche il segretario generale della Camera del Lavoro catanese, Giacomo Rota. 

Una manifestazione pacifica – dice la nota – ma dai toni decisi e orgogliosi, dove attori e tecnici hanno scelto di leggere ad alta voce la piattaforma di proposte e richieste indirizzate allo Stato e alla Regione Siciliana: “Questa prima manifestazione non di protesta ma di proposta, è la prima nel suo genere nella Sicilia post Covid- spiega il segretario generale della SLC CGIL di Catania, Gianluca Patanè- Abbiamo presentato una piattaforma rivendicativa per chiedere regole certe per il settore e una visione prospettica su regole condivise, un sistema di contribuzione per i lavoratori dello spettacolo e un alleggerimento della pressione fiscale “.

E aggiunge il responsabile del Dipartimento delle artiste e degli artisti SLC CGIL, Luigi Tabita: “La piazza è sempre un grande esercizio di libertà ed è stato bello oggi, con questa azione simbolica del battito sul cuore, vedere la comunità catanese palpitare all’unisono insieme alle lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Ma ora abbiamo bisogno che il Governo riconosca e tuteli questa nostra categoria resa sempre più invisibile”.

Un momento del flash mob di stamattina a Catania dei lavoratori dello spettacolo. Sopra: lo striscione: “Io lavoro come tutti gli altri”

Al Flash Mob di piazza Università, al quale oggi hanno partecipato tanti volti catanesi noti per la loro attività artistica di lungo corso nel teatro e nel cinema, erano stati invitati i rappresentanti delle istituzioni locali e i vertici dei teatri catanesi; ma nessuno – seguita il comnicato Cgil – ha raccolto l’invito a rimanere accanto agli artisti in un momento di lotta così decisivo per ottenere l’ascolto del governo. 

Questo il documento degli artisti che è stato letto per intero durante la manifestazione:

“Il settore delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo è in crisi da molto tempo e l’imperversare della pandemia ha solo amplificato uno stato di precarietà e di malessere già esistente. Ma oggi i nostri palcoscenici diventano le piazze e le strade della città, le nostre maschere lasciano il posto a volti comuni di uomini e donne e le nostre voci si uniscono in un unico coro, quello di una categoria, fino ad oggi mai riconosciuta, di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Ed è in nome di questo riconoscimento che allo Stato e alla Regione, chiediamo di estendere i bonus e l’indennità fino alla reale e totale ripresa dell’attività teatrale, perché la falsa ripartenza di giugno riguarda solo quella produzione e quei teatri che possiedono ingenti risorse, mentre c’è chi fatica o non riuscirà ad organizzare stagioni estive ed invernali rendendo la ripresa delle lavoratrici e dei lavoratori una realtà solo virtual; chiediamo un trattamento più equo rispetto al distanziamento sociale, con criteri di applicazione chiari e che spieghino il paradosso di platee dimezzate a teatro, contro mezzi pubblici interamente e regolarmente occupati; chiediamo maggiori finanziamenti alla cultura finché si assicuri alle lavoratrici e ai lavoratori dello spettacolo una retribuzione più adeguata che rispetti il contratto nazionale del lavoro, con prove pagate, contributi versati e un incremento del numero degli artisti impiegati nelle produzioni; chiediamo una minore pressione fiscale sulle assunzioni affinché sia permesso le produzioni private di pagare, oltre alle repliche, le effettive giornate lavorative previste dal contratto nazionale lavoro, fondamentale ai fini pensionistici e alla dignità del nostro lavoro; chiediamo una maggiore accessibilità ai bandi pubblici con fasce di requisiti diversificate per dare possibilità alle piccole medie imprese e associazioni, alle cooperative, di incrementare il circuito del lavoro, senza operare nell’illegalità; chiediamo l’obbligo di una certificazione di avvenuto pagamento, affinché nessuna produzione possa più ricevere fondi pubblici senza che prima siano stati regolarmente retribuiti gli artisti e i tecnici della stagione di riferimento; chiediamo Il rafforzamento dell’ispettorato nazionale del lavoro, affinché venga garantito il rispetto delle norme a tutela degli artisti e dei tecnici dello spettacolo; chiediamo l’attivazione dell’osservatorio nazionale regionale delle attività teatrali, che sia costituito da esperti del settore e che abbia come compito quello di monitorare e tutelare il lavoro degli artisti, dei tecnici e dello spettacolo. E infine chiediamo anzi pretendiamo di essere considerati, da oggi  e per sempre, Lavoratrici e lavoratori come tutti gli altri”.

Redazione