“E’ giusto che le cariche istituzionali siano qui, è un dovere”. Così il presidente della Camera, Roberto Fico, al suo arrivo a piazza della Scala a Milano da dove è partito il corteo per commemorare le vittime della strage di Piazza Fontana che aprì la stagione della tensione.

La prima pagina del Corriere della Sera dopo la strage di piazza Fontana a Milano

In prima fila i familiari della strage di cui ricorre il 49esimo anniversario, accanto a Fico il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, con la fascia tricolore. Al corteo i gonfaloni della Città e della Regione Lombardia, oltre allo stendardo dell’Anpi.

“Se nessuno ancora lo ha fatto, io lo faccio oggi con molta semplicità e umiltà: vi chiedo scusa per tutto quello che non è stato fatto – ha detto Fico durante il suo intervento – per i depistaggi, per la burocrazia che avete dovuto sopportare, scusa per il piegarsi di tutti gli apparati dello Stato a celare la verità”.

“Come presidente della Camera mi sto impegnando a completare definitivamente la rimozione del segreto funzionale sugli atti e i documenti relativi alle stragi, alle logge massoniche, alla P2. Per la verità da questo punto di vista alla Camera molto è stato fatto, ma manca ancora qualche pezzo, qualche pezzo importante” ha affermato Fico. Per il presidente della Camera, il dovere dello Stato e delle sue alte cariche è “riaccendere la luce, non accontentarsi dei brandelli di verità ma ricercare la verità piena, sostanziale. Perché fare questo significa restituire dignità, forza, credibilità allo Stato. Non dobbiamo avere paura della verità, la verità ci rende più forti e ci fa diventare esempio per tutti gli altri”.

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