“Nessuna città può negare a tanti suoi figli la condizione di cittadini, condannandoli a quella di abitanti diseredati”. Così scriveva il presidente del Tribunale dei Minori di Catania, Giovan Battista Scidà, ammonendo ed esortando l’amministrazione comunale e tutte le istituzioni responsabili del degrado dei quartieri della città, affinché intervenissero realmente e in misura preventiva sulle condizioni drammatiche di povertà e rischio in cui versavano i minori”.

Ecco perché l’Associazione CCSVI (che si occupa di sclerosi multipla) e la Fondazione “La città invisibile” di Catania (ente no profit attivo nel garantire ai ragazzi dei quartieri poveri e degradati pari opportunità, “difendendo i loro diritti, investendo sulle loro potenzialità per accrescerne autostima, fiducia e cultura”), ha deciso di intitolare al presidente Scidà un Premio “che verrà assegnato ogni anno – recita il comunicato – ad un cittadino o ad una cittadina proveniente dai quartieri più delicati di Catania”.

“Una persona che – seguita la nota – dal lato della propria ‘invisibilità sociale’ si è distinta per generosità e solidarietà verso gli altri, per passione verso il Bene comune. Questo Premio vuole contribuire a far emergere le personalità positive, che lottano per sé e per gli altri, oltre gli steccati dell’individualismo e del manicheismo sociale, affinché vengano riconosciuti i diritti degli emarginati di questa città”.

Quest’anno il “Premio Giovan Battista Scidà” sarà assegnato alla signora Valentina Torre, “persona esemplare, attiva nell’aiuto ai più poveri, esempio luminoso di solidarietà sociale e di attenzione amorevole ai bisognosi e agli ultimi”.
“La città invisibile, nell’occasione – si legge ancora, lancia un appello alle istituzioni, sulla scia delle battaglie di Scidà, maestro di vita e giudice amatissimo proprio dai ragazzi delle periferie per il suo carattere giusto e ispirato da carità. Ricordiamo infatti come la pensava Scidà sul ricovero in istituti finanziati dallo Stato, per sottrarli alle famiglie povere: invece di finanziare gli istituti, si diano aiuti concreti ai genitori!”.
“La sottrazione – dicono gli esponenti de La città invisibile – a meno che non vi siano provati abusi e violenze, è essa stessa un trauma e comporta un aggravamento delle condizioni sociali delle famiglie”.

“Il Comune di Catania – è scritto – spende circa 80 euro al giorno per ogni ragazzo ricoverato in comunità, dove spesso non si svolge un’azione educativa, bensì repressiva e dove la mancanza di reale controllo sfocia in casi di violenze ulteriori sia fisiche che psicologiche ai ragazzi stessi. Troppo spesso lo Stato, la Scuola, i Servizi sociali ricorrono al Tribunale per chiedere che si assegnino minori alle comunità, senza esercitare il compito reale di Stato, scuola e servizi socio-assistenziali, cui sarebbero preposti. Mentre si registrano casi di minori appartenenti a famiglie militanti nella criminalità organizzata, totalmente abbandonati alla ‘cattiva educazione’: in quel caso, le medesime istituzioni – dice ancora la nota – non solo non intervengono, ma si trincerano dietro un’inquietante omertà”.
La cerimonia del Premio, che si svolgerà nella sede della Città invisibile sita in via Orfanelli 36 di Catania, avrà luogo alle 19,30, in seguito alla presentazione del romanzo antimafia di Domenico Rizzo,  “L’imperatore dei limoni”, con interventi dello stesso autore, del giornalista Luciano Mirone, della responsabile territoriale dell’Associazione “Atlas” Roberta Spanò, della presidente della fondazione La città invisibile Alfia Milazzo. Sono stati invitati al Premio Enrico Guarneri, il maresciallo Migliaccio della Stazione dei carabinieri di Librino, il professore Gualtiero Nicolini della CCSVI, l’avvocato Rosalba Vitale, il dottore Lo Bello dell’associazione Cives Pro Civitate e molti altre personalità del mondo della cultura e della lotta per la legalità.I ragazzi dell’Orchestra “Falcone Borsellino” suoneranno due brani di musica classica.

Nella foto: l’ex presidente del Tribunale dei minori di Catania, Giambattista Scidà

Redazione