Dopo Aquarius, adesso è la Lifeline che deve trovare un porto e portare a terra 224 migranti recuperati da un gommone a nord della Libia. Malta ha detto no perché, si legge in una nota resa pubblica su Facebook dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, al momento in cui è stato dato l’allarme l’imbarcazione si trovava in una zona di ‘sar’, cioè di ricerca e soccorso, in acque libiche ma poi “ha ignorato le istruzioni spostandosi verso nord”.

Il no de la valletta arriva al termine di una giornata in cui la tensione è salita alle stelle. Il primo intervento della giornata su facebook era stato quello del ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva scritto: “La nave fuorilegge Lifeline (Ong tedesca che usa finta bandiera olandese e mi diede del ‘fascista’) è ora in acque di Malta, col suo carico illegale di 239 immigrati. Per la sicurezza di equipaggio e passeggeri abbiamo chiesto che Malta apra finalmente i suoi porti”. “Chiaro che poi quella nave dovrà essere sequestrata, ed il suo equipaggio fermato”, aveva aggiunto puntando di nuovo il dito contro la nave Ong che “non è registrata in Olanda, da Amsterdam ci hanno risposto due ore fa, ‘non è una nave nostra’ hanno detto. E allora è una nave pirata”, aveva sostenuto il leader della Lega. Una pesante accusa respinta dalla stessa Ong che su Twitter aveva poi pubblicato una copia dei documenti che proverebbero la regolare iscrizione al registro navale olandese.

Ma alla richiesta hanno risposto che la nave non ha dato finora segnali di “problemi” e che le autorità marittime maltesi – che dichiarano “di non assumersi nessuna responsabilità per le azioni irresponsabili” della nave della Ong – “continueranno a monitorare la situazione e sono disponibili a fornire assistenza per casi medici urgenti” o altre emergenze da valutare “caso per caso”.

Anche fonti del governo maltese citate dal Times of Malta insistono nel dire che le operazioni sono state gestite inizialmente dal centro di coordinamento di Roma con i libici che avevano la responsabilità delle operazioni di ‘Sar’. “In questo caso, Malta non era né autorità competente né di coordinamento”, afferma un portavoce del governo maltese, sottolineando che Lifeline avrebbe appunto “contravvenuto ai suoi obblighi” di rispettare le indicazioni date dalle autorità competenti. “Noi continueremo ad agire in accordo con le leggi e le convenzioni applicabili”, aggiunge ancora il portavoce. Intanto, un portavoce del governo spagnolo – che la settimana scorsa di fronte all’analoga situazione in cui si trovava l’Aquarius si è offerto di dare riparo alla nave con oltre 600 migranti a bordo, arrivata domenica scorsa a Valencia – ha detto che sono in corso contatti con i governi maltese, italiano e francese per questa nuova vicenda.

“La disumanità di Malta è lo specchio dell’atteggiamento dell’Europa”, scrive Toninelli su Facebook. “La Lifeline – spiega – è ferma nelle acque SAR dell’isola e in grande difficoltà, con un carico di oltre 230 migranti a fronte di una capacità di accoglienza in sicurezza di circa 50 persone. Nessun altro Paese sta coordinando le operazioni, dunque le responsabilità maltesi sono ancora maggiori”. “Il centro di coordinamento dei soccorsi di La Valletta – sottolinea – ha rifiutato qualsiasi tipo di intervento, se non il soccorso mirato a pochi casi di prima emergenza”.

“Per loro, infatti, come evidenziato nella lettera, quello della nave Ong è un caso post-SAR, dunque non di imminente pericolo. Assurdo – spiega Toninelli – dato che stiamo parlando di una nave con un carico circa cinque volte superiore le proprie effettive capacità”. “Ribadisco: la Lifeline non sta navigando verso Nord, ma è ferma in acque SAR maltesi” pertanto La Valletta, osserva, “sta mettendo irresponsabilmente in pericolo tante vite umane”. Il ministro ricorda come la presenza della nave “era stata segnalata alle autorità dell’Isola sia da Frontex che dalla Guardia Costiera italiana” per questo “i maltesi non hanno alcuna giustificazione per il loro atteggiamento”. “Noi non ci stiamo. E’ l’Europa che deve intervenire per rimediare alla disumanità di Malta, per salvare ora i migranti di Lifeline e in futuro per scongiurare le partenze dei barconi della morte. Anche in sede Ue, sul tema non accetteremo soluzioni pre-confezionate che vanno a scapito dell’Italia. Teniamo alta la guardia”, conclude Toninelli.

Immagine d’apertura: la nave Lifelive

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