Il potere con le sue terribili e ambigue declinazioni è di scena a Siracusa per il ciclo di rappresentazioni classiche, dal 10 maggio al 24 giugno, e dal 28 all’8 luglio. Sei le produzioni: “Edipo a Colono” di Sofocle (regia di Yannis Kokkos); “Eracle” di Euripide, diretto da Emma Dante; “I Cavalieri” di Aristofane, per la prima volta in scena, regia di Giampiero Solari. Due le serate speciali: “Conversazioni con Tiresia”, scritto e interpretato da Andrea Camilleri (regia di Robertò Andò); “Palamede”, di e con Alessandro Baricco. Dal 12 al 15 luglio torna “Le rane” di Aristofane, con Salvo Ficarra e Valentino Picone, diretti da Giorgio Barberio Corsetti.
Così il ciclo delle tragedie classiche s’è trasformato in un festival del Teatro Antico, animato da tre conferenze: Massimo Cacciari il 31 maggio, Luciano Canfora il 28 giugno e Baricco il 16 luglio. “La metafora del potere – spiega Canfora – è metafora della vita stessa, è apologo morale che ci obbliga a riflettere sulla precarietà della sorte umana”.

Ansa