“Avviso agli Studenti di Diritto Costituzionale. Chiunque avesse scritto sulla propria bacheca la frase ‘anche la Costituzione è razzista, perché parla di razze’ – o altre aberrazioni simili – è pregato di recarsi in pellegrinaggio a pregare sulla tomba di Piero Calamandrei, autofustigandosi con un mazzo di ortiche e ripetendo fino alla nausea la frase ‘io non sono degno di studiare il diritto'”. A spiegare con la consueta ironia cosa intende la Carta con ‘razza’ è il prof. Guido Saraceni, che entra a gamba tesa nel dibattito aperto dalle esternazioni del candidato alla regione Lombardia per il centrodestra, Attilio Fontana, che ancora ieri insisteva: “Anche la Costituzione parla di razze”.

“La Costituzione – spiega Saraceni in un post su Facebook – è stata scritta circa settanta anni fa, usa una parola brutta e scientificamente scorretta come “razza” perché si rivolge a un popolo che la utilizzava altrettanto scorrettamente a quei tempi; la usa per negare che essa abbia una qualche rilevanza e contrapporsi, in questo modo, al precedente regime. Non significa che essa esalti la nostra “razza”. Non significa che autorizzi qualcuno a temere per la sua “purezza”. La Costituzione rinnega quella parola nel momento stesso in cui ne fa uso. Lo capirebbe – lancia la stoccata il professore – anche un bambino di cinque anni”. Poi la chiusura di rito, con il cuoricino ad accompagnare l’inconfondibile “cialtroni” finale.

Adnkronos