“La Fondazione La città invisibile e gli allievi dell’Orchestra infantile ‘Falcone Borsellino’ ringraziano le autorità dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, Enac, Sac e Polaria per aver concesso ai bambini di Librino, San Cristoforo, San Berillo e Adrano di far rivivere in un ambiente internazionale, attraverso il meraviglioso bene universale che è la musica e la cultura, il sogno di giustizia e di speranza di Giuseppe Fava”.

Solitamente questo giornale non si presta ai ringraziamenti alle autorità. Ma considerato il carattere eccezionale dell’evento, la straordinaria iniziativa intrapresa, fa uno strappo alla regola e pubblica integralmente il comunicato-stampa della presidente della fondazione La città invisibile, Alfia Milazzo. Oggi ricorre il trentaquattesimo anniversario del delitto mafioso del giornalista Giuseppe Fava, ricordato stamattina dai bambini dell’orchestra “Falcone Borsellino” di Catania all’aeroporto Fontanarossa. Un momento toccante, in quanto i passeggeri italiani e stranieri hanno avuto la possibilità di comprendere come in una terra martoriata dalla mafia e dal malaffare possa nascere un’esperienza meravigliosa come la formazione musicale “Falcone Borsellino”, che raccoglie molti bambini dei quartieri a rischio di Catania e provincia.

“Un ringraziamento particolare – seguita la nota – va al Dottor Nico Torrisi, AD Sac, alla Dottoressa Lorefice di Polaria, insieme ai loro collaboratori e al personale dell’Aeroporto, per il concreto supporto all’iniziativa”.

“La manifestazione ha visto il coinvolgimento di migliaia di viaggiatori in partenza da Catania. Dopo il flash mob sulle note dell’Inno alla gioia di Beethoven, il concerto è stato aperto dalle parole di Giuseppe Fava recitate dal piccolo Hedi, di origine tunisina, che ha parlato della speranza di vedere tutti gli uomini collaborare per garantire ai bambini un posto dignitoso dove vivere, studiare e stare in pace. Così anche la bambina flautista dell’Ochestra, Amina, ha scelto le dichiarazioni di Fava sull’emigrazione: nessuno dovrebbe essere costretto a lasciare il proprio paese a causa della povertà e della guerra.

Successivamente si è svolto il concerto diretto dal maestro del Sistema Abreu Semaia Botello: brani di Mozart, Vivaldi, Corelli, Shostakovich. Estasiati, emotivamente coinvolti e grati i viaggiatori in attesa di partire.

Al termine, prima dell’esecuzione dell’inno dell’Orchestra “Suonare e lottare”, il professore Mario Strano, docente di legalità nella Scuola di vita e orchestra della Città invisibile, ha affermato che come siciliani dobbiamo essere fieri di aver avuto persone come Pippo Fava tra i corregionali, poiché è un grande esempio di coerenza, coraggio e amore per la verità.

Il Dottore Torrisi si è voluto complimentare personalmente con i ragazzi dell’Orchestra e ha espresso i migliori auguri a loro e alle loro famiglie, ringraziandoli per il bel concerto offerto ai viaggiatori”.

Barbara Contrafatto

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Questo il post della presidente de La città invisibile, Alfia Milazzo, sul concerto della Falcone Borsellino all’aeroporto di Catania in memoria di Fava:

“I bambini dell’Orchestra Falcone Borsellino hanno “volato alto” oggi all’aeroporto Fontanarossa sull’esempio di Pippo Fava. A noi e a loro non piacciono le commemorazioni e per questo che abbiamo scelto un luogo tanto “estraneo” ad ogni forma di celebrazione estemporanea e sterile. Perché di Pippo Fava hanno paura in tanti oggi?
Perché ha denunciato il Sistema, ovvero l’intreccio di affari di certi imprenditori, della politica e della criminalità organizzata. Ha denunciato ciò che a Catania e in Sicilia a distanza di 34 anni è ancora attualità.
E chi come questi ragazzi, continua a rifiutare di entrare in contatto o assecondare le manovre politico-affaristiche-mafiose che si realizzano a danno della loro stessa esistenza presente e futura, ha coraggio, è sulla via di Fava.
Trasmetto questo pensiero dopo aver ammirato la forza e la dignità di moltissimi bambini e delle loro famiglie, in contrapposizione alla vigliaccheria della Catania bene, e di certa Antimafia da salotto, piagnona e sterile quest’ultima quanto vorace e immorale la prima.
Quando un bambino di Librino o San Cristoforo o San Berillo o Adrano reclama a nome di Fava di essere riconosciuto nei propri diritti di uguaglianza, il suo tenue richiamo dovrebbe tuonare nelle coscienze di tanti sepolcri imbiancati che oggi celebrano Fava come se il motivo per cui questo straordinario giornalista fosse un’etichetta o un antistress del fallimento di intere generazioni di catanesi.
A che serve vivere se non si ha il coraggio di lottare? Ve lo chiedo anch’io, lo chiedo a chi pensa che lottare sia avere una bandiera politica e scrivere sui giornali di proprio raggio mentale. No! Io credo che serva lottare soprattutto come fanno questi bambini e non mi va che si dica che sono solo bambini, perché essi sono giganti. Giganti nella voglia di giustizia sociale vera a partire da una ribellione al Sistema che si chiama Scuola da 30 anni a questa parte, che si chiama gestione clientelare della sanità, della cosa pubblica, e persino della Legge.
Perciò dico a chi ha orecchie per sentire: OGGI I BAMBINI DELL’ORCHESTRA FALCONE BORSELLINO HANNO CONTAGIATO IN NOME DIPIPPO FAVA DI AMORE PER LA NOSTRA TERRA MIGLIAIA DI PERSONE, molte delle quali non erano turisti ma persone costrette a lasciare la Sicilia per andare a laorare al nord, PERCHE’ DECINE DI MIGLIAIA DI GIOVANI STANNO LASCIANDO LA SICILIA A CAUSA DELLA DISOCCUPAZIONE COME NON AVVENIVA DA UN SECOLO!
E a chi dà fastidio il messaggio che i bambini dell’Orchestra Falcone Borsellino offre se ne faccia una ragione. Esistono ed esisteranno per suonare e lottare, e cantarvele se è il caso!”

Alfia Milazzo