C’è chi, come Tommaso Cerno, vicedirettore di ‘Repubblica’, lo fa per “una scelta di vita”. E chi invece, come Emilio Carelli, ex direttore di ‘Sky Tg24’ parla di una candidatura arrivata “in modo molto naturale”. E poi, oltre a Gianluigi Paragone, schierato nelle file dei Cinque Stelle, ecco il nome di Giorgio Mulè, ex direttore di ‘Panorama’, arruolato nel centrodestra. L’esercito dei giornalisti in lista per le elezioni del 4 marzo, scende in campo sventolando le bandiere di Pd, Forza Italia e Movimento Cinque Stelle.

L’ultima candidatura, in ordine di tempo, è quella della giornalista e scrittrice Francesca Barra. “Ringrazio il Pd e il segretario Matteo Renzi per aver annunciato la mia candidatura in Basilicata, nel Collegio Matera-Melfi, che accetto con orgoglio, commozione e responsabilità” ha scritto Barra sul proprio profilo Facebook. Ma nel popolo dem non manca Tommaso Cerno, condirettore di ‘Repubblica’ ed ex direttore de ‘L’Espresso’. “Mi chiedono: ma ti candidi? – ha scritto ieri Cerno su Twitter -. Come fossi il primo italiano che sceglie di portare le sue battaglie culturali, dai diritti civili alla libertà di pensiero, dove possono diventare realtà”. Quella di candidarsi, ha precisato, “è una scelta di vita, personale, combattuta. Ringrazio @repubblica per tutto ciò che mi ha dato”.

Anche il direttore del quotidiano fondato da Scalfari, Mario Calabresi, ha salutato la candidatura di Cerno su Twitter: “Ha fatto una scelta di vita personale e importante – ha scritto – e lascia @repubblica un grande in bocca al lupo”. Chi può contare su un nutrito gruppo di giornalisti, tuttavia, è il Movimento Cinque Stelle. Gianluigi Paragone, ex direttore di ‘La Gabbia’ e del quotidiano ‘La Padania’ è candidato al Senato per il M5S in Lombardia. Oltre a lui, i Cinque Stelle hanno schierato in Abruzzo il giornalista Primo Di Nicola già direttore del quotidiano ‘Il Centro’, mentre sempre per il Senato, con il M5S, correrà il giornalista siciliano Alberto Samonà.

Ma tra le punte di diamante di Luigi Di Maio spicca senza dubbio Emilio Carelli, ex direttore di Sky Tg24. “La mia candidatura per il Movimento 5 Stelle è arrivata in modo molto naturale – ha spiegato il giornalista a ‘Otto e mezzo’ – nasce da un rapporto professionale e istituzionale instaurato per Sky Tg24. All’inizio avevo solo rapporti istituzionali con loro. Prima con Davide Casaleggio e con suo padre, poi ho conosciuto diversi militanti, poi sono stato a Rimini alla manifestazione Italia 5 Stelle che ha designato Di Maio. Il rapporto umano si è così consolidato”.

“Nel Movimento 5 Stelle ho conosciuto soprattutto persone oneste, per bene, che portavano avanti con forza e passione le proprie idee – ha rimarcato Carelli -. Ho visto il superamento della politica legata alla corruzione e ai privilegi, che ha rapporti con la criminalità organizzata. E mi sono chiesto: gli altri partiti cosa hanno fatto? Ho visto tante promesse ma l’Italia non è stata bene, gli italiani in questi anni non hanno visto la ripresa che si è vista invece in altre nazioni europee”.

E mentre Pd e M5S si sono già assicurati molte firme del giornalismo, nel centrodestra, non sono certo rimasti a guardare. Oltre a Giorgio Mulè, ex direttore di ‘Panorama’, tra i papabili in Parlamento sono spuntati anche i nomi del direttore de ‘Il Giornale’, Alessandro Sallusti e del direttore del ‘Resto del Carino’, Andrea Cangini.

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