È stato rimesso in libertà oggi Fabio Vettorel, il ragazzo italiano arrestato a luglio, durante gli scontri del G20 ad Amburgo. La Cassazione si era pronunciata a favore della scarcerazione venerdì scorso, ma aveva posto due condizioni procedurali, e cioè il pagamento di una cauzione da 10 mila euro a nome del diciottenne e la nomina di un procuratore sul luogo.

Vettorel era stato arrestato – assieme ad altri cinque connazionali, Alessandro Rapisarda, Riccardo Lupano, Emiliano Puleo, Orazio Sciuto, Maria Rocco, rilasciati nei mesi scorsi – con l’accusa di disturbo della quiete pubblica aggravata dall’intento di causare danni attraverso oggetti pericolosi. Secondo la procura il diciottenne avrebbe fatto parte di un gruppo di 150-200 persone vestite di nero che, armate di sassi e petardi, avrebbero attaccato un gruppo di agenti di polizia. La famiglia finora ha respinto radicalmente le accuse: “Nessun testimone ha riconosciuto Fabio”, aveva spiegato la madre qualche giorno fa. “E’ accusato di fare parte di un gruppo, una parte del quale sarebbe stato responsabile dell’aggressione”.

Un momento dei disordini durante il G20 di Amburgo. Sopra: Fabio Vettorel

Quest’estate più volte sui giornali tedeschi, come SZ o Welt, si è parlato di un video che avrebbe ripreso le immagini degli scontri durante il G-20. Dalle immagini era difficile scorgere qualche segno di riconoscimento plausibile, aveva sostenuto allora l’avvocato della difesa di Vettorel.

Nei mesi scorsi il gruppo di Sinistra italiana, il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle hanno presentato delle interrogazioni al ministro dell’Interno perché intervenisse sul governo tedesco per interrompere la lunga carcerazione dei sei connazionali. Associazioni, centri sociali, movimenti di tutta Italia, parallelamente, si sono mobilitati con azioni di protesta per stigmatizzare la lunga detenzione dei ragazzi presenti al G20 di Amburgo. Oggi la notizia della scarcerazione di Fabio.

Redazione