Il Partito Democratico scrive una missiva (prima firma quella del deputato nazionale Peppe Provenzano, membro della segreteria nazionale, incaricato dal Nazareno di guidare il PD in Sicilia di fronte alle prossime sfide elettorali ), indirizzata al ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, invitandolo a impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’articolo che istituisce il “Fondo per gli investimenti territoriali”, noto alle cronache come “mancette”, perché “manifestamente inique e incostituzionali”. La norma in questione è inserita nelle variazioni al bilancio 2026 approvata in via definitiva dall’Assemblea regionale siciliana il 22 ottobre scorso. I parlamentari ritengono che la disposizione presenti “vari profili di illegittimità costituzionale tali da meritare un’attenta istruttoria”.
La lettera è stata sottoscritta anche dai parlamentari nazionali siciliani alla Camera e al Senato, Anthony Barbagallo, Giovanna Iacono, Stefania Marino e Antonio Nicita.
“Abbiamo appena scritto al Ministro Calderoli – dice Provenzano – perché lo scandalo della ‘mancette’ della manovra finanziaria regionale non può restare confinato in Sicilia. Il Governo Meloni deve dire con chiarezza se accetta questo spreco di risorse pubbliche, il malgoverno di utilizzare la spesa pubblica, in Sicilia, per finanziare la campagna elettorale dei singoli deputati della destra. Una autentica vergogna”.
“Il Governo nazionale ha impugnato leggi regionali per molto meno. Qui siamo in presenza – prosegue – di una totale arbitrarietà nelle assegnazioni delle risorse ai comuni, sulla base della ‘protezione’ del padrino politico di turno. Una logica feudale, slegata da ogni idea di sviluppo. Finanziano campi di padel mentre gli ospedali si fermano e rimandano gli interventi – aggiunge – per mancanza di personale. Finanziano piscine laddove gli agricoltori e i cittadini denunciano la mancanza di acqua”.
“Ringrazio il gruppo del PD all’Ars – conclude – e tutte le opposizioni, per aver provato a fermare questo scempio di fondi pubblici e per le proposte alternative. Ma questa vicenda non può essere derubricata, come spesso fa la destra, all’andazzo del malgoverno siciliano. È uno scandalo nazionale, e il Governo Meloni deve assumersi le sue responsabilità”.
Nella foto: l’aula del parlamento siciliano
Redazione























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