Un’estate caldissima, secondo gli scienziati la più calda di sempre, come se l’umanità fosse condannata a vivere di anno in anno con questo ineluttabile destino, con la parte peggiore di essa che continua a incendiare la terra mentre – sempre gli scienziati – ci dicono che “siamo solo all’inizio”. Intanto – dagli stessi “uccelli del malaugurio” – apprendiamo  che l’uragano “el nino” si sta gonfiando di energia ed è pronto a scaricare la sua furia devastatrice sulla terra, mentre l’alluvione in Nepal ha fatto millequattrocento morti e cinquemilacinquecento dispersi, i ghiacciai si sciolgono e interi pezzi di pianeta vengono distrutti ogni attimo che passa.

Un’estate caldissima sul fronte dell’informazione, con il “caso Ranucci” sulle prime pagine dei giornali e dei telegiornali, con gli attacchi a Report e le sentenze di ognuno di noi emesse prima di quelle dei Tribunali.

Un’estate caldissima sul versante politico con il trionfo dell’ultradestra in Sassonia e l‘esultanza di Vannacci, Salvini e Orban e le guerre ai “migranti invasori” e Trump che continua a giocare alla guerra e a negare l’emergenza climatica.

Un’estate caldissima, la presidente del Consiglio, la più longeva della storia repubblicana al governo, acclamata a Cernobbio e il carburante che ha abbondantemente superato i due Euro a litro, la spesa fino a metà mese, poi chissà… e il “campo largo” che non riesce a mettersi d’accordo neanche sulle primarie.

Un’estate caldissima, i cinquanta gradi, la cenere degli alberi bruciati che arriva sulle nostre teste, il mare bollente, i pesci scomparsi, il fuoco a un passo da noi, i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri.

Troppe cose stanno succedendo per non essere preoccupati. Torniamo dalle vacanze con lo spirito ottimista e battagliero di sempre. Speriamo di contagiarlo.

Luciano Mirone