Abbiamo aspettato che il sindaco di Belpasso (Catania) indicesse una conferenza stampa per chiarire a laureati, studenti, operai, professionisti, disoccupati che credono ancora nel lavoro “vero” (quello fatto di sacrifici, di rinunzie, di meriti, di partenze per terre lontane) e nella trasparenza (quella attuata coi fatti, non con le parole), con quali metodi ha preso il posto al Comune di Melilli, dato che nel periodo dell’esame cui ha partecipato c’è stato uno strano movimento di alti funzionari di entrambi i Comuni. I quali, in tema di concorsi pubblici (vedi quello sui Vigili urbani del comune siracusano: nessuna attinenza col concorso vinto dal sindaco di Belpasso, solo un esempio per capire il “contesto”), sono stati parecchio chiacchierati: basti pensare alle denunce formulate dal giornale siracusano La Civetta di Minerva (Premio Mario Francese per le inchieste giornalistiche di cui è stato protagonista in questi anni).

L’attesa di questo giornale – che nei giorni scorsi ha chiesto al primo cittadino etneo – di organizzare un confronto pubblico per spiegare cosa è davvero successo nell’asse Belpasso-Melilli, è stata vana. Carlo Caputo non intende rispondere alle domande di quei cittadini e di quei giornalisti che vogliono capire: ora che finalmente si è “sistemato”, si rifiuta di fugare i dubbi che emergono dal volantino anonimo distribuito nei giorni scorsi. Che parla di “favoritismi” citando in maniera circostanziata le delibere e le determine di politici e funzionari. Caputo si scandalizza per quel documento senza firma (e noi ci associamo alla sua protesta), ma non entra nel merito dello stesso.

Possibile che il primo cittadino, dopo che lo abbiamo richiesto, dopo che il consigliere d’opposizione Stefano Toscano, che pubblicamente lo ha ripetuto in aula (“Sindaco, lei deve organizzare una conferenza stampa per spiegare a tutti cosa che è successo”), abbia liquidato la pratica attaccando il sottoscritto (candidato sindaco nel 2013) di avere un “conto aperto” nei suoi confronti perché alle elezioni comunali di allora ha perso contro di lui? Possibile che il sindaco tenti di sviare ancora una volta l’attenzione con argomenti come questi? Risponda piuttosto a queste le domande:

1)      Signor sindaco, ritiene opportuno che il capo di un’Amministrazione partecipi a un concorso in cui il segretario generale del suo Comune ricopre contemporaneamente la stessa carica nel Comune presso il quale ha fatto la prova?

2)      È vero che in quel periodo il vice segretario del Comune di Melilli è stato nominato presidente di un concorso al Comune di Belpasso?

3)      È vero che lo stesso vice segretario, precedentemente, aveva proposto alla Giunta di Melilli l’assunzione di un “istruttore amministrativo contabile”, carica che lei è andato a ricoprire dopo aver superato il concorso?

4)      Quale colore politico aveva l’Amministrazione comunale di Melilli nel periodo del concorso?

5)      Questa vicenda ha attinenza con certi equilibri politici belpassesi?

6)      Qual è il vero motivo della rottura fra lei e il deputato del suo stesso partito (Fratelli d’Italia) Giuseppe Zitelli?

7)      C’entrano le elezioni provinciali?

(Le rivolgiamo ingenuamente queste ultime tre domande perché è bene che lei stesso dissipi i dubbi che affiorano ultimamente sul presunto nesso fra il concorso nel comune siracusano e certe fratture politiche verificatesi alle pendici dell’Etna).

8)      Pensa di continuare a tenere una vicenda come questa sotto silenzio alla vigilia della pubblicazione della relazione sugli appalti del Pnrr stilata dalla Commissione speciale d’inchiesta comunale?

9)      Pensa di continuare a fare la vittima scaricando sempre le responsabilità sui funzionari comunali?

10)  Pensa di continuare a fare il sindaco senza una maggioranza?

11)  Non ritiene che alla luce di tutte queste situazioni e della sua ferma decisione di non realizzare, dopo 22 anni, il nuovo Piano regolatore, di aver consentito che il suo comune diventasse primo in Sicilia per abusivismo edilizio, di privare Belpasso di una farmacia comunale, di penalizzare soprattutto i giovani (vere vittime di questo modus operandi) ai quali non ritiene di chiarire una vicenda come quella di Melilli e accettando di fatto che scappino dalla loro Terra per trovare un’occupazione, che lecchino il culo ai potenti, non ritiene, dicevamo, che che alla luce di questo e di tanto altro sia arrivato il tempo di dimettersi per rimettere nelle mani del popolo sovrano qualsiasi decisione futura?

Luciano Mirone

Post scriptum: signor sindaco stia sereno. Anche se è ossessionato dal mio nome, la candidatura a sindaco è un’esperienza molto lontana. Allora c’era un’emergenza e su richiesta di molti cittadini accettai la proposta. Soli. Senza soldi, senza santi in paradiso, senza cercare voti. Il risultato fu ottimo: terzo su sette candidati. E questo evidentemente crea qualche problema. Però non faccio il sindaco di mestiere, faccio felicemente un altro lavoro, quindi si metta il cuore in pace: non ho alcun conto aperto né con lei né con altri. Solo molta amarezza nel vedere una città mortificata. Detto questo, non deve deciderlo lei chi deve o chi non deve fare politica.

Luciano Mirone