Perfino sulla relazione della Commissione speciale che ha indagato sui 30 appalti realizzati con 30 milioni del Pnrr, il Consiglio comunale di Belpasso (Catania) si spacca. E mentre il sindaco Carlo Caputo, in un’intervista a Federica Zammataro de Il Fatto Siciliano.it, dichiara che quella relazione è “fantasiosa”, “contraria ai verbali”, una “sceneggiatura da film”, al punto da “sembrare in parte scritta con chatGpt”, in parte partorita “dalla mente di registi esterni”, i suoi consiglieri che fanno parte della Commissione disertano la conferenza stampa di ieri mattina indetta dal presidente dell’organo di inchiesta, Stefano Toscano, che ai giornalisti e al pubblico ha fatto la sintesi della relazione illustrata l’altra sera in Consiglio comunale.

Il presidente della Commissione comunale speciale che ha indagato sugli appalti del Pnrr di Belpasso (Catania), Stefano Toscano, consigliere comunale. Sopra: il sindaco della città etnea Carlo Caputo

Una netta presa di distanza dalle cinquanta pagine che si è evidenziata con l’astensione dei tre caputiani in Commissione (Davide Guglielmino, Giampiero Motta e Salvo Rapisarda) e con la successiva assenza di tutti i consiglieri che sostengono il sindaco nel momento in cui l’elaborato è approdato in aula per il voto finale. Nel frattempo abbiamo chiesto un’intervista al sindaco Caputo e (tramite lui) ai suoi consiglieri: nessuna risposta. Molto cortese l’ing. Sebastiano Leonardi, ex Rup ed ex funzionario dell’Ufficio tecnico comunale, che al momento non ritiene di rilasciare interviste.

Nel corso della conferenza stampa di ieri a prendere la parola, oltre allo stesso Toscano, sono stati il presidente del Consiglio comunale Andrea Magrì, e i consiglieri Andrea Paparo, Salvo Licandri, Carmelo Carciotto e Fiorella Vadalà.

“Questa Commissione è stata osteggiata fin dal primo momento – è stato detto –. Troppi ostacoli si è cercato di porre per non farla partire, altrettanti ne sono stati messi una volta che è partita”. Un esempio? “A poche ore dalla scadenza dei tre mesi previsti dalla legge per presentare ufficialmente la relazione (in questo caso il 14 luglio) – dicono i consiglieri presenti –, è arrivata una nota dei caputiani per chiedere uno slittamento dei lavori. Nel frattempo lo stesso sindaco, dopo avere avuto novanta giorni per fare delle dichiarazioni, ha chiesto di essere sentito all’ultimo momento. L’intenzione di fare saltare tutto è apparsa fin troppo chiara”.

Diversa la versione fornita, sempre al Fatto Siciliano.it, dall’altro schieramento: “La relazione è arrivata lo stesso giorno in cui era già fissata la presentazione in Consiglio comunale. Non ci hanno dato il tempo materiale per leggerla, discuterla, integrarla” (Guglielmino). “La tempistica non ha consentito un dibattito, la relazione era già bella e pronta. L’abbiamo letta solo dopo, scoprendo che non c’è corrispondenza con i lavori svolti in questi tre mesi. Conclusioni fantasiose non aderenti alla realtà conclamata dai verbali” (Motta). “Tempi, dibattito finale, modalità di deposito della relazione e presentazione in Consiglio: niente è stato concordato tra i sette membri della Commissione. Il risultato finale è una relazione ‘ad personam’” (Rapisarda).

Accuse e controaccuse che finiscono per creare confusione. A questo punto, per cercare di fare chiarezza, ci siano consentite alcune domande: perché il sindaco e i suoi, l’altra sera, hanno disertato l’aula sottraendosi al confronto con l’altra parte politica? Perché si sono guardati bene dal dichiarare le stesse cose durante il dibattito in Consiglio comunale? Perché non hanno indetto anche loro una conferenza stampa (sono ancora in tempo) per sottoporsi alle domande dei giornalisti e del pubblico? Perché il primo cittadino continua ad attaccare “qualche giornalista”? Perché è stata adottata la strategia del silenzio quando l’avvocato Enzo Guarnera (presidente dell’Associazione Antimafia e Legalità), sugli appalti del Pnrr, ha presentato un esposto ben circostanziato alla Procura della Repubblica di Catania? Perché si è continuato con la strategia del silenzio anche di fronte all’intervista rilasciata dal legale a L’Informazione? Perché i contenuti dei nostri numerosi articoli sull’argomento non sono stati smentiti?

Non sappiamo quali effetti sortirà la trasmissione della relazione (scaturita dallo studio degli atti prodotti dagli uffici, dalla Giunta e dal Consiglio comunale) alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla Prefettura, ma un’altra domanda è d’obbligo: quali conseguenze produrranno i lavori della Commissione sul piano politico?

La reazione di Caputo e dei suoi appare strana, perfino scomposta, sia perché la relazione cita fatti, determine e delibere, sia perché la stessa usa toni fin troppo morbidi, non fa mai un nome, non si limita alla denuncia ma avanza delle proposte, smentisce ciò che il sindaco ha dichiarato al momento dell’istituzione della Commissione (alcuni mesi fa): “Quest’organo è stato istituito per buttare fango contro di me”.

Difficile interpretare questa cappa di silenzio che avvolge i cittadini, che sembrano annichiliti di fronte a cotanto spettacolo. Sparuta la presenza di pubblico in conferenza stampa. Un rigetto nei confronti della politica, un assenso nei confronti del sindaco o una riflessione dopo tutte le “anomalie” che, ad una ad una, stanno affiorando dalle segrete stanze del municipio (a quelle relative agli appalti del Pnrr, bisogna aggiungere lo “strano caso” del concorso vinto dal sindaco in un contesto molto denunciato dal giornale la Civetta di Minerva come il Comune di Melilli; il rifiuto del primo cittadino a redigere il Piano regolatore dopo 22 anni dalla sua scadenza; la perdita – anch’essa voluta – della farmacia comunale, lo scandalo dei lavori della via Roma, la singolare ripavimentazione della piazzetta attigua alla villa comunale, e tanto altro)?

Sempre in tema di appalti, l’opposizione – in base ai documenti consultati – contesta la nomina del Responsabile unico del progetto (Rup), la non indizione dei bandi di gara e il ricorso alle “procedure negoziate”, l’assenza di molte ditte invitate a partecipare e l’aggiudicazione di diverse gare con ribassi anomali del 2, del 3, del 4 e del 5 per cento, le presunte omissioni di qualche ufficio che non avrebbe trasmesso alla Commissione dei documenti importanti sulla variante per la costruzione di un asilo, il ricorso di qualche ditta esclusa.

E la denuncia della “principale violazione” di cui parla la relazione – ovvero la nomina del Rup degli appalti del Pnrr di un funzionario comunale in quiescenza – che sarebbe stata commessa dal sindaco, sembra, metaforicamente parlando, il disegno di una piramide, a capo della quale ci sarebbe il numero uno dell’Amministrazione comunale.

Una conferenza stampa tenuta con quaranta gradi all’ombra, in un’aula consiliare sprovvista di aria condizionata e dotata di un solo ventilatore che a un certo punto è stato spento per il rumore fastidioso che emetteva. Presenti un paio di esponenti della sinistra (l’ex assessore della Giunta Spina, Franco Drago, e il militante nella sinistra radicale Fabio Tirenna), l’ex direttore del giornale online Sciarablog,  Antonino Recupero, e l’ex assessore ed ex consigliere comunale Santi Borzì. Per il resto deserto assoluto.

L’impressione è che – a prescindere da eventuali esiti giudiziari o erariali della vicenda – l’opposizione esca politicamente tonificata da questa relazione. A questo punto il sindaco, se vuole uscire dalle secche in cui si è cacciato, ha il dovere di chiarire attraverso un confronto pubblico tutta la vicenda degli appalti conferita coi fondi del Pnrr, le accuse mosse nei confronti dell’opposizione di avere manipolato la relazione e le solite battute contro la stampa libera; di dimostrare le sue tesi con carte alla mano; di coinvolgere i suoi consiglieri in quest’opera di chiarezza. Lo faccia con determinazione e senza vittimismi. Ne va della credibilità dell’istituzione che da tanti anni rappresenta. Sennò tragga le sue conclusioni.

Luciano Mirone

Post scriptum: in questa mancanza assoluta di dibattito, a brillare per silenzio è la sinistra locale, dopo avere fatto un’opera scientifica di auto distruzione (neanche un consigliere comunale eletto), aver partorito un paio di sterili comunicati su Gaza e sul bilancio (contro l’opposizione). Ebbene: anche in questa circostanza degli appalti, la sinistra si è guardata bene dal pronunciare una sola parola nei confronti del sindaco e dell’Amministrazione comunale. E dire che di materiale ce ne sarebbe a iosa. Qualche soggetto – addirittura assurto a cariche importanti all’interno del  principale partito della sinistra – che negli anni scorsi si è distinto (in perfetta sintonia col sindaco) per un costante tentativo di denigrazione via Social nei nostri confronti, se ne sta in silenzio di fronte a tutto questo, seguito dall’intero schieramento. Ognuno lo interpreti come vuole. Per noi è gravissimo.