Un disastro. Così vengono definiti dal Pd di Belpasso (Catania) gli emendamenti sul bilancio comunale presentati recentemente dall’opposizione (ormai diventata maggioranza in Consiglio) per le scuole, per le strade e per la cultura. Secondo il Partito democratico (fuori dal Consiglio comunale da alcuni anni) “manca il confronto politico e manca la vergogna”. Insomma, il bilancio 2026, per i Dem, è un “atto di resa”. L’accusa, neanche tanto sibillina, appare rivolta tutta all’opposizione. Neanche una parola sul sindaco Carlo Caputo.
“Da anni – è scritto nella nota – ai cittadini viene raccontata la favola dello scontro tra maggioranza e opposizione. Ma quello che sta accadendo oggi nel nostro Comune smaschera una verità che molti avevano già compreso: qui non esiste alcuna reale alternativa politica. Esiste una sola classe dirigente, interamente di destra, che occupa tutti i banchi del Consiglio comunale e che oggi si sta consumando in una guerra fratricida combattuta esclusivamente per questioni di potere”.
“Sedici consiglieri comunali – si legge -. Sedici esponenti della stessa area politica. Dieci in maggioranza e sei in opposizione all’inizio della legislatura. Oggi dieci all’opposizione e sei a sostegno del sindaco. Ma la sostanza non cambia: sono tutti figli della stessa cultura politica, delle stesse alleanze, delle stesse logiche e dello stesso modo di intendere l’amministrazione pubblica”.
E giù un elenco delle precarietà causate dagli emendamenti dell’opposizione. A cominciare dalla “scuole abbandonate” perché, a parere del partito democratico, “i fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria sono ridotti a spiccioli. Si rischia sulla pelle dei nostri figli. Non è austerità, è irresponsabilità criminale”.
Il secondo punto riguarda le “strade distrutte”, dato che, per il partito di Elly Schlein, “sono stati tagliati i fondi per la manutenzione stradale. Belpasso è una pista a ostacoli: buche, avvallamenti, marciapiedi pericolosi. Chi sta al potere da sempre non ha una lira per l’asfalto, ma ha sempre una scusa pronta”.
Terzo punto. “Cultura e tradizioni calpestate” in quanto sono stati “ridotti a spiccioli i fondi per biblioteca e eventi .Tagliato il contributo ai carristi di Santa Lucia e ridotto il premio Nino Martoglio. Noi difendiamo le tradizioni e gli eventi locali perché sono l’ossigeno di Belpasso. Loro li soffocano. Una città che cancella la propria storia è una città morta”.
Quarto punto. “Guerra ai lavoratori”. Nel comunicato si legge: “Si è osato mettere in discussione persino i buoni pasto ai dipendenti comunali. Dopo aver distrutto i servizi, si colpisce chi ogni giorno regge il Comune sulle spalle. Una meschinità inaccettabile”.
Quinto e ultimo punto. “Incompetenza e connivenza” perché “chi amministra da tanto, anzi da tantissimo tempo, non ha più scuse. Belpasso ha una zona industriale enorme e le casse vuote. Perché? Perché si tollera l’evasione e si lasciano marcire debiti insoluti da anni. Prima si spremono i cittadini onesti, poi si fa finta di non vedere chi non paga e siede comodo. Questa è la priorità della destra: non riscuotere, ma tagliare. Non governare, ma sopravvivere”.
E poi un crescendo di accuse: “Manca il confronto politico. Manca la visione. Manca la vergogna. C’è solo l’arroganza di chi taglia su scuole, strade, cultura e se la prende con i lavoratori, mentre protegge evasori e debitori”.
“Il voto in Consiglio – conclude la nota – ha palesato che il Sindaco non ha più la maggioranza nel Civico consesso: se avete il coraggio sfiduciatelo e ponete fine a questo teatrino indecoroso in diretta streaming.
Il Pd, da fuori dal Consiglio, non starà zitto. Denunceremo ogni giorno, proporremo alternative, chiederemo i numeri veri, un piano immediato di recupero evasione e debiti e un confronto pubblico con cittadini, scuole, associazioni, comitati e sindacati. Belpasso non merita questo scempio. Merita rispetto, serietà e chi ha il coraggio di cambiare”.
Redazione























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