Nasce Rete Lampedusa, la rete promossa da Pietro Bartolo (il medico dei migranti, soprattutto bambini) per “costruire una nuova narrazione sulle migrazioni”, fondata su dati, diritti umani, canali regolari e responsabilità europea.
La presentazione pubblica si terrà il 15 luglio alle 10 a Roma, in Via Marghera 59, presso l’Istituto Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco. Il progetto sarà illustrato da Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000.

Il dottor Pietro Bartolo a Lampedusa. Sopra: il medico dei migranti con una bambina sbarcata da poco nell’isola siciliana
Rete Lampedusa nasce per “colmare un vuoto politico, culturale e narrativo sul tema delle migrazioni”. I documenti fondativi del progetto evidenziano come il dibattito pubblico sia oggi schiacciato tra la narrazione dell’“invasione”, il silenzio dettato dalla “paura elettorale” e “l’assenza di una contro-narrazione credibile, autorevole e organizzata”. L’obiettivo è “dare voce a chi opera nell’accoglienza e nell’integrazione”, mettendo in rete competenze, esperienze e buone pratiche.

Il logo di Rete Lampedusa
“La migrazione non si affronta con slogan o scorciatoie ideologiche, ma con responsabilità, umanità, visione europea e strumenti concreti – afferma Pietro Bartolo -. Rete Lampedusa vuole affermare l’esatto contrario: la migrazione è una realtà complessa, che va affrontata con serietà, strumenti concreti, canali legali, integrazione e responsabilità condivise, non con slogan o propaganda”.
All’incontro romano parteciperanno anche personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, dell’informazione e dell’impegno civile.
Redazione























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