Si chiama “gioco d’azzardo patologico” e rappresenta una delle dipendenze comportamentali più complesse, con importanti ricadute sul piano sanitario, psicologico, sociale, economico e giuridico dell’individuo. Ma uscirne è possibile. La frase finale coniata dagli organizzatori del Centro Gap “La Tela” lo dimostra: “Perdere tutto non significa non poter ricominciare”. Una filosofia ampiamente spiegata dagli esperti nel corso dei lavori.

Per questo nell’aula Falcone Borsellino del Tribunale di Enna si è svolto il convegno “Gioco d’Azzardo Patologico. Profili sanitari, sociali e giuridici di una dipendenza in crescita”, organizzato dal Centro Gap “La Tela” di Sperlinga, in collaborazione con l’Ordine degli avvocati, la Federconsumatori e l’Ordine dei commercialisti di Enna, con l’obiettivo di “promuovere un momento di approfondimento e confronto su una problematica che interessa un numero sempre crescente di persone e famiglie”.

Si tratta di un fenomeno in continua crescita che non risparmia fasce d’età, professioni, generi sessuali, e che ha indotto associazioni ed ordini professionali di Enna ad allestire questo incontro “nella convinzione che il contrasto al gioco d’azzardo patologico richieda una forte collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario, professionisti e società civile, affinché sia possibile costruire percorsi efficaci di prevenzione, cura e reinserimento sociale”.

Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, delle professioni legali e sanitarie e di esperti impegnati quotidianamente nella prevenzione e nel trattamento della dipendenza da gioco.

Ha aperto i lavori il presidente dell’Ordine degli avvocati di Enna, Giuseppe Milano, cui si sono susseguite due sessioni di studio dedicate agli aspetti clinici e sanitari e ai profili giuridici e sociali del fenomeno.

I temi affrontati sono stati il ruolo dei servizi di cura, l’impatto della dipendenza sulle famiglie, gli strumenti di tutela giuridica, le nuove forme di protezione digitale, le conseguenze sociali ed economiche del gioco d’azzardo patologico e le opportunità offerte dagli strumenti di sostegno per aiutare le vittime.

Nella foto: un momento del convegno

Redazione