Vogliono la “tutela occupazionale” dei 200 lavoratori del parco acquatico Etnaland di Belpasso  (Catania) e chiedono “immediata chiarezza sulla vicenda ambientale” che ha coinvolto la struttura, per la quale la magistratura ha ordinato la chiusura fino a data da destinarsi.

A pochi giorno dall’interrogazione comunale presentata dal consigliere di Belpasso, Mario Pulvirenti (Forza Italia), a prendere una dura posizione sul futuro di Etnaland sono i rappresentanti del Sinalp (Sindacato nazionale autonomo lavoratori e pensionati) che, con  una “lettera aperta” esprimono la “massima attenzione” e la “forte preoccupazione” per la situazione che sta interessando il parco acquatico, una realtà produttiva e turistica di fondamentale importanza per la Sicilia orientale, capace negli anni di garantire occupazione diretta a circa 200 lavoratori tra dipendenti a tempo indeterminato e lavoratori stagionali, oltre a rappresentare un punto di riferimento per un vasto indotto economico e commerciale del territorio.

Nella lettera, indirizzata alla Procura della Repubblica di Catania, al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, al Sindaco di Belpasso e alla direzione aziendale di Etnaland, viene evidenziato che “la sospensione delle attività determinata dal provvedimento di sequestro preventivo disposto nell’ambito di un’inchiesta riguardante la gestione dei rifiuti e presunte violazioni della normativa ambientale, sta generando una grave situazione di incertezza per lavoratori e famiglie che rischiano di subire conseguenze pesantissime sul piano economico e sociale”.

Il sindacato rappresentato nella “lettera aperta” dal segretario regionale Andrea Monteleone e dal dirigente Andrea Tomarchio ribadisce con “assoluta fermezza” che la tutela dei lavoratori e dei livelli occupazionali deve rappresentare una “priorità inderogabile”.

“I dipendenti, infatti – affermano i sindacalisti – , non possono e non devono diventare le vittime di eventuali responsabilità che, qualora accertate, dovranno essere attribuite esclusivamente a chi ha operato in violazione delle norme e degli obblighi previsti dalla legge”.

Il sindacato “condanna con decisione” ogni eventuale “comportamento illecito” che possa aver “compromesso la tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della legalità”. La salvaguardia del territorio – si legge – e il rispetto delle regole rappresentano principi “non negoziabili” e “chiunque abbia commesso violazioni, errori o condotte contrarie alla legge dovrà assumersi pienamente le proprie responsabilità e risponderne nelle sedi competenti”.

Allo stesso tempo – puntualizzano  – è “inaccettabile che eventuali responsabilità individuali, gestionali o amministrative si trasformino in una condanna collettiva per centinaia di lavoratori innocenti e per le loro famiglie”.

Il Sinalp chiede pertanto che venga avviato con la “massima urgenza” un percorso istituzionale finalizzato a “garantire la continuità occupazionale dei circa 200 lavoratori coinvolti”, evitando qualsiasi ipotesi di “licenziamento o perdita di professionalità”.

Diventa improrogabile – seguita la nota – consentire, nel rispetto della normativa vigente, la rapida definizione degli interventi necessari alla ripresa dell’attività, salvaguardando l’avvio della stagione estiva, fondamentale per la sostenibilità economica dell’intera struttura e del relativo indotto.

Contemporaneamente diventa “necessario” assicurare “piena trasparenza” sull’evoluzione delle “verifiche ambientali” e sull’accertamento delle eventuali responsabilità. È indispensabile – si dice – individuare con chiarezza i “responsabili di eventuali violazioni contestate, senza ambiguità e senza scaricare sui lavoratori il peso di una vicenda che deve essere affrontata nelle sedi opportune”.

“La priorità – afferma il Sinalp – deve essere quella di separare nettamente le responsabilità personali dalla tutela di una realtà produttiva che rappresenta un patrimonio occupazionale strategico per la Sicilia orientale”.

Il Sinalp chiede quindi “l’apertura immediata” di un tavolo permanente di confronto che coinvolga la Regione Siciliana, il Comune di Belpasso, l’azienda, le organizzazioni sindacali, e tutti gli enti competenti affinché si possa costruire un “percorso concreto e rapido per il superamento della crisi”.

“Il nostro obiettivo è chiaro – affermano i rappresentanti del sindacato –:  difendere ogni singolo posto di lavoro, garantire la continuità aziendale e consentire al parco acquatico di tornare operativo nel pieno rispetto delle norme ambientali, della sicurezza e della legalità”.

“Una struttura come Etnaland – si legge ancora – non è soltanto un luogo di attrazione turistica, ma rappresenta un presidio economico e occupazionale per migliaia di persone che vivono e lavorano nell’area.”

“Il Sinalp – conclude il comunicato –continuerà a seguire con la massima attenzione l’evolversi della vicenda, mantenendo alta la propria azione sindacale affinché venga tutelato il diritto al lavoro e affinché eventuali responsabilità individuali non producano una crisi sociale che colpisca esclusivamente chi lavora. La legalità deve essere garantita e chi ha sbagliato deve pagare. Ma a pagare non possono essere i  lavoratori, l’occupazione deve essere salvaguardata e l’azienda deve poter ripartire”.

Nella foto: uno scorcio del parco dei divertimenti Etnaland ubicato nel territorio di Belpasso (Catania)

Redazione